Gli impianti fotovoltaici del Maceratese
attirano le telecamere del Tg1

AMBIENTE&TECNOLOGIA - Occuperanno grandi superfici agricole, viaggio della Rai nel nostro territorio
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Nelia Calvigioni e la giornalista Rai Carlotta Angeloni

di Alessandra Pierini

Le telecamere del Tg1 sono arrivate nella nostra provincia per parlare di fotovoltaico. Proprio nella nostra regione e in particolare nella Provincia di Macerata, tanti  sono gli impianti già realizzati o che saranno autorizzati nei prossimi mesi e molti di questi occuperanno grandi superfici agricole. Gli stranieri residenti nella zona hanno manifestato la loro contrarietà e la situazione ha incuriosito  la giornalista  Carlotta Angeloni che  ha deciso di verificare personalmente la situazione. Accompagnata da Cronache Maceratesi e da Luigi Verdecchia, fondatore del gruppo di Facebook “No agli impianti fotovoltaici a terra”, le telecamere Rai hanno ripreso le nostre campagne  alla scoperta dei bellissimi paesaggi, già corrotti negli ultimi mesi dall’installazione degli antiestetici pannelli solari. La giornalista ha anche incontrato rappresentanti di enti pubblici e soggetti privati danneggiati dalla realizzazione degli impianti, che rappresentano solo una parte di quelli che presto  invaderanno il territorio.

La prima tappa del giro,  oggetto di un servizio che verrà trasmesso dal Tg1, è stata la Fabi Shoes i cui titolari hanno chiesto di poter installare un impianto sul tetto della loro azienda ma si sono sentiti rispondere dall’Enel che la centrale è satura, perciò non potranno farlo.
Poi le telecamere Rai si sono spostate in  contrada Paterno dove  sono state intervistate Donatella Batocchi e Tiziana Forconi, proprietarie di due abitazioni immerse nella natura della zona: «Fino a luglio non ci siamo accorte di niente, poi nel giro di 3 mesi siamo state circondate dai pannelli fotovoltaici e ce li troviamo quasi fino alla porta di casa». Il panorama di cui potevano godere le due signore e le loro famiglie è stato definitivamente deturpato e nessuno può farci niente visto che le autorizzazioni sono in regola.

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Carlotta Angeloni e Bob Garner

Carlotta Angeloni ha poi intervistato Nelia Calvigioni, sindaco di Corridonia, comune che ha recepito le linee guida dettate dalla Regione Marche: «Finora non potevamo far niente – ha detto la Calvigioni – ora con il regolamento abbiamo tutelato le valli, i crinali e l’area archeologica di San Claudio e abbiamo obbligato le aziende a mitigare l’impatto degli impianti».Sono stati gli stranieri, però, i primi ad accorgersi dell’emergenza di tutelare il paesaggio, una delle motivazioni principali per cui hanno scelto di vivere nelle Marche. Carlotta Angeloni li ha incontrati  nel Casale I fichi, country house di Robert Garner e Ian Richards che dall’Inghilterra si sono trasferiti a Francavilla d’Ete per operare nel turismo. Un bel giorno, però, tornando dal loro paese di origine, si sono trovati i pannelli proprio nella valle che si vede dal loro giardino e hanno subito capito che il problema era grave.

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Un grosso impianto fotovoltaico in contrada Paterno

Bob conserva anche delle immagini che mostrano il panorama prima dell’installazione e soprattutto teme che la situazione potrebbe degenerare e che nel giro di poco tempo ne saranno autorizzati altri che comprometterebbero definitivamente il loro business. Dall’altra parte della valle vive una famiglia olandese che lamenta la svalutazione della loro casa, sulla quale avevano investito più di 800.000 euro. Nella loro country house si sono ritrovati australiani, olandesi e altri inglesi che non riescono proprio a capire come il governo e i comuni possano essere così poco lungimiranti. «La mia impressione – ci dice una residente australiana – è che siete così abituati a vivere nella bellezza da non riconoscerla più. E’ un vero peccato». «Non capisco – le fa eco il marito – come si possano privilegiare gli interessi di pochi privati a scapito dell’ambiente e del bene della comunità».

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Luigi Verdecchia intervistato dal Tg1

Le telecamere di Rai Uno si sono fermate anche a Monte San Giusto dove sorgerà nei prossimi mesi un impianto da 5 Megawatt. «Accanto a questo impianto  – ha precisato Luigi Verdecchia – ne sorgerà un altro, così tutta la valle sarà ricoperta. Per gli impianti già autorizzati non c’è via di uscita e non so se i regolamenti comunali potranno essere risolutivi».
Punto di arrivo è stato il fiume Chienti e la zona di Sarrocciano dove sorgerà un maximpianto di 12 ettari, pari a 12 campi da calcio, per impedire il quale nulla hanno potuto i comitati che si sono organizzati né il Fronte Verde da mesi attivo nella lotta al consumo di territorio agricolo.
Nel 2010 la Provincia di Macerata ha concluso 30 procedure di valutazione di impatto ambientale e dovrà esaminarne altre 23. Potenzialmente potremmo ritrovarci con 170 Megawatt di energia in più ma molti sono gli interrogativi. Davvero questi impianti saranno allacciati per produrre energia? Chi garantisce che nei prossimi 10 o 20 anni le cose non cambieranno? Chi smaltirà il silicio di cui sono fatti i pannelli?

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