Protesta per la discarica,
Gentilucci: «Il mandante è Catena»
Buldorini: «Il Pd la vuole a Macerata»
RIFIUTI - Il presidente della Provincia replica al consigliere regionale dem: «Nelle sue parole leggo tanta spocchia, ed è il motivo per cui oggi i pievetorinesi si sentono offesi e umiliati dalle sue affermazioni. I luoghi del confronto devono rimanere quelli istituzionali». Gentilucci "incassa" il sostegno del suo vicepresidente con cui è in contrasto dall'inizio del mandato

Il vice presidente Luca Buldorini e il presidente Alessandro Gentilucci
«È evidente che il mandante della strategia posta in essere nella cena cui ha partecipato la sindaca di Montefano prima dell’assemblea dell’Ata è proprio lui, Leonardo Catena, consigliere regionale ed esponente di spicco del Partito democratico». Non si placa la polemica scaturita dalla manifestazione di domenica del comitato No discarica Montefano a Pieve Torina. Il contrattacco al consigliere regionale dem arriva dal primo cittadino del comune dell’entroterra e presidente della Provincia Alessandro Gentilucci.
«La cosa più grave nelle dichiarazioni di Catena è l’assoluta mancanza di rispetto per i tanti pievetorinesi che domenica sono arrivati spontaneamente al Parco delle rimembranze di Pieve Torina – ha detto Gentilucci – non capendo il motivo per cui altri cittadini di un altro paese venissero a manifestare lì, contro la discarica. Nelle sue parole leggo tanta spocchia, ed è il motivo per cui oggi quegli stessi pievetorinesi si sentono offesi e umiliati dalle sue affermazioni, quasi non fossero capaci di intendere e di volere, ma invece rispondessero come automi al sottoscritto».

Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci
Il presidente della Provincia torna poi sulla questione relativa a una fotografica che sarebbe stata scattata durante una cena, alla vigilia della riunione Ata, tra la sindaca di Montefano Angela Barbieri e alcuni amministratori maceratesi. «È evidente che il mandante della strategia posta in essere nella cena cui ha partecipato la sindaca di Montefano prima dell’assemblea dell’Ata è proprio lui, Catena, consigliere regionale ed esponente di spicco del Partito democratico. Perché lui a quella cena era presente. Ed ecco allora svelata la matrice politica della protesta, altro che civica e trasversale – continua Gentilucci individuando nel consigliere dem l’artefice della protesta di domenica -. La verità è che venire a manifestare contro la discarica in un comune che in assemblea Ata conta meno dell’1% è stato un grossolano errore politico oltre che strategico volto ad alimentare contrapposizione tra cittadini. Una scelta inopportuna e provocatoria, e questa non è una sensazione solo mia, ma di tanti che hanno voluto mostrarci vicinanza e solidarietà».
Gentilucci parla, anche, di «sgarbo istituzionale. È la prima volta che un consigliere regionale si presenta a manifestare in un comune, nella casa del sindaco, senza preannunciare al primo cittadino la sua presenza, un gesto lesivo del rispetto istituzionale. E proprio per rispetto e decoro istituzionale rimarco che i luoghi del confronto debbono rimanere quelli deputati, a cominciare dalla Provincia, le cui porte sono sempre aperte per chi cerca il dialogo senza prevaricazioni, strumentalizzazioni e atteggiamenti provocatori» conclude.

Il consigliere regionale Leonardo Catena
Anche il vice presidente della Provincia, Luca Buldorini, si inserisce nella querelle politica con un endorsement sul lavoro del presidente Gentilucci (i due come noto non sono in buoni rapporti). «Ha affrontato, fin dal suo insediamento, un passaggio delicato imposto dai tempi del procedimento, proponendo criteri successivamente approvati a larga maggioranza dall’Assemblea Ata. Una scelta che ha consentito di superare lo stallo e creare le condizioni per l’ampliamento dell’impianto di Cingoli, assicurando alla provincia l’autonomia necessaria fino al 2033. Questi anni non dovranno diventare un alibi per nuovi rinvii, ma il tempo entro cui costruire una soluzione definitiva».
Buldorini passa poi al piano politico. «Ora il Partito democratico deve scoprire le carte. Lo studio dell’Università Politecnica, commissionato quando governava il centrosinistra, collocava Macerata al primo posto. Se Sciapichetti, la sindaca Barbieri, Catena e Morgoni contestano i nuovi criteri e chiedono di cancellarne gli effetti, vogliono ripristinare la precedente graduatoria e riportare Macerata in testa? Lo dicano apertamente ai cittadini del capoluogo» ha detto.

Il vice presidente della Provincia Luca Buldorini
«Non è sufficiente dire “no” a Montefano senza indicare criteri o soluzioni alternative – sottolinea il presidente della Provincia -. Il dissenso dei cittadini è legittimo e deve essere ascoltato; altra cosa è trasformarlo politicamente in una protesta personale a Pieve Torina, coinvolgendo una comunità ancora profondamente ferita dal terremoto. Il confronto deve svolgersi nelle sedi istituzionali, con proposte capaci di tutelare tutta la provincia». Inoltre, sottolinea il vice presidente della Provincia, «le preoccupazioni dei cittadini di Montefano meritano ascolto e rispetto. L’inserimento nella graduatoria certifica soltanto la potenziale idoneità di alcune aree: non determina automaticamente la realizzazione della discarica».
Secondo Buldorini, dire soltanto “non nel mio territorio” non risolve il problema ma lo trasferisce ad altri. «La mia posizione è coerente con il percorso portato avanti dal presidente Gentilucci: rispettare gli adempimenti che oggi competono all’Ata e, contemporaneamente, accelerare la strategia regionale affinché, nel più breve tempo possibile, non sia più necessario realizzare nuove discariche né a Montefano, né a Macerata, né altrove – conclude Buldorini -. L’unica strada concreta è sostenere l’indirizzo della Regione Marche: Ata unica regionale, maggiore riciclo e chiusura del ciclo attraverso impianti moderni, sicuri e tecnologicamente avanzati, capaci di recuperare energia dalla parte non riciclabile e ridurre drasticamente il conferimento in discarica».
Gentilucci al vetriolo: «Discarica? Inopportuno manifestare a Pieve Torina»
Sit in contro la discarica, la Questura dispone il cambio di location
Macerata ha già dato quindi signori consiglio vivamente di guardare altrove.