Nuova scuola alle Vergini,
terra e fango del cantiere in strada:
«Mi sono ritrovato la casa allagata»
MACERATA - L'esasperazione di un residente: «Mercoledì le griglie hanno retto, ma non possiamo vivere nella paura». C'è chi ha avviato una azione legale. «Abbiamo segnalato la questione al sindaco ma nessuno ha risposto»

Il fiume di fango dopo la pioggia dei giorni scorsi
Una montagna di terra senza un adeguato contenimento, le piogge intense portano il fango sulla strada che ostruisce le caditoie, e l’acqua entra nelle abitazioni. È la situazione denunciata da alcuni residenti della zona Vergini, a Macerata (in particolare in contrada santa Maria delle Vergini), che da mesi segnalano criticità legate al cantiere della nuova scuola.

Il problema riguarda in particolare la strada che costeggia il parco e scende verso la zona residenziale, nella parte posteriore del nuovo edificio scolastico. Per la realizzazione della struttura è stata movimentata una notevole quantità di terra, che, secondo quanto riferito da un residente, sarebbe stata compattata ma non adeguatamente contenuta. Quando arrivano piogge particolarmente intense, la terra viene trascinata a valle e si riversa sulla strada a lato est della scuola, trasformando l’asfalto in un percorso di fango. Il materiale finisce quindi sulle griglie di raccolta delle acque, con il rischio di ostruirle e di impedire il normale deflusso dell’acqua.

A raccontare le conseguenze dirette del problema è un residente della zona, che spiega di aver già vissuto in prima persona un’allagamento. «A luglio mi sono ritrovato casa allagata – dice – la terra ostruisce le griglie e, di conseguenza, l’acqua scende in discesa ed entra nelle abitazioni. A luglio ho avuto circa 15 centimetri di acqua in casa». Una situazione che, secondo il residente, non sarebbe stata la sola, perché altri problemi si sono verificati con il temporale di mercoledì scorso.

L’acqua nelle abitazioni
Già nel mese di luglio erano state effettuate segnalazioni agli uffici comunali e, dopo quell’episodio, c’è chi ha anche intrapreso un’azione legale. «Ho scritto al Comune più volte, ma nessuno ci ha risposto – racconta il residente -. C’è chi ha già fatto un’azione legale dopo luglio. Non possiamo andare avanti così e vivere con il terrore che, ogni volta che piove forte, l’acqua possa entrare in casa».

L’acqua nelle abitazioni
La criticità, come detto, si è ripresentata anche l’altro ieri, quando una nuova ondata di pioggia ha trascinato nuovamente terra e fango verso la zona abitata. «Anche mercoledì entrava il fango – aggiunge il residente – fortunatamente le griglie hanno retto: la terra è entrata nel viale ma non nel garage. Però non possiamo vivere con il terrore che entri in casa. La montagna di terra deve essere contenuta».

I segni delle colate dal polo scolastico
Il punto, secondo i residenti, non sarebbe dunque soltanto la gestione delle acque meteoriche, ma la necessità di intervenire direttamente sulla massa di terra accumulata nell’area del cantiere, realizzando un sistema di contenimento che impedisca al materiale di riversarsi sulla strada in occasione delle precipitazioni. «La terra è stata compattata ma non contenuta. È normale che, con questi eventi, scenda non trovando contenimento da nessuna parte».

Il timore è che la situazione possa aggravarsi con l’arrivo della stagione delle piogge più intense. «Ormai da mesi, quando piove intensamente, tutta la terra movimentata per il nuovo polo scolastico scende in strada creando enormi fiumi di fango che entrano nelle proprietà private delle abitazioni a est del polo e si riversano su tutta la strada, creando enormi disagi». La richiesta degli abitanti è quindi quella di un intervento concreto e tempestivo sul cantiere, prima che una nuova precipitazione possa provocare ulteriori allagamenti e danni alle proprietà private.





Strano! Eppure l’assessore promette tante cose…