di Roberto Scorcella
Il capitano Domenico Candelli, 40 anni compiuti lo scorso mese di giugno, è a capo della Compagnia dei carabinieri di Civitanova Marche dal 28 marzo 2004. Oltre sei anni, intervallati da una missione a Sarajevo protrattasi per poco più di sette mesi dall’agosto 2009 al marzo 2010. Un’esperienza quella in Bosnia che il capitano Candelli ha avuto modo di definire “indimenticabile sul piano umano e professionale”. A Civitanova si è distinto per una grande presenza sul territorio e per numerose azioni che hanno consentito ai cittadini di accrescere la loro fiducia nelle istituzioni. Ma non è certamente un lavoro semplice.
Capitano Candelli, è arrivata l’estate. Come vi siete organizzati per cercare di garantire la sicurezza di residenti e turisti?
Il litorale maceratese è coperto integralmente da Comandi stazione carabinieri alle dipendenze della Compagnia di Civitanova: segnatamente le Stazioni di Civitanova Marche, da Sud a Fontespina, Civitanova Alta, Città alta – zona industriale e commerciale Aurora e litorale in foce Asola, Porto Potenza Picena e Porto Recanati. L’aumento di presenze, dovute al turismo, impongono uno sforzo maggiore da parte dell’Arma in servizio sulla costa, sia nei servizi preventivi che nelle attività operative. Ma anche i servizi interni di Caserma vengono potenziati per far sì che il cittadino, quando si rivolge alle Stazioni dell’Arma, possa trovare sempre un militare a sua disposizione.
Ogni anno, l’organizzazione dei servizi, prevede una pianificazione che vada a soddisfare – per tempo – le differenti esigenze di ogni territorio. E’ infatti ricorrente che, a Civitanova Marche rispetto a Porto Recanati, la stagione parta con un breve anticipo e che, già nel mese di giugno, siano molteplici le esigenze di ordine e sicurezza pubblica connesse alla movida del fine settimana. E, anche quest’anno, l’Arma civitanovese ha saputo assicurare – già dall’ultima decade di Maggio – un potenziamento dei servizi esterni – specie nelle ore notturne e soprattutto nei week end. Ciò ha impedito di farci trovare impreparati di fronte alle situazioni critiche che – puntualmente – si sono verificate. Luglio, poi, vedrà trasferire l’impegno anche su Porto Recanati e Porto Potenza, con le maggiori punte di presenze turistiche che generano sicuramente super lavoro.
Quali forze impiegate sul campo e che tipo di controlli potete fare?
A concorrere con le due stazioni costiere, nella vigilanza del territorio, interverranno dal 1° luglio al 31 agosto i colleghi dei Comandi di Recanati, Montelupone e Potenza Picena che, durante i loro servizi esterni, dedicheranno ogni giorno soste, posti di controllo ed interventi nelle giurisdizioni di Porto Recanati e Porto Potenza. Un contributo importante per incrementare la presenza dell’Arma sulle strade e per assicurare un maggior numero ed una sempre maggiore tempestività negli interventi. Ad integrare il dispositivo, naturalmente, le autoradio del Nucleo Radiomobile di Civitanova Marche – agli ordini del Maresciallo Aiutante Giuseppe Gigante – che, 24 ore al giorno, vigileranno ed attueranno gli interventi che verranno richiesti al 112 della Compagnia di via Carnia. Le “gazzelle” del Radiomobile, grazie alle loro strumentazioni tecniche di bordo, possono garantire rilevamento elettronico della velocità anche di veicoli in movimento, sistema Provida, lettura e comparazione istantanea di targhe di veicoli che incrociano sulle strade per rilevare quelle di mezzi rubati, sistema Falco, rilevamento del tasso alcoolemico empirico e analitico, rispettivamente con precursore ed etilometro, oltre a tutte le attrezzature per infortunistica stradale. Prevenzione stragi del sabato sera, incidenti stradali connessi all’abuso di alcool e droghe, sono anche quest’anno la parola d’ordine che regna nei componenti del radiomobile e che la Compagnia di Civitanova ha sostenuto anche con iniziative recentemente organizzate da Confartigianato ed ACI.
Ma i controlli, come avvenne lo scorso anno, non andranno solo ad incidere sugli “utilizzatori finali” dell’alcool ma anche su chi, indebitamente, dovesse somministrarli o non si dovesse attenere alle norme che vietano la somministrazione di alcolici dopo le ore 2. Riferimento alle centinaia di esercenti e locali di divertimento –
grandi e piccoli – che con la loro rigidità nella mescita di alcolici e nel rispetto dei divieti possono offrire un prezioso contributo alla sicurezza sulle strade. Per chi non rispetta tali normative, come accadde lo scorso anno, per alcuni esercenti, verranno elevate infrazioni e segnalazioni all’Ufficio Territoriale del Governo per i provvedimenti di chiusura.
Da quando si trova al comando della Compagnia, come è evoluta la
situazione relativa alla criminalità?
La costa maceratese è caratterizzata, oggi come ieri, da fenomeni di criminalità diffusa che trovano i loro ambiti nei reati connessi agli stupefacenti, all’immigrazione clandestina, ai furti ed alle rapine. Le operazioni antidroga che l’Arma conduce sul litorale hanno spesso coinvolto spacciatori del luogo ma, in alcuni casi, ci hanno consentito di penetrare in organizzazioni criminali del nord Italia, con ramificazioni all’estero. Nel 2005, infatti, intervenimmo alla frontiera
di Ventimiglia per arginare un traffico di hashish che avveniva su autolinee che trasportavano passeggeri – e non solo – da Marocco al centro Italia. Civitanova era uno dei punti di approdo e sequestrammo oltre 10 chili di stupefacente. In altre circostanze abbiamo arrestatotrafficanti e spacciatori sud americani che, su commissione, giungevano in zona per consegnare ovuli di cocaina. Costa maceratese territorio di transito, agevolato da una fitta rete stradale, autostradale e
ferroviaria, che come negli stupefacenti anche nei reati predatori si rivela comoda per commettere crimini “mordi e fuggi”. Ricordo una inquietante rapina in villa commessa a Civitanova Marche nel settembre 2004 in danno di un anziana non deambulante, che venne ripetutamente malmenata da due albanesi che la ridussero in gravi condizioni. I due albanesi li arrestammo una settimana dopo nel veronese e, in quella circostanza, erano stati a Civitanova di “passaggio”. Molte rapine in istituti di credito, di cui abbiamo scoperto gli autori, ci hanno fatto trarre in arresto pregiudicati campani, siciliani o pugliesi che, in trasferta, sono venuti a commettere crimini da queste parti. Tuttavia, i
fenomeni criminosi non hanno, sinora, trasceso nel crimine organizzato consentendo a questi territori di potersi sentire ancora “isole felici” rispetto ad altre zone d’Italia meno fortunate.
Cosa vi preoccupa maggiormente e dove invece ritenete di essere
intervenuti in maniera determinante?
Le sostanze stupefacenti sono, sicuramente, un fenomeno che preoccupa molto i carabinieri della Compagnia di Civitanova. La consapevolezza che il fenomeno sia difficilmente arginabile e che interessa utenti che – trasversalmente – occupano ogni posto della società, lascia capire che prevenzione e repressione possano spesso fare meno di quanto si spera. Un’inversione di tendenza può arrivare dai modelli che, la società e i media, ci rappresentano ogni giorno. I giovani spesso associano il successo al denaro e ai simboli di opulenza; le droghe non sono un tabù ma, spesso purtroppo, considerate un mezzo per amplificare il divertimento e lo sballo. Quando poi il consumo di stupefacenti di uno, danneggia l’incolumità dell’altro, come avviene negli incidenti stradali generati da conducenti sotto l’effetto di stupefacenti, ci rendiamo conto che forse il problema è globale e che, ogni persona potrebbe fare di più. E a Civitanova il cittadino si è risvegliato: non più tardi di un mese fa un comitato di cittadini antidroga ha segnalato, con tanto
di esposto scritto, una situazione di illegalità in una via del centro. I carabinieri del nucleo operativo non hanno perso un attimo ed hanno tratto in arresto due stranieri con oltre un chilo di eroina. Ebbene, quella sicurezza partecipata, di cui tanto si parla in questi tempi, a Civitanova sta iniziando a funzionare bene, con l’Arma sempre pronta a recepire bisogni ed esigenze dei cittadini. Il nostro impegno continuerà, in questo ambito e nelle emergenze che di volta in volta
turberanno la tranquillità di questa terra, con la massima determinazione e con la partecipazione convinta di chi è carabiniere ma anche cittadino.
Questione Hotel House: malgrado i ripetuti interventi, il livello di
guardia resta sempre molto alto. Come pensate di muovervi in futuro?
L’Hotel House di Porto Recanati è sempre considerato dall’Arma civitanovese un luogo su cui non mollare mai il monitoraggio, ma anche come una risorsa per queste zone. Nido di residenza di cittadini da oltre 40 Paesi del mondo, spesso è stato teatro di reati quali risse, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento di immigrazione clandestina, violenze contro la persona e rapine. Gli interventi dell’Arma, sia in emergenza che programmati, sono stati numerosi ed hanno, sinora, consentito di mantenere costantemente sotto controllo il “polso della situazione”. Ma l’House, come più volte abbiamo detto, è anche una risorsa per il territorio marchigiano perché fra le migliaia di persone che risiedono, molti stranieri sono regolarmente integrati nel tessuto sociale e lavorativo del luogo. La ricettività lavorativa di questa Regione, ha sicuramente agevolato l’integrazione di molti abitanti del condominio multietnico, seppur molti ancora siano i problemi da risolvere. L’impegno dell’Arma è e sarà quello di assicurare una continua vigilanza, intercalata da servizi straordinari che, in alcuni periodi dell’anno quando le presenze subiscono alcune impennate, sono mirati ad individuare malviventi che possano annidarsi nella mischia”.
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