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Sfratto di Peppina,
i magistrati bacchettano Salvini:
“Parole violente e pericolose”

FIASTRA - L'Anm replica alle dichiarazioni del leader del Carroccio che è atteso per venerdì a Macerata. Il programma della visita non è confermato. Intanto l'ex sindaco di Camerino Dario Conti propone una norma che sospenda l'abuso edilizio per le abitazioni temporanee
martedì 3 ottobre 2017 - Ore 20:40 - caricamento letture
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Peppina in lacrime mentre stava lasciando la sua casa

Giuseppa Fattori con il leader della Lega

 

di Federica Nardi

Caso di Peppina, l’associazione nazionale magistrati replica alle dichiarazioni del numero uno del Carroccio: «Espressioni violente che contribuiscono al discredito della magistratura». Il leader del Carroccio è atteso a Macerata per venerdì, ma non è confermato il programma. L’ex sindaco di Camerino, Dario Conti: «Serve una norma per le casette temporanee che sospenda l’abuso edilizio».

Venerdì probabilmente non sarà il giorno della decisione del tribunale del Riesame sulle sorti del sequestro della casetta di Giuseppa Fattori, la 95enne di San Martino di Fiastra che ha i sigilli alla porta da due settimane perché realizzata senza avere richiesto alcuna autorizzazione. È possibile che il tribunale si prenda qualche giorno per la decisione. E così Peppina avrà altro tempo per rimanere nell’abitazione, costruita dalla famiglia poco distante dalla casa storica, inagibile a causa del terremoto. Infatti la proroga concessa dal procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, (che ha riacceso il sorriso sul volto dell’anziana dopo che aveva abbandonato la casetta in lacrime), fa riferimento a quando uscirà la sentenza e non semplicemente alla data dell’udienza. Ieri l’avvocato della famiglia, Bruno Pettinari, aveva annunciato l’intenzione di presentare per oggi il ricorso al Tar. Oggi però non è stato possibile rintracciare il legale per confermare se abbia presentato i documenti.

Intanto per venerdì è atteso a Macerata Matteo Salvini, anche se rispetto al suo annuncio iniziale di presidiare il tribunale potrebbero esserci delle variazioni di programma. Dovute anche alla volontà del Carroccio di non fare indebita pressione sui giudici, chiamati a decidere su una vicenda delicata dal punto di vista umano e legale. E a quell’annuncio, fatto a mezzo Facebook, dove Salvini diceva ai giudici che in caso di conferma del sequestro «dovranno vedersela con me e con una marea di cittadini perbene», arriva la replica della giunta distrettuale delle Marche dell’Associazione nazionale magistrati. Affermare una cosa del genere «non è solo un’aspra critica preventiva – dice la giunta in una nota – e un improprio tentativo di condizionamento, ma è un’espressione verbalmente violenta che, certamente al di là delle intenzioni, contribuisce a quel discredito della magistratura per decisioni ‘sgradite’ o semplicemente ritenute sbagliate, su cui poi possono innescarsi persino aggressioni fisiche ai magistrati dentro i Tribunali, come anche di recente si è ripetuto».

L’ex sindaco di Camerino, Dario Conti

Sulla vicenda di Peppina interviene anche l’ex sindaco di Camerino, Dario Conti che conosce bene la famiglia di Giuseppa Fattori e ricorda che «quando Errani, l’ex commissario alla ricostruzione, venne per la prima volta a Camerino, dichiarò che non sarebbe stato tollerato nessun abuso edilizio, in quanto avrebbe prodotto disequilibri economici e sociali, tra coloro che potevano farsi la casetta ed altri impossibilitati, per via delle proprie condizioni economiche. L’unica strada possibile è seguire le vie previste dalla legge. Qui si sta gestendo l’emergenza straordinaria del terremoto, con le normali leggi ordinarie, senza considerare le esigenze della gente. Nel caso di Giuseppa Fattori, la mancanza delle concessioni ed autorizzazioni, si poteva sanare con un procedimento amministrativo comunale apposito e relativa sanzione da pagare». Conti ritiene che l’unica soluzione sia un decreto legge in via d’urgenza, «serve una norma che per le casette temporanee e legate all’emergenza, sospenda l’abuso edilizio, fino a quando i terremotati non rientrano nella propria casa. È praticabile anche la via del ricorso al Tar, prima si può chiedere la sospensiva del provvedimento comunale, poi attendere l’udienza di merito per arrivare sino alla Cassazione».

 

 

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