«Accumoli, Amatrice e Arquata
hanno tutele speciali e noi no»,
Rosella Sensi scrive a Giorgia Meloni
VISSO - Il sindaco ha inviato una lettera anche al commissario Guido Castelli e al presidente della Regione Francesco Acquaroli per contestare la scelta, contenuta nel decreto dello scorso 5 agosto, di misure particolari in ottica ricostruzione solo per i tre centri: «Oggi non può più esistere una distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B: va adottata una programmazione che guardi all’intero cratere come ad un’unica grande comunità ferita»

Rosella Sensi, sindaco di Visso
Perché Accumoli, Amatrice e Arquata sì e Visso, ma anche il resto dell’entroterra marchigiano, no? Passate le celebrazioni e i ricordi per il decennale della prima scossa del terremoto del 2016, il sindaco Rosella Sensi ha preso carta e penna e ha scritto una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al commissario Guido Castelli e al presidente della Regione Francesco Acquaroli per far sentire il suo dissenso nei confronti della scelta di limitare ai tre centri del “primo cratere” stabilizzazioni del personale, sostegni alle attività economiche e proroghe varie contenute nel decreto del 5 agosto scorso.
«Di fronte a un silenzio assordante, mi sono assunta per primo, con profondo senso di responsabilità, il dovere di scendere in campo per difendere i diritti di tutti i territori colpiti dal sisma del 2016, solidale come sempre con tutti i Comuni coinvolti – spiega Sensi – Visso si è fatta carico, da sola, di dar voce a un’intera comunità ferita, ribadendo che è giusto riconoscere la necessità e l’importanza di queste misure per quelle tre comunità così duramente colpite. Nel massimo rispetto di tutte le vittime e dei loro familiari, riteniamo che gli stessi interventi debbano essere estesi a tutti i Comuni del cratere. Il terremoto ha fatto vittime e distrutto le case, ma il tempo sta distruggendo la comunità».

Sensi con Guido Castelli, commissario per la ricostruzione
Nella lettera, datata 7 agosto (due giorni dopo il decreto) ma resa nota solo oggi, la sindaca di Visso entra più nel dettaglio. «Ritengo che oggi non possa più esistere una distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B – scrive Sensi – il dolore non può essere graduato. La sofferenza non può essere misurata esclusivamente sulla base del numero delle vittime registrate il giorno del sisma, perché in questi dieci anni migliaia di persone hanno continuato a pagare un prezzo altissimo in termini di qualità della vita, lavoro, salute, relazioni sociali e prospettive future. Apprendo che il provvedimento tutela il personale impiegato nei tre Comuni sopracitati. Mi domando, però, quale sarà il destino delle migliaia di lavoratori che, in tutti gli altri Comuni colpiti dal sisma, da quasi 10 anni garantiscono con competenza e dedizione il funzionamento degli uffici della ricostruzione, accompagnando cittadini e imprese in un percorso ancora lontano dalla conclusione. Allo stesso modo, la proroga “privilegiata” della Zona Franca Urbana rischia di creare un’ingiustificata disparità proprio nel momento in cui sarebbe necessario rafforzare la coesione dell’intero territorio. Più volte è stato affermato dal commissario Guido Castelli che la ricostruzione non è soltanto quella delle case, ma anche quella delle comunità. Condivido questo principio. Tuttavia, la ricostruzione immateriale non può realizzarsi attraverso misure che finiscono per dividere territori accomunati dalla stessa tragedia. Il diritto di tornare a vivere nel proprio Comune, nella propria casa, con servizi adeguati, opportunità di lavoro e condizioni di normalità, appartiene a tutti i cittadini del cratere e non solo, senza alcuna distinzione».
Questa non vuole essere una contrapposizione tra territori, per il sindaco di Visso. «Né, tantomeno, una guerra tra poveri. Al contrario, è un appello affinché nessuna comunità venga lasciata indietro. Dopo quasi 10 anni dall’inizio di questa lunga emergenza, credo che non ci debbano essere differenziazioni ma che vada adottata una programmazione che guardi all’intero cratere come ad un’unica grande comunità ferita, nella quale ogni cittadino merita gli stessi diritti, la stessa attenzione e le stesse opportunità. Da sindaco di Visso ho il dovere di difendere gli interessi della mia comunità, ma soprattutto il principio costituzionale dell’uguaglianza tra i cittadini, valido non solo per chi abita nel cratere ma per tutto il Paese. Per questo rivolgo al Governo, alla Struttura Commissariale e alla Regione un appello affinché vengano individuate misure capaci di garantire pari dignità e pari opportunità a tutti. Mi auguro che questa mia richiesta possa essere ascoltata, comprendendo i motivi per cui, chiunque abbia un ruolo istituzionale, debba tutelare i diritti di tutti i suoi cittadini».
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— POVERO PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI, SOMMERSO DA CEMENTO, ANCORA CEMENTO E ASFALTO.!!!!!
Allora ci sono figli e figliastri? Sarebbe d’approfondire la cosa.