Mozione di sfiducia contro Ciarapica,
l’opposizione tenta la spallata:
«Arrivato il tempo di staccare la spina»

CIVITANOVA - Depositato il documento firmato da otto consiglieri. Per arrivare in aula servono due adesioni dalla maggioranza, per approvarlo quattro voti del centrodestra. Nel mirino soprattutto l'approdo del sindaco a Futuro Nazionale: «Ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori»

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consiglio comunale giugno 2025 - minoranza centrosinistra e ciarapica - civitanova - FDM

I banchi dell’opposizione e, sullo sfondo, il sindaco Fabrizio Ciarapica

L’opposizione ci riprova e tenta la spallata all’amministrazione Ciarapica, anche se servirà una sponda dalla maggioranza. Dopo il dibattito scatenato dalle parole dell’ex sindaco Massimo Mobili che richiamava Ciarapica al “dovere etico” di dimettersi dopo la scelta di passare a Futuro Nazionale del Generale Vannacci, l’opposizione prova a scardinare il meccanismo depositando una mozione di sfiducia contro il sindaco.

In questi giorni Forza Italia è intervenuta in difesa del partito dopo le parole di dileggio di Pierpaolo Turchi, anche lui trasfugo di Vannacci, ma non una parola sulla richiesta di dimissioni, esempio che il diktat per tutti è di sopire e attendere la fine naturale del quinquennio in vista delle prossime amministrative del 2027. Pare che anche dalla Regione sia arrivato l’indirizzo di tenere i giochi fermi dal momento che un’accelerazione sarebbe deleteria per tutto il centrodestra. Ma non è detto che una spallata non possa arrivare, magari proprio da quella Lega che ha annunciato che voterà favorevolmente la mozione per la revisione del piano antenne.

E infatti l’opposizione ora lancia un appello ai banchi della maggioranza (anche se appare difficile che possa essere accolta) affinché almeno due consiglieri sottoscrivano il documento per consentirne la calendarizzazione e, successivamente, quattro votino a favore per determinarne l’approvazione. Nel comunicato diffuso oggi, i firmatari Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Letizia Murri, Elisabetta Giorgini, Yuri Rosati, Lidia Iezzi, Piero Gismondi e Silvia Squadroni attaccano duramente il primo cittadino, accusandolo di aver utilizzato il proprio ruolo per finalità personali e di aver progressivamente perso il consenso della città. «Ci sarà un consigliere di maggioranza capace di metterci la faccia per sottoscrivere la mozione e poter mandare a casa un sindaco che da anni, per il proprio personale tornaconto, strumentalizza il suo ruolo, la sua visibilità e il suo potere?», si chiedono i consiglieri di minoranza.

ciarapica da vannacci assemblea costituente

Ciarapica sul palco della convention di Futuro Nazionale

Secondo l’opposizione Ciarapica non sarebbe più percepito dai cittadini come il loro rappresentante e avrebbe gestito in modo inadeguato temi cruciali come sicurezza, viabilità, infrastrutture, urbanistica, politiche giovanili e rapporti con categorie economiche e quartieri. Nel mirino finisce soprattutto però l’ adesione a Futuro Nazionale: «Mai Ciarapica era caduto così in basso come sta succedendo da quando ha fatto il salto della quaglia per aggregarsi al carrozzone vannacciano, sperando di salirci in pole position, smentendo le sue precedenti affermazioni elettorali, gettando nel discredito la nostra città e gettando alle ortiche le promesse e le idee propagandate durante la campagna elettorale. È arrivato il tempo di staccare la spina ad un Sindaco che non ha mai brillato per correttezza, trasparenza e capacità amministrativa, che nasconde irresponsabilmente i suoi fallimenti riuscendo solo ad argomentare lagnanze su presunte responsabilità di amministrazioni che hanno governato ben 9 anni prima di lui. Oggi Ciarapica è alla ricerca spasmodica del suo tornaconto politico e non si vergogna di aderire a posizioni estreme, razziste e misogine purché gli venga garantito un futuro posto al sole ben remunerato. Le sue ambiziose velleità nulla hanno a che vedere con il bene e la crescita della nostra città, nulla hanno a che vedere con il mandato che i civitanovesi gli hanno dato nel 2022 quando, per poco più di mille voti rispetto alla coalizione di centro sinistra, Ciarapica ha potuto indossare ed indossa tuttora la fascia da sindaco. Ciarapica non è obbligato a rimanere sindaco di Civitanova se non condivide più le idee, i valori e le affermazioni della coalizione che lo ha appoggiato. Dovrebbe avere la buona grazia di togliersi da torno per affrontare a viso scoperto ed a faccia alta la sua mutazione politica».

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