Salvini mette lo Sferisterio in stand-by:
«Alla prima vengo solo se vinciamo.
Sandro mi chiama anche di notte» (Foto)

MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Incontro con imprenditori e associazioni di categoria per il Ministro dei trasporti, l'unico politico nazionale tornato in città dopo il primo turno per lanciare la volata a Parcaroli: «Dimentichiamoci il 49% e il bel risultato della Lega, al ballottaggio si riparte da 0-0 e ai rigori serve freddezza, sei voti possono decidere il futuro della città»

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Matteo Salvini con Sandro Parcaroli

di Marco Pagliariccio (foto di Fabio Falcioni)

Sarà che col sindaco uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli c’è un rapporto più che consolidato («Veniamo da cinque anni di lavoro insieme con ripetute chiamate diurne e in qualche caso anche notturne, ma sempre professionali: qualcuno ha avuto da dire che ci fosse un’amicizia particolare, Sandro è un bell’uomo ma non è il mio tipo»), sarà che la Lega a Macerata ha piazzato un exploit oltre le attese, volando sopra al 12% («Un bel risultato dopo la scelta coraggiosa, premiata, di andare con i civici»), ma Matteo Salvini è l’unico politico nazionale tornato a Macerata in queste due settimane pre-ballottaggio dopo l’invasione durante la campagna elettorale del primo turno.

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Dopo la visita con tanto di toccata e fuga al ponte sul Chienti, oggi pomeriggio al ristorante Le Case (in singolare concomitanza con un matrimonio), il Ministro dei trasporti ha dialogato con imprenditori e associazioni di categoria, stimolato sui temi economici più scottanti, dalle infrastrutture alla flat tax, dal Superbonus al Piano casa (per il quale presto Salvini sarà nominato commissario). Ma ovviamente il leader del Carroccio, affiancato dalla segretaria regionale del partito Giorgia Latini e dal commissario provinciale Mauro Lucentini oltre che dal sindaco Parcaroli, è tornato a parlare di ballottaggio e ha usato una metafora calcistica per farlo.

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«Macerata è una città con decine di migliaia di votanti, ma noi siamo qui stasera per sei voti di differenza (sono 10, ndr) – ha detto Salvini – fatelo notare a chi dice che votare e non votare è la stessa cosa. Sei persone possono cambiare il futuro di una città. Io non conosco il competitor di Sandro per cui non mi permetto di giudicare o di dire di votare noi perché altrimenti arrivano le armate dell’Unione Sovietica o le cavallette. Non lo so e non mi interessa. Sentivo dire da qualcuno “beh, noi ripartiamo dal 49%, gli altri dal 41%”: non è assolutamente così. Il ballottaggio è come i calci di rigore. Resettiamo il primo turno, resettiamo il bel risultato della Lega, ma domenica e lunedì si riparte da zero a zero. Per i rigori serve freddezza e anche una dose di quello che Arrigo Sacchi chiamava il “fattore C”. Ma soprattutto per sei persone che vanno o no si possono decidere i prossimi cinque anni della città, al di là della Val Potenza, della Quadrilatero e di tutto il resto».

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Salvini ha annunciato di aver ricevuto l’invito per la prima della stagione dello Sferisterio. «Ho detto alla mia segreteria di non dare conferma finché non sappiamo il risultato del ballottaggio – ha detto il ministro – con tutti i soldi che ci abbiamo messo per lo Sferisterio, fatemi almeno rivincere le elezioni».

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Ad anticipare l’intervento di Salvini quello di Sandro Parcaroli, che ha sostanzialmente ripetuto parola per parola il discorso che sta ripetendo nei suoi incontri pre-ballottaggio. «In cinque anni e mezzo ho fatto tantissime cose, solo gli altri sindaci possono capire di che impegno si tratti – ha ribadito il candidato del centrodestra – perché devo cedere questa città a qualcuno che la riporterà indietro? Io voglio che Macerata vada avanti. Famiglie, infrastrutture, turismo, cultura, sport, anziani: il nostro programma ruota a 360 gradi. Mi dicono che non faccio confronti e dibattiti, ma in realtà ne ho fatti tantissimi.

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Dopo l’ultimo ad Ancona ho preso due Maalox ma mi sono detto: a tre non ci voglio arrivare. Io non offendo mai nessuno, vado avanti per la mia strada, per cui dibattere con persone che battono sempre sull’ospedale, sulla città sporca, su questo e quell’altro non lo voglio più fare. Lunedì scorso dopo essere stati sei ore ad aspettare i risultati pensavano che sarei arrivato in Comune arrabbiato nero. E invece no: ero sorridente perché così potevo stare in mezzo alla gente di Macerata per altre due settimane».

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Luca Buldorini e Stefano Parcaroli

E su questo Parcaroli ha voluto anche scherzare su: «Ho notato che quando vado a mettere le camicie, un braccio entra bene, l’altro più a fatica. È che si è ingrossato, perché ho stretto migliaia di mani».

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Matteo Salvini con l’ex sindaca e consigliere regionale Anna Menghi

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Andrea Marchiori, Renzo Marinelli e Deborah Pantana

 

 

 

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L’intervento di Giorgia Latini, coordinatrice regionale della Lega

 

 

 

 

 

 


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