«Mancano i soldi, ospedale di Macerata
e palazzina Dea a Civitanova
rischiano di restare incompiuti»
SANITA' - L'allarme di Claudio Maria Maffei: «Costi coperti solo in parte, per gli ospedali marchigiani mancano 300 milioni. Per i Dipartimenti di emergenza da considerare arredi e tecnologie». L'esempio del Piemonte

Claudio Maria Maffei
«I dati dimostrano che il nuovo ospedale di Macerata e la nuova palazzina Dea di Civitanova sono a fortissimo rischio di non essere realizzati». A lanciare l’allarme è Claudio Maria Maffei, ex direttore sanitario dell’Inrca, che ha incrociato i dati relativi ai fondi stanziati per l’edilizia sanitaria regionale con quelli del Piemonte per arrivare a dimostrare che le risorse sul piatto rischiano di essere non adeguate.
«Le Marche sono inondate da un elevato numero di cantieri ospedalieri avviati o programmati che coi numeri dimostrerò essere sottofinanziati e quindi a rischio di non essere completati – dice Maffei che è stato anche responsabile sanità del Pd Marche fino al gennaio 2025 – questo vale anche per il nuovo ospedale di Macerata e per la nuova palazzina Dea di Civitanova. In questa analisi ci aiuta il programma di edilizia sanitaria della Regione Piemonte governata pure dal centrodestra. Questo programma lo si può benissimo vedere da slide scaricabili dalla rete. Si tratta di un programma che vale 4,5 miliardi di euro già tutti finanziati, che prevede tra l’altro 11 nuovi ospedali oltre a quattro rigenerazioni e ampliamenti. Il programma della Regione Piemonte è illustrato in maniera chiara ed ha a monte una rete ospedaliera coerente con il decreto ministeriale 70 del 2015, chiarissimo riferimento normativo per la programmazione ospedaliera. Si tratta di un programma su cui è stata attivato in Piemonte un rapporto con l’Università e che è stato preceduto da un corso di formazione».
Maffei ricostruisce i costi del programma di edilizia sanitaria della Regione Marche in base ai comunicati stampa della Regione. «A Pesaro la spesa prevista è di 204 milioni per 382 letti “espandibili”, chissà che vorrà dire, fino a 460 posti letto e i soldi già disponibili – afferma il medico – a Macerata la spesa prevista è di 185 milioni per 379 posti letto espandibili fino a 434 e qui ce ne sono 158,5 mentre mancherebbero e sarebbero da trovare 26,5 milioni. A San Benedetto la spesa prevista è di 172 milioni per un numero imprecisato di posti letto (quelli attuali sono 226) di cui solo 9 milioni disponibili e già impegnati per la progettazione, quindi ne mancherebbero 163 da trovare. Ma queste cifre sono adeguate? Torniamo alla Regione Piemonte dove per l’ospedale di Savigliano di 382 posti letto, gli stessi di Pesaro, è previsto un finanziamento di 250 milioni, 46 più di quelli previsti per Pesaro. Che i 204 milioni per Pesaro sembrino pochini lo dice anche il parere del Ministero sul progetto dell’ospedale per il quale ha chiesto alla Regione di impegnarsi a trovare in ogni caso le risorse necessarie per completare l’ospedale. Facciamo che a Pesaro manchino 50 milioni, e mi tengo basso visto che vogliono un ospedale “espandibile”, ne mancheranno come minimo altrettanti a Macerata e non si sa quanti a San Benedetto (facciamo 30 e ci teniamo bassi anche qui). E siccome, come diceva il grande Totò, “è la somma che fa il totale” oggi al programma di edilizia ospedaliera delle Marche mancano nella parte che riguarda i tre nuovi ospedali i 26,5 milioni che mancano a Macerata, più i 163 che mancano a San Benedetto del Tronto più i 130 da sottostima iniziale dei costi. Siamo già a quasi 300 milioni, che sono quasi pari a quelli stanziati, ovvero 204 più 158,5 e più 9 e cioè 371,5».
Dagli ospedali l’analisi passa alle sei nuove palazzine per il Dipartimento di emergenza e accettazione previste a a Civitanova (23 milioni), Urbino (22 milioni), Fabriano (21,45 milioni), Senigallia (25 milioni), Fano (23,5 milioni) e Ascoli (18 milioni, dato vecchio da aggiornare). «Se tanto mi dà tanto anche qui mancheranno decine di milioni di euro – va avanti Maffei – a tutti questi costi coperti solo in parte andranno aggiunti i costi per l’arredamento e le tecnologie, che assommano, secondo cifre vecchie di qualche anno che andrebbero aggiornate a circa 80-100mila euro a posto letto per le tecnologie sanitarie ed un costo compreso fra 21mila e 30mila euro a posto letto per gli arredi e gli allestimenti, oneri esclusi. Per i tre nuovi ospedali e per gli oltre 1000 posti che vi saranno ospitati vanno dunque considerati almeno altri 200 milioni di euro. Dati i tempi lunghissimi di realizzazione prevedibili tutti questi costi lieviteranno ulteriormente. Ecco perché i nuovi ospedali, compreso quello di Macerata, e le nuove palazzine Dea, compresa quella di Civitanova corrono un rischio enorme di non essere realizzate. Per non parlare poi dei costi di gestione e del personale».
Ma signori ciò purtroppo era facile che accadesse di questi tempi visto che i nostri politici ne fanno una e ne sbagliano due.P.S. in Europa vogliono dare la ventesima sanzione alla Russia mentre noi se non si ferma la guerra con l’Iran ci troveremo male molto male chi vuol capire capisca.
Le elezioni sono passate. L’ospedale provinciale è stato già fortemente danneggiato (violentato direi) dalla regione… Aspettatevi solo il peggio.
Chiamate qualcuno di Fermo.
In meno di tre anni hanno costruito un nuovo ospedale, un nuovo svincolo con circonvallazione e viadotto, una pista di atterraggio per elicotteri sanitari, un impianto fotovoltaico e parcheggi piantumati.
Magari se glielo chiedete, con educazione, vengono su e riescono a farlo anche a Macerata.
Qua, nonostante il PNNR, solo “chiacchiere e distintivo”.
* Scusate il lapsus del PNRR.
Il signor Luca Gentili scrive:
“Telefonate a Landini” ma non so cosa c’entri.
Direi invece:
“Telefonate al signor Sindaco Sandro Parcaroli” che appena insediato nel 2020 disse che avrebbe profuso ogni suo impegno per la costruzione del nuovo ospedale; anzi di più: si sarebbe incatenato alle colonne del comune per protesta qualora non fosse riuscito a posare la prima pietra nel corso del suo mandato che scade il 23 maggio prossimo.
Non gli resta che cominciare a pensare a come onorare questo impegno !
Sig. Foresi… il Sindaco sta ancora aspettando Bartolò, mandato alla ricerca di un ferramenta. Ma, vista la malaparata, pare che si sia dato alla macchia… come da consolidata abitudine.
Mancano i soldi?
E dove sono andati?
E chi li ha presi?
E dove stanno?
Da qualche parte staranno…
L’edilizia sanitaria in Piemonte è attualmente al centro di forti tensioni politiche e sociali, descritta da diverse fonti come un “disastro” o in una situazione di “collasso”.
Le criticità principali riguardano cronici ritardi nella costruzione di nuove strutture, un crescente debito finanziario e lo stato di abbandono di vecchi complessi.
Principali Criticità e Ritardi:
• Ritardi nei Nuovi Ospedali: Molti progetti per nuove strutture sanitarie sono in forte ritardo; si stima che i nuovi ospedali, se tutto procederà senza ulteriori intoppi, non vedranno la luce prima di 10 anni.
• Obsoleto Patrimonio Esistente: Mentre si attendono le nuove costruzioni, i cittadini sono costretti a rivolgersi a ospedali vecchi anche di 60 anni, spesso inadeguati agli standard moderni.
• Ritardi PNRR e Agenas: Secondo i dati Agenas, il Piemonte risulta essere tra le regioni italiane più in ritardo nell’attuazione dei progetti PNRR relativi a ospedali e Case di Comunità.
Dissesto Finanziario e Gestionale:
• Debito Sanitario: Il bilancio della sanità regionale presenta un disavanzo significativo, con stime che variano dai 203 milioni ai 268 milioni di euro per l’esercizio più recente. Alcune inchieste della Corte dei Conti hanno evidenziato un “buco” potenziale molto più ampio, legato anche alla gestione dei medici “gettonisti”.
• Caos Amministrativo: La gestione dell’edilizia sanitaria ha subito continui cambi di rotta e tensioni, culminati in casi come le dimissioni della direttrice dell’ospedale di Cuneo nel 2023, evento simbolo della crisi gestionale del settore.
Esempi di Abbandono e “Inaugurazioni Vuote”:
• Ex Manicomio di Racconigi: Rappresenta uno dei casi più eclatanti di degrado; nonostante sia di proprietà dell’ASL di Cuneo, il complesso versa in uno stato di completo abbandono.
• Inaugurazioni di facciata: Sono state segnalate inaugurazioni “in pompa magna” di locali che rimangono poi vuoti o inutilizzati per mancanza di personale o attrezzature.
Piani di Rilancio (In corso):
Per far fronte a questa situazione, la Regione ha recentemente varato un maxi-piano:
• Investimenti Inail: È stato sottoscritto un accordo per oltre 2 miliardi di euro destinati alla costruzione di sette nuovi ospedali.
• Piano Complessivo: Il piano di edilizia sanitaria prevede investimenti totali per circa 4,5 miliardi di euro, includendo anche la creazione di strutture di prossimità come le Case di Comunità.
(fonte AI Overview)