Centro Alzheimer al Covid Hospital?
Ipotesi bocciata da Regini e Medori

CIVITANOVA - Dall'esponente di Cittaverde dubbi sulla collocazione per la vicinanza con il traffico e la mancanza di aree verdi: «Sarebbe una scelta incredibile». Per l'ingegnere civitanovese è necessario un dibattito politico sulla rinuncia ad un centro fieristico che era presente in città fin dagli anni '50

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Il covid hospital oggi

di Laura Boccanera

Centro per l’Alzheimer all’ex fiera/Covid hospital, l’ipotesi di un centro socio sanitario rivelata ieri da Cronache Maceratesi, viene bocciato da Giorgio Medori e Amedeo Regini.

Dopo la scadenza della convenzione con la Regione, in attesa che il comune di Civitanova riprenda possesso dello stabile, sono in fase avanzata di progettazione alcune ipotesi sul futuro della struttura. Come anticipato ieri, una sarebbe quella di un centro diurno per l’Alzheimer, affiancato ad un polo dell’emergenza. 

Ma l’idea viene bocciata da Amedeo Regini di Cittaverde: «Trasformare la struttura tecnica per metà in dotazione alla Protezione civile e l’altra metà in un centro Alzheimer è una scelta incredibile.

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Amedeo Regini

Mi chiedo come sia possibile immaginare un centro diurno per affetti da Alzheimer con attorno i mezzi della Protezione civile, il traffico del Palas e la nuova struttura sportiva attaccata al Palas che sta per aprire due antenne telefoniche che tecnicamente non potrebbero stare a pochi metri da struttura medico ospedaliera. Poi il traffico dei centri commerciali e senza un’area verde dove poter uscire. Ad oggi i consiglieri comunali tacciono quando invece dovrebbero portare le decisioni nel luogo deputato: il consiglio comunale».

Spera in una riflessione collettiva di tutte le forze politiche l’ingegnere Giorgio Medori: «la città non dovrebbe perdere questa tradizione e il settore espositivo, tralasciando l’assurdità della compatibilità urbanistica di una proposta definitiva di hospital di qualsiasi genere. Le forze economiche e culturali dovrebbero come minimo dibattere se abbandonare l’ente Fiera lasciandolo ad altri e se ciò sia una buona idea».

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Giorgio Medori

Medori ricostruisce poi la genesi di quell’area, dal piano Secchi con una fiera da 11.500 metri quadrati poi dimezzata a favore del palas: «Nella variante generale al piano regolatore la zona tecnico distributiva aveva l’obiettivo dichiarato “di realizzare la fiera allo scopo di arricchire il distretto commerciale di una attrezzatura di livello superiore a quella esistente in centro”, nella quale si sarebbero potute svolgere manifestazioni di qualsiasi tipo – spiega  –  Civitanova negli anni 50 aveva già spazi espositivi nell’edificio razionalista dell’architetto Libera nella ex “Casa del Balilla”, poi è stato costruito l’Ente Fiera in largo Caradonna (ora area Varco) e fino al 2016 qui si sono svolte le manifestazioni di varia natura tutte con successo per la città e il territorio del Centro Italia».

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