Rimosso dal Comune
lo striscione “No alle guerre”.
Giorgini: «Superficialità della maggioranza»
CIVITANOVA - La consigliera di "Dipende da noi" assieme ai consiglieri di opposizione, interviene anche sulla bocciatura sabato sera in Consiglio della mozione per il riconoscimento dello stato di Palestina. «Chi ha votato contro ha espresso nient’altro che un ingiustificabile pregiudizio ideologico»

Elisabetta Giorgini
Mozione sulla Palestina, «bocciatura effettuata con cinismo e superficialità, espresso solo pregiudizio ideologico». E dal palazzo comunale di Civitanova scompare anche lo striscione per esprimere la posizione contro le guerre. I consiglieri comunali di opposizione intervengono a seguito del consiglio comunale di sabato, dove all’ordine del giorno, oltre a vari punti finanziari c’era anche la proposta presentata dall’opposizione per impegnare la giunta a farsi promotrice presso il Governo di iniziative volte a favorire il riconoscimento di Stato alla Palestina.
Ma la proposta è stata bocciata senza neanche interventi o discussioni (l’unico intervento da parte della maggioranza quello di Piero Croia per esprimere la propria contrarietà).
«La proposta, richiesta dall’Anpi ed accolta e presentata dai consiglieri del centro sinistra, seguiva la prospettiva che da anni l’Onu e la maggioranza dei Paesi del mondo, riferendosi a Israele e Palestina, riassumono nella formula “due popoli, due stati” per arrivare alla pace e alla giustizia – spiega Elisabetta Giorgini assieme agli altri consiglieri – Tutti sanno che questa proposta rimane l’unica equa, democratica e capace di inaugurare un ordinamento di pace e di convivenza in quella tragica regione, dove ogni giorno vengono massacrati ferocemente bambini, donne e uomini. La bocciatura dell’ordine del giorno è stata effettuata con il cinismo e la superficialità di chi, evidentemente, trova giusto che il popolo palestinese debba subire persecuzioni, uccisioni, espropriazioni della propria terra e vessazioni di ogni genere, vedendo per sempre negato il diritto ad avere un proprio Stato e di vivere in pace con Israele e con gli altri stati. Il diritto alla difesa, alla sicurezza e alla pace vale per tutti i Paesi, compresi Palestina, Libano e Israele, e il testo proposto al consiglio comunale rafforzava questo fondamentale principio etico e politico, al di là di ogni faziosità. Chi ha votato contro ha espresso invece nient’altro che un ingiustificabile pregiudizio ideologico».
E a sorpresa è stato rimosso, con l’arrivo delle luminarie natalizie, lo striscione approvato nel corso di un consiglio comunale precedente col quale si manifestava la posizione di Civitanova “contro tutte le guerre”. Una dicitura che già all’epoca suscitò non poche polemiche dal momento che la versione originaria prevedeva una scritta “Cessate il fuoco” con il riferimento diretto alla situazione a Gaza, mentre la bandiera della pace era già stata bocciata in quanto considerata “divisiva” e “di parte”. Dopo una lunga discussione l’assise decise per la formula “No alle guerre”. E pure quel riferimento è saltato e Giorgini parla di «arroganza del sindaco che, calpestando una delibera del consiglio comunale, ha fatto togliere dal balcone di Palazzo Sforza lo striscione che esprimeva l’opposizione del comune a tutte le guerre. Questo atteggiamento denota la superficialità con cui la maggioranza consiliare a Civitanova affronta ogni questione – conclude la consigliera di Dipende da noi. È la conferma che ormai si tratta solo di una maggioranza puramente formale: non solo per le continue e paralizzanti divisioni interne, ma soprattutto perché gran parte della cittadinanza è stufa di questo modo di fare che unisce arroganza, chiusura mentale, incompetenza e ideologia».
«No allo striscione “Cessate il fuoco”. Da Ciarapica intervento a gamba tesa»
Ciarapica facendo togliere quello striscione contro tutte le guerre non ha mostrato arroganza ma solo tanta debolezza perché oramai non è molto quello su cui può contare per potersi ancora dirsi a capo dell’amministrazione. Lui ideologicamente, ha dimostrato che per avere una promozione politica non guarda in faccia a nessun partito saltando dove crede di trovare riscontri. Ma oramai dopo averli passati tutti quelli della sua area tra partiti e liste si è ridotto poco più che a se stesso e potrà contare qualcosa solo quando interessi altrui avranno bisogno di lui. Lui lo sa e per questo che pensarlo come non dico sindaco ma proprio come soggetto politico, è difficile adesso e lo sarà anche in futuro, anzi peggio, magari quando si ripresenterà per chiedere incarichi chiamiamolo li prestigiosi che mi verrebbero altri termini… e lui sarà lì con addosso solo la divisa d’ordinanza di chi non ha niente né da portare e né da dare per meritarsi un qualsiasi ruolo in un mondo dove c’è tanto bisogno di persone che sappiano pensare al bene del popolo che poi lo paga.