«No allo striscione “Cessate il fuoco”.
Da Ciarapica intervento a gamba tesa»

CIVITANOVA - Il consigliere del Pd Francesco Micucci commenta l'intervento del sindaco che mercoledì sera è andato contro la sua maggioranza che si era accordata per l'esposizione di uno striscione a sostegno della pace in Palestina. «Alla fine c'è stata una mediazione al ribasso e una scritta generica che non dà conto del massacro continuo»

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Francesco Micucci

«Una discussione con la sorpresa finale del sindaco che prova a spaccare il Consiglio. E’ stato tutta la sera distratto dal telefonino e poi un intervento a gamba tesa».

Non smette di far discutere l’intervento del sindaco Fabrizio Ciarapica al consiglio comunale di mercoledì sera che stava discutendo dell’appello per la pace in Palestina sulla mozione di Elisabetta Giorgini. Dopo la richiesta di eliminazione della bandiera della pace dalle iniziative a sostegno di un’azione di sensibilizzazione e informazione rispetto alla strage che sta maturando a Gaza, maggioranza e opposizione avevano trovato la mediazione sull’esposizione di uno striscione con su scritto “Cessate il fuoco”.

Ma poco prima del voto il sindaco è intervenuto per sottolineare la sua contrarietà alla presenza di uno striscione sul palazzo comunale. «I capigruppo di maggioranza e minoranza erano infatti d’accordo da giorni a votare unanimemente una mozione che chiedeva un cessate il fuoco immediato nella drammatica vicenda israelo-palestinesesottolinea Micucci – Se da una parte è da condannare aspramente l’attacco di Hamas dell’ottobre scorso, smisurata ed oramai inaccettabile, è stata la risposta israeliana in barba alle più elementari regole anche in tempi di guerra. Ecco perché tutti i gruppi consiliari erano d’accordo su un testo elaborato dalla consigliera Giorgini e che aveva trovato massima condivisione. Unica eccezione l’esposizione della bandiera della Pace, da alcuni considerata oramai un simbolo di parte. Ma tutti d’accordo nell’esporre uno striscione illuminato sul terrazzo di palazzo Sforza con la scritta “Cessate il fuoco”. Ma poco prima del voto il sindaco Ciarapica, fino ad allora dormiente e distratto dal suo cellulare, tanto da non aver risposto ad alcuna delle sollecitazioni in tema di bilancio, in particolare per i capitoli di sua competenza si alza ed in barba alla prassi chiede di emendare la mozione, impedendo di mettere lo striscione. Risibile la motivazione: lederebbe l’estetica del palazzo, ma sono molti gli esempi di striscioni “poco istituzionali” affissi in passato. La minoranza è insorta e anche la maggioranza ha guardato storto il sindaco per questo intervento a gamba tesa, fuori tempo massimo tanto che poi viene trovata una mediazione al ribasso  per cui verrà scritto genericamente un “No alle guerre”. Come scrivere “A Natale siamo tutti più buoni”. Non sono bastati 35mila morti di cui 20mila donne e bambini. Un massacro continuo per scrivere “Cessate il fuoco” che è la vera priorità per salvare tante vite innocenti. Quello che sta avvenendo è uno scontro impari che anche le massime istituzioni internazionali stanno condannando. Ma a Ciarapica tutto questo non interessa, ciò che gli sta a cuore è accreditarsi a Roma negli ambienti più oltranzisti, impedendo un voto unanime che avrebbe messo tutti d’accordo».

 

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