Infiorate, dialetti e spettacoli:
la Regione mette sul piatto 837mila euro
«Bandi per gli amici degli amici»
FONDI - Il consigliere regionale dem Romano Carancini mette nel mirino la scelta e il metodo con cui sono stati pubblicati gli avvisi: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio, ancora una volta il governo Acquaroli pubblica sotto banco dei bandi per l’assegnazione di contributi regionali e lo fa quatto quatto, senza i soliti proclami e senza un’adeguata pubblicità che permetta di raggiungere tutti i soggetti potenzialmente interessati»

Romano Carancini
di Monia Orazi
Bandi regionali pubblicati senza clamore lo scorso 15 novembre, per la valorizzazione di differenti settori culturali, a cui rispondere in tempi brevi dai 9 ai 14 giorni, finanziati secondo l’ordine di chiamata: la denuncia viene dal consigliere regionale dem Romano Carancini. Sono tutti a firma della dirigente del settore beni culturali Daniela Tisi e mettono sul piatto 837mila euro, di cui la maggior parte vanno ai progetti speciali Fus (Fondo unico per lo spettacolo) con 600mila euro, 85mila per le associazioni di teatro amatoriale, il resto per gli altri settori: dai dialetti, al teatro amatoriale, passando per gli ecomusei, le infiorate, gli itinerari ebraici.
«Il lupo perde il pelo ma non il vizio – commenta Carancini – ancora una volta il governo Acquaroli pubblica sotto banco dei bandi per l’assegnazione di contributi regionali e lo fa quatto quatto, senza i soliti proclami e senza un’adeguata pubblicità che permetta di raggiungere tutti i soggetti potenzialmente interessati, e quindi anche i comuni “non amici” o i soggetti privati “meno simpatici”. Era già successo con un bando dell’Atim (Agenzia turismo e internazionalizzazione) della giunta regionale, aperto per soli 10 giorni a cavallo di Ferragosto, per progetti rivolti ai comuni del sisma. Adesso ci risiamo».
Il bando Atim ha riguardato una serie di eventi che hanno coinvolto 50 comuni delle province di Macerata, Fermo e Ascoli, mettendo sul piatto 1 milione e 900mila euro di fondi europei non spesi per le zone terremotate, “riconvertiti” a fondi per la valorizzazione dei territori e la promozione turistica, per evitare che tornassero indietro senza essere spesi.
«Con l’approvazione dell’assestamento di bilancio avvenuta lo scorso ottobre – spiega Carancini – che ha destinato nuovi fondi (837.000 euro) ad alcuni ambiti (infiorate artistiche, ecomusei, dialetti marchigiani, itinerari ebraici e altre attività culturali) sono stati aperti dei bandi a sportello “flash”: 9 giorni (ovviamente inclusi quelli non lavorativi) per conoscere le proposte, predisporre i progetti e depositare le domande. Per chi non lo sapesse, però, i bandi “a sportello” sono quelli dove chi prima arriva meglio alloggia: l’assegnazione dei contributi, infatti, avviene in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino all’esaurimento delle risorse disponibili».
Nel mirino del consigliere la mancata pubblicizzazione dei bandi e lo scarso lasso di tempo per rispondere: «È evidente che in questi casi dove il tempo a diposizione è discutibilmente limitato, l’informazione è fondamentale per permettere a tutti i soggetti – e non solo a quelli già avvisati – di avere accesso all’opportunità di ottenere i contributi regionali. Allo stesso modo anche i giorni di apertura del bando sono importanti perché dovrebbero consentire a tutti di organizzarsi e di presentare, ad esempio, progetti che non siano già confezionati nel cassetto, pronti ad essere lanciati al “via” arrivando prima di tutti gli altri. È giusto che tutti i comuni e tutti i soggetti potenzialmente interessati sappiano».
Conclude Carancini: «Si tratta di un modo un po’ becero di emanare bandi per gli amici degli amici, non è la prima volta che accade, è stato oggetto di mie diverse interrogazioni. Per bandi del genere si presuppone che si possa avere un progetto, un Comune serio necessita di un po’ di tempo per predisporre una programmazione adeguata a prendere parte al bando di interesse. A queste condizioni i bandi si presentano come opportunità per alcuni e non per altri. È preoccupante che la giunta regionale abbia scelto questo metodo per il rapporto con i Comuni».
I bandi sono stati pubblicati il 15 novembre scorso. Scadono il 24 novembre i bandi destinati ai Comuni sugli ecomusei (60mila euro complessivi), quello sulle infiorate artistiche (20mila euro), il 28 novembre quello sugli itinerari ebraici marchigiani (30mila euro), stessa data per quello sulla valorizzazione dei dialetti marchigiani (22.500 euro). Scadono il 29 novembre quello sul teatro amatoriale (85mila euro) ed il 27 il bando sui progetti speciali Fus (600mila euro). Per chi fosse ancora in tempo, questo il link per i bandi
Questo il link dove si trovano tutti i bandi.
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“IL BUE DISSE CORNUTO ALL’ASINO”
C’è qualcosa che è stato fatto bene?
Quello che è singolare – in generale nel nostro Paese – è immedesimarsi con le “pecore” criticando solo a parole tutto e tutti e mi riferisco in particolare ai politici e al loro operato. Però non sono marziani venuti a conquistarci da un altro pianeta, sono come noi, ci rappresentano pienamente non dico proprio tutti, ma un buon 95% credo proprio di si!!!