Consigli di quartiere, scoppia il caso:
«Operazione antidemocratica,
opposizioni tagliate fuori»

MACERATA - Protesta del consigliere di Italia Viva Ulderico Orazi: «Quando successo con le elezioni è di una gravità inaudita. E' la prima volta, a memoria, che a guidare organi istituzionali ci sono solo esponenti di maggioranza. Il centrodestra è in perenne campagna elettorale»

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Ulderico Orazi, capogruppo di Italia Viva

di Luca Patrassi

Consigli di quartiere, fatte le elezioni dei vertici con il centrodestra che ha fatto sostanzialmente “cappotto” cinque presidenze e vicepresidenze su sei quartieri. Fa eccezione solo il centro storico, semplicemente perchè la prima riunione non ha visto il numero legale per procedere al voto.

A far polemica è il consigliere di opposizione Ulderico Orazi di Italia Viva: «Quanto successo con le elezioni di coordinatori e vicari dei Consigli di quartiere è di una gravità inaudita. E’ stato utilizzato un metodo antidemocratico e già, dopo pochi giorni, il malumore serpeggia tra i consiglieri di quartiere delle minoranze, tagliati fuori dalla partita, nonostante avessero fatto proposte per una minima garanzia di rappresentanza. La volontà, apparente, era quella di lavorare tutti insieme, maggioranza e minoranza, per il bene dei quartieri: tutte le forze politiche, nei loro programmi elettorali, avevano espresso la volontà di ripristinare i Consigli di quartiere e noi della minoranza abbiamo collaborato, nonostante la proposta di delibera non fosse delle migliori, affinché ciò avvenisse. Poi, tutto è stato disatteso, con un’operazione antidemocratica, che ha, di fatto, cancellato i buoni propositi. Stando così le cose, la collaborazione c’è stata solo a parole, visto che ci aspettiamo che ora, presumibilmente, saranno organizzate iniziative ed eventi, ai quali parteciperanno anche assessori e consiglieri comunali, così da portare avanti propaganda continua e ricerca di consensi, cosa che il centrodestra fa a tutti i livelli, essendo in campagna elettorale perenne. E’ la prima volta, a memoria, che a guidare organi istituzionali ci sono solo esponenti di maggioranza, senza che via sia una quota di garanzia rappresentata dalla minoranza, come avviene nell’organo di maggiore rappresentanza cittadina, il Consiglio comunale, visto che una delle quattro commissioni consiliari permanenti, solitamente la I, Affari istituzionali, prevede che la presidenza si appannaggio della minoranza. Invece, con le nomine appena fatte, i Consigli di quartiere, che hanno la loro utilità e una funzione di primo ascolto dei cittadini, diventano teste di ponte della maggioranza per recuperare il consenso che sta scappando. Gli eletti, infatti, sono in prevalenza ex candidati nelle liste del centrodestra alle ultime elezioni comunali».

 

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