Alleva due cammelli a Treia
«Creata un’oasi per Romeo e Giulietta
Ora aspettano un cucciolo»

LA STORIA - Per Mario Cherubini, commerciante di macchine agricole, sono una vera passione: «Li considero animali da affezione». Sono richiesti per alcuni eventi come il recente presepe vivente di Braccano (Matelica). «Sono gelosissimo di loro. Quando mi chiamano mi vesto e vado anch'io, non li lascio un minuto»

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di Francesca Marsili

Due gobbe e lo sguardo dolcissimo. Romeo e Giulietta, una coppia di cammelli siberiani, sono state le comparse più esotiche dell’ultima apprezzatissima edizione del presepe vivente nella frazione di Braccano, a Matelica.

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Mario Cherubini con Romeo

“Chissà da dove arrivavano?” vi chiederete. Da molto vicino, da Treia, dove vivono in un ettaro di terreno tutto per loro, allevati e accuditi da Mario Cherubini, commerciante di macchine agricole con la passione per i camelidi. Romeo ha circa quindici anni ed è vanitoso; si mette in posa e si prende tutte le attenzioni. Giulietta ne ha sette ed è in dolce attesa.

Mario Cherubini, neanche a dirlo, è un tipo bizzarro e simpaticissimo. Un rapporto speciale il loro, basta vedere con quale trasporto i due bestioni corrono incontro al loro padrone mentre arriva con il cesto di pane secco. Il treiese ci racconta come è nato l’amore per i cammelli al punto di volerli avere “in casa”, in un appezzamento di terreno di sua proprietà all’ingresso del paese, non molto distante dalla sua attività. «Tutto è iniziato circa venticinque anni fa. Assieme a degli amici ho ideato il presepe vivente qui a Treia che ho organizzato per circa venti edizioni- spiega -. Ogni anno la rappresentazione cresceva e siccome quando faccio una cosa non mi piace essere il primo, ma nemmeno l’ultimo, ho detto che volevo comprare un cammello».

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Romeo e Giulietta

E cosi è stato. Circa quindici anni fa ha acquistato il primo esemplare, Romeo, arrivato dalla Siberia attraverso un importatore di Perugia. Un iter piuttosto complicato e costoso. E da allora Romeo vive a Treia. Poi è arrivato Giulietta, ora in attesa di un cucciolo da Romeo. «Li considero animali da affezione. E non sono l’unico, ci sono altri matti come me che amano i cammelli» – ironizza. Anche se Cherubini da alcuni anni non organizza più il presepe vivente a Treia, Giulietta e Romeo continuano ad essere richiesti per le rappresentazioni della Natività.

«Oltre quello di Braccano, che è stato davvero bellissimo, quattro anni fa mi sono stati chiesti da un’associazione di Gualdo Tadino, poi a Grottammare e in altri piccoli comuni dell’entroterra. In questi giorni sono stato contattato per il giorno dell’Epifania». L’uomo confida: «Sono gelosissimo di loro. Quando mi chiamano mi vesto e vado anche io, non li lascio un minuto».

cammelli-13-325x217Certo, il colpo d’occhio di due cammelli a Treia «è stravagante» – commenta col sorriso -, «tanti bambini vengono qui per vederli, sono pacifici e affettuosi». Diecimila metri quadrati dove la coppia di camelidi trascorrono le giornate in tranquillità tra alberi da frutto e ulivi. «Mangiano principalmente fieno. Ogni giorno porto farina o pane raffermo, non gradiscono l’erba fresca come le mucche. Acqua ne hanno a volontà attraverso un abbeveratoio e un ricovero per la notte».

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Giulietta (a sinistra) e Romeo

Aggiunge che in molti si chiedono come facciano a vivere nella nostra zona dove sono presenti anche nello zoo di Falconara. «Il cammello siberiano è originario dell’Asia centrale – spiega -, esposto a periodi climatici diversi nell’arco dell’anno, con estati molto secche e inverni rigidi. Hanno una pelliccia molto folta che gli permette di isolare il freddo. Poi ad inizio primavera perdono il pelo per rimanere con la pelle coperta solo peli. Dopo l’estate, verso ottobre, il mantello inizia e ricresce e lana si rinfoltisce proteggendolo dal freddo come un vero e proprio cappotto».

cammelli-9-325x217Entrambi i cammelli «sono vaccinati e quando ce n’è la necessità sono seguiti da un veterinario di Ferrara». Mario Cherubini precisa come a suo avviso la coppia di cammelli viva in un contesto adeguato, dove la presenza dell’uomo è ridotta al minimo, quasi esclusivamente alla sua unica presenza. «Il fatto che Giulietta aspetti un cucciolo – conclude Cherubini – credo faccia ben capire che gli animali sono in salute e stanno bene. Le nascite, negli zoo, sono sempre viste come un evento particolarmente felice proprio perché più difficile anche a causa della notevole presenza umana. Qui vedono quasi esclusivamente me e in me riconoscono un unico punto di riferimento».

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Presepe vivente a Braccano «Migliaia di presenze, un successo incredibile»


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