Ciarapica difende Popsophia:
«In testa a tutti gli indici di attrattività»
CIVITANOVA - Il primo cittadino risponde alle critiche di "Dipende da noi" sulla cultura. Sul festival: «Un orgoglio averlo riportato in città. Ovunque vada riscuote, oltre che un successo di pubblico riempiendo piazze e teatri, apprezzamento degli addetti ai lavori e operatori culturali»

Il sindaco Fabrizio Ciarapica
«Sentirsi in diritto di dire cosa sia o cosa non sia cultura presuppone un’arroganza del tutto singolare e sorprende che proprio coloro che dovrebbero essere baluardo della democrazia e del confronto si trovino a battere il terreno della discriminazione». Parole del sindaco Fabrizio Ciarapica che replica alla lista “Dipende da noi” intervenuta sul tema della politica culturale dopo l’approvazione in consiglio del bilancio consuntivo dell’Azienda Teatri di Civitanova. “Dipende da noi” aveva criticato le scelte programmatiche e biasimato alcune iniziative come le due serate con Vittorio Sgarbi e Popsophia. E il sindaco rivendica invece la scelta del festival: «se vogliamo parlare di politica culturale ben venga – dice Ciarapica -, sono il primo ad essere aperto al confronto, ma se l’approccio è quello di chi eticamente sembra porsi al di sopra degli altri allora il dibattito è perso in partenza. Affermare come un demerito che Popsophia sia solo un evento da vetrina dimostra oltre che la scarsa conoscenza del festival, anche la totale mancanza di percezione reale dei fenomeni della contemporaneità. Il festival pensato e nato a Civitanova, in questi anni è diventato un riferimento della scena culturale regionale. Oltre ad essere un ente accreditato per la formazione, Popsophia è conosciuta in tutta Italia; è l’unica realtà a proporre la pop filosofia e non corrisponde al vero il fatto che non abbia ricadute sul territorio, in quanto è in testa a tutti gli indici di attrattività degli eventi marchigiani. Con orgoglio l’abbiamo riportata a Civitanova. Provi a spiegare l’opposizione come mai Pesaro, capitale della cultura 2024, che non è certamente città di destra, ospita ormai da quasi 10 anni Popsophia, che viene unanimemente considerano come prodotto civitanovese, e ne fa uno degli appuntamenti di punta della sua proposta culturale. Popsophia ovunque vada riscuote, oltre che un successo di pubblico riempiendo piazze e teatri, anche apprezzamento da addetti ai lavori e operatori culturali. È notizia di questi giorni del suo coinvolgimento a Roma per il festival delle città dove amministratori provenienti da tutta Italia si sono complimentati per lo spessore e la capacità di parlare di argomenti seri con leggerezza. Fare accostamenti fra manifestazioni diverse allo scopo di criticare a prescindere non fa onore alla correttezza e all’onestà intellettuale di chi vuole occuparsi di cultura. Inoltre Popsophia da anni porta avanti laboratori con le scuole e nella settimana del festival arrivano a Civitanova estimatori provenienti anche da regioni limitrofe per assistere agli incontri e agli spettacoli proposti proprio in virtù della loro unicità. Essere una vetrina è quindi, a nostro giudizio, un merito, un valore aggiunto e sicuramente non un demerito in quanto rende tangibile e reale quel turismo culturale da sempre al centro degli obiettivi programmatici e dei discorsi, ma così difficile da raggiungere. In questo senso Popsophia è un piccolo miracolo e non comprenderne la portata significa perdere una grossa opportunità, anche per l’opposizione».
‘Dipende da noi’ boccia la cultura di Ciarapica: «Ridimensionare eventi vetrina»
Paglialunga rintuzza Ciarapica: «Non solo Sgarbi, 216mila euro per 5 spettacoli»
Il sindaco difende la politica culturale: «Sgarbi ha portato lustro alla città»
Sono d’accordo Bernarda. Vorrei aggiungere che questo sindaco (ahimè) confonde la cultura con la visibilità politica. In passato altri tennero a distanza da Civitanova Mr.Ercoli che emigrò a Pesaro per poi tornare ecc.
Vorrei concludere con la questione Sgarbi. La cultura è serva della poLitica? O meglio: spendere soldi fuori misura per un critico d’arte è cultura o squallida operazione politica perchè quello è vicino a te politicamente. Ecco perchè considero inadeguata questa amministrazioen.
Bastano le prime otto righe dell’ articolo dette in maniera cosi affettata (come si farebbe con un preziosissimo ciauscolo dei Sibillini), viscidamente vezzosa, fortemente leccata che diventa impossibile non dire nel modo più enfatico possibile: ” Oh Frà,a Civitanova la cultura è Fabrizio Ciarapica”oppure ” Fabrizio comanna, Citanò esegue (cor fischio)”. Ma come potete giudicar,come potete condannar,chi vi credete che noi siam,per i capelli che portiam: se affermate come un demerito che Popsophia sia solo un evento da vetrina ,dimostrando che oltre alla scarsa conoscenza del festival, si può aggiungere anche la” totale mancanza di percezione reale dei
fenomeni della contemporaneità.” ( qui ha toccato punte di incommensurabile grandezza). Mi chiedo solo, visto che Ciarapica non so da quanti anni parla di Popsophia come se fosse l’unico evento civitanovese:” Questa “Contemporaneità”, ma quanto dura?”.
Anche Pericle fu parecchio osteggiato in Atene intanto che la portava al suo massimo splendore.