Artemigrante e Piotta fanno il pieno,
Cecchetti: «E’ stato un seratone»
MACERATA - Il festival ha esordito con il botto dopo che la pioggia di giovedì ha fatto saltare la prima serata. Il rapper romano ha attirato un pubblico di tutte le età. L'organizzatore: «La città ha bisogno di riportare giovani e meno giovani in centro. Dà più respiro a tutto l'indotto: alberghi, ristoranti e quello che ruota intorno. Per questo dobbiamo creare eventi»

Piazza della Libertà durante il concerto di Piotta
Piazza della Libertà piena di gente, sul palco la voce del repper romano Piotta. Ha esordito con il botto il festival Artemigrante, nel cuore di Macerata, dopo che la pioggia di giovedì ha fatto saltare la prima serata.
Tante persone ieri hanno affollato il centro, fra spettacoli e concerti. Quello che più ha più attirato l’attenzione è stato ovviamente Piotta. «È andata molto molto bene. Era pieno: piazza della Libertà non l’ho mai vista così. Piotta s’è divertito tantissimo, gli è piaciuto proprio – racconta l’organizzatore Marco Cecchetti -. È andata bene in generale tutta la serata. Alle 21 già c’erano bambini e grandi. Una serata trasversale a livello d’età, per tutti. Gli spettacoli erano di una qualità molto alta, poi Piotta ha fatto un concertone, molto funkie e hip hop, coinvolgendo più generazioni. È stato un seratone».
Artemigrante da ben 23 anni anima Macerata, ma «un venerdì così pieno al festival non c’è stato mai – prosegue Cecchetti -. Giovedì ha piovuto e quindi è saltato tutto. Praticamente siamo partiti ieri. Poi ci saranno gli eventi di stasera e domani, ci aspettiamo ancora tanta gente. Sono contento per come sta andando. Tanti sono venuti anche da fuori provincia. La città ha bisogno di questo, riportare giovani e meno giovani in centro. Sono quelle persone che ti danno un surplus che altrimenti non avresti. Dà più respiro a tutto l’indotto: alberghi, ristoranti e quello che ruota intorno. Per questo bisogna creare eventi – conclude l’organizzatore -. Il bilancio è super positivo, Artemigrante è super positiva. Questo deve essere solo un punto di partenza per il futuro. Ho visto tanto amore, tanta gente che si è stretta, nonostante tempi complicati. Ho percepito il sentirsi parte di una comunità».
(Foto di Fabio Falcioni)

























