Due milioni di followers
per un’inglese che vive a Cingoli
e racconta le nonne della pasta

INTERVISTA - Vicky Bennison dal 2005 ha scelto la nostra provincia. Spopola sui social e con i libri tradotti in tutto il mondo. Con lei si riscopre la cucina tradizionale

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Vicky Bennison

Vicky Bennison

 

di Luca Patrassi

Vicky Bennison, inglese, da anni vive nelle Marche, a Cingoli. E’ anche una donna che ha saputo unire mondi in apparenza lontani, i social e le pasta-grannies, le nonne della pasta a mano, scrivere libri di successo pubblicati in diversi Paesi, avere milioni di followers sulle varie piattaforme online. E’ un’inglese che si occupa di tramandare una tradizione italiana che si sta perdendo, quella della pasta fatta in casa secondo le regole delle varie città. Testi e video le cui protagoniste sono appunto le nonne, in qualche a caso anche donne centenarie.

Come le è venuta l’idea, si aspettava questo successo?

«Mentre stavo facendo ricerche per il progetto di un altro libro, ho realizzato che erano solo le donne più anziane a fare pasta a mano abitualmente. Queste donne sopra gli 80 anni sono l’ultima generazione che ha dovuto fare ciò per poter sfamare le proprie famiglie, per i più giovani è una scelta. Ho pensato due cose: mi piacerebbe annotare le loro abilità e, secondariamente, questa è un’ottima occasione per celebrare le donne più anziane che sono molto spesso invisibili nel mondo dei social media».

A Cingoli come è arrivata, e, soprattutto, perchè vi si è stabilita?

«Mio marito e io abbiamo scelto Cingoli, nel 2005, perché adoriamo la vista dalla casa. Abbiamo scelto l’area di Ancona e Macerata perché già la conoscevo grazie al lavoro di mio padre, lui e mia madre erano soliti andare in Grecia e passare qualche giorno nelle Marche prima di prendere il traghetto. Abbiamo deciso di rimanere qui perché adoriamo questi luoghi: le persone sono gentili e amichevoli, i vini sono fantastici, il cibo ovviamente è buonissimo»

Vicky BennisonQuanto pesa Vicky Bennison sui media, quanti libri ha scritto, quanti follower ha sui vari social?

«Ho deciso di fare video per riprendere esattamente il processo della creazione della pasta. Il canale YouTube “the pasta grannies” è diventato virale nel 2018 e ha circa 2 milioni di followers considerando tutte le piattaforme online (860mila su YouTube, 700mila su Facebook, 702mila su Instagram). Alla fine del 2017 avevo 5mila followers e pensavo stesse andando bene. Sono rimasta sconvolta dalla popolarità raggiunta, dico sempre che chi segue il canale è arrivato per la pasta, ma rimane per le nonne».

Nelle Marche cosa ha scoperto? Luoghi, ricette, persone…

«Le Marche hanno tradizioni culinarie forti e diverse, grazie alla varietà del territorio e alle tante aziende agricole; da outsider ho sempre qualcosa da imparare. Filmeremo nella regione tra qualche settimana, dal 20 al 27 giugno, quindi se qualcuno conosce una nonna o un nonno che sa fare una pasta tipica della sua area, per favore mi contatti, vicky@pastagrannies.com»

Ci sono molte food-blogger anche nel nostro territorio, trasmissioni televisive dedicate al cibo. Ha girato tutte le regioni italiane, che impressione le fanno le Marche. C’è ancora tanta strada da fare sulla qualità dei prodotti o è solo un problema di capacità di comunicazione, di marketing territoriale?

«La bellezza dell’Italia è che tutti pensano che la loro area sia la migliore dal punto di vista del cibo e gli abitanti si impegnano a promuoverla, le Marche non sono un’eccezione. Forse questo può significare un approccio un po’ dispersivo al marketing? Il lato positivo di questo è che la cultura non si adatta a piacimento dei turisti». 

La cosa che più l’ha colpita in tutti questi anni maceratesi, marchigiani italiani?

«Quello che mi impressiona di più dell’Italia è che non importa dove filmiamo, il team delle pasta grannies è sempre il benvenuto. Le persone ovunque sono gentili e generose con il loro tempo, è sempre un privilegio per noi. Il mio team è formato da Andrea Neri (direttore della fotografia), Luis Carballo (camera e luci), Livia de Giovanni, il mio braccio destro e “ricercatrice di nonne”».

La prossima iniziativa?

«Il primo libro di cucina sulle Pasta Grannies è un successo in tutto il mondo, tradotto in italiano, francese, tedesco, olandese, svedese, giapponese e spagnolo (a settembre). Il secondo libro sarà pubblicato a ottobre. Sto anche pianificando una serie documentario perché vorrei fare una forma di narrazione più duratura».


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