Truffe agli anziani,
carabinieri alla messa
per fare prevenzione

INIZIATIVA delle Compagnie di Tolentino e di Camerino in diverse parrocchie da Caldarola, a Valfornace, da Camerino a San Ginesio. I comandanti delle stazioni al termine della messa hanno fornito informazioni e consigli

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Un carabiniere parla alla fine della messa

 

Carabinieri alla messa per mettere in guardia gli anziani dalle truffe. Da Caldarola a San Ginesio, a Camerino passando via via per tanti comuni del maceratese è stata una domenica dedicata da tanti comandanti di stazione a parlare, finita la messa, dall’altare ai tanti anziani seduti fra i banchi per la funzione.

carabinieri-messa3-e1633866983487-615x650Un gesto che sa di antico nell’era social ma che è necessario per riuscire a parlare direttamente e in modo chiaro a chi purtroppo rischia di finire nel mirino di qualche truffatore che con una scusa si presenta a casa e, abile con le parole, riesce a farsi aprire la porta, o che telefona inventando chissà quali storie. Necessario poi perché le persone anziane non sempre usano internet ed è difficile far veicolare il messaggio su cosa si debba fare attenzione. I carabinieri delle Compagnie di Tolentino e di Camerino questa mattina hanno quindi parlato dagli altari. Una iniziativa, concordata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Flavio Ferdani. Così i comandanti delle stazioni di Caldarola, San Ginesio e Penna San Giovanni sono andati nelle rispettive parrocchie dove i sacerdoti hanno ceduto loro la parola al termine della messa. Lo stesso alla basilica di San Venanzio di Camerino. A Matelica ed Esanatoglia agli incontri domenicali nelle parrocchie si sono aggiunte le conferenze tenute alle bocciofile. Analoghe iniziative si sono svolte a Serravalle, Pioraco, Fiastra, Ussita, Valfornace e Fiuminata. I carabinieri dall’altare hanno illustrato delle semplici precauzioni che quotidianamente possono essere adottate per difendersi e hanno spiegato le più comuni tecniche utilizzate dai truffatori, che si spacciano per avvocati, appartenenti alle forze di polizia, impiegati dei servizi di fornitura di acqua gas e energia elettrica, operatori sanitari. E’ stato spiegato che è sempre necessario porre attenzione e manifestare l’intenzione di controllare, chiamare il 112 e soprattutto non consentire a nessun estraneo di entrare in casa senza aver fatto tutte le verifiche necessarie. Una delle attenzioni è stata dedicata al fatto che nessuno ha titolo a chiedere denaro, né tantomeno preziosi, quale “cauzione” per l’incidente di un familiare; un tecnico o impiegato di servizi di fornitura non arriva nelle case all’improvviso. I truffatori si presentano con modi gentili e sono abili, quindi la cosa migliore è, nel dubbio, chiamare i carabinieri. Analoghe iniziative saranno svolte nelle prossime settimane in numerose parrocchie del territorio.

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