La festa alla Madonna della Cona
e la polemica su Castelluccio chiuso:
sul Pian Perduto continua la “battaglia”

CELEBRAZIONE con la statua trasportata da Ancona per l'occasione. La chiesa, simbolo della pace fra Marche ed Umbria, a settembre tornerà a disposizione della collettività dopo il terremoto. Ma divampa la querelle sull'accesso vietato dalle Marche allo spettacolo della fioritura, con le auto rimandate indietro ed i locali di Visso e Castelsantangelo semi vuoti. Falcucci: «Le navette non sono state soddisfacenti per le nostre esigenze. C’è stata una grossa sofferenza delle attività commerciali, chiedevamo soltanto che ci fosse libertà di attraversamento»
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La Madonna della Cona

 

di Monia Orazi

La Madonna della Cona è tornata. La statua originale in pietra da Ancona è stata portata in loco con ogni cura dal colonnello Carmelo Grasso e dagli stessi colleghi che l’hanno recuperata dopo il terremoto.

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La chiesa

La chiesa è tornata dove era, rimessa a posto mattone dopo mattone dall’impresa edile di Gino Lapucci, che entro settembre la restituirà di nuovo alla collettività, un anno prima di quei cinquecento anni dalla battaglia del Pian Perduto, che ha visto le Marche vincere contro l’Umbria, di cui il piccolo santuario è suggello di pace. Pace che invece è un lontano ricordo per la Piana di Castelluccio, blindata nel fine settimana per le ordinanze decise in Umbria, con l’accesso vietato dalle Marche. «Le navette partite adesso sono un totale insuccesso, ma era normale perché non erano state preparate le persone, perché una navetta non si fa in 55 minuti ma è un tour – ha detto il sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci -. La prima ordinanza nemmeno ci è arrivata, la seconda hanno sbagliato il nome del Comune ed alla provincia non è arrivata, qualcosa nella comunicazione non ha funzionato. Ormai i cocci sono stati rotti, ognuno si porta a casa i suoi». Oggi, per la tradizionale festa, si sono ritrovati tutti i generosi benefattori che hanno trovato i 145mila euro necessari a riparare la chiesetta distrutta dai danni del sisma, il Cai di Macerata, Camerino e San Severino, Barbara Minghetti per lo Sferisterio opera festival, il consiglio regionale delle Marche con Dino Latini e Romano Carancini, il Cosmari con il direttore generale Giuseppe Giampaoli, le due confraternite religiose e le Pro Loco di Castelsantangelo e Castelluccio di Norcia. Presenti anche il presidente del Parco Sibillini Andrea Spaterna, Antonio Pettinari presidente della Provincia, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, Filippo Sensi consigliere comunale di Visso, l’architetto Luca Cristini, l’ingegnere Romualdo Mattioni ed il geologo Fabio Facciaroni che si sono occupati del progetto di recupero.

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L’arcivescovo Massara durante la celebrazione

Dal pulpito monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino ha dato voce al sentimento popolare: «Nella vita ci sono piccole guerre, che sono pur sempre guerre. Questo territorio deve essere un segno della pace, abbiamo tanti cammini nelle Marche, francescani, della Madonna di Loreto. Questa è una terra che deve essere espressione della pace, della serenità, della speranza e della gioia. E’ il messaggio che lanciamo qui dalla Madonna della Cona, dopo il buio, di speranza, grande pace e gioia. I marchigiani sono gente generosa, dal grande cuore. Ricostruire questa chiesa è simbolo di grande generosità tra le varie istituzioni, ma anche di tanti cittadini che hanno voluto dare un segno concreto di speranza. Ogni pietra che è stata messa, rappresenta il cuore di ogni marchigiano». Riguardo alla chiusura della strada per Castelluccio così si è espresso: «Sulla strada, essendo motociclista, credo di far le prime curve e di andare a vedere lo stesso l’Infiorata bellissima di questo territorio. Speriamo che si risolva questo problema della viabilità, perché se qui impediamo alla gente di poterci arrivare, gli impediamo di poter godere di queste zone, impediamo lo sviluppo economico di questo territorio, che deve essere propulsore di economia, altrimenti non permettiamo alla gente di poterci rimanere».

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L’intervento del sindaco Falcucci

Dopo la celebrazione religiosa presieduta da monsignor Massara, hanno preso la parola le autorità civili. Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci ha ricordato come la chiesetta è la più in alto delle Marche con i suoi 1495 metri: «Celebrare i 500 anni della battaglia del Pian Perduto rappresenta un significato importante, dopo la guerra viene la pace, va corretto il tiro di questa chiusura. Ringrazio il consiglio regionale per aver votato all’unanimità la mozione per questa ricorrenza, l’unanimità di voto significa che è stata condivisa da tutto il popolo marchigiano. Combatto per la montagna da una vita, la legge per la sua tutela non è mai stata applicata. Se fosse stato fatto si sarebbe evitata la desertificazione. Sto per appendere la fascia da sindaco al chiodo, ma vorrei vedere l’anno prossimo predisporre una carta della Montagna della Madonna della Cona, dal significato legislativo reale. Chiedo di iniziare da settembre incontri istituzionali per una proposta di legge, che riguarda l’Italia intera dalle Alpi alla Sicilia, per permettere a chi vive qua di restare».

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Le autorità intervenute

Il presidente della Provincia Antonio Pettinari ha annunciato che ieri è stata riaperta la strada che conduce agli impianti sciistici di Monte Prata: «Le parole chiave di oggi sono l’armonia di questa terra, la viabilità che è fondamentale per collegare e portare sviluppo economico, nessuno può pensare di predisporre un piano di sviluppo territoriale per queste zone fragili, senza considerare la viabilità. Ci sono strade ancora chiuse, come la Casali Ussita e la Castelsantangelo Frontignano, i cantieri devono accelerare. Terza parola la grande solidarietà di cui questa terra è stata oggetto». Ottimista il consigliere regionale Romano Carancini: «La Madonna della Cona ricorda il sentimento di amore che deve ispirare le vite, dobbiamo guardare al futuro, è un’occasione imperdibile per questo luogo celebrare i 500 anni della battaglia del Pian Perduto». Ha parlato di impegno a salvare la montagna, come segno dato dalla mozione votata in consiglio regionale, il presidente del consiglio regionale Dino Latini.

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Valeria Tornatore, soprano del Macerata Opera festival, ha intonato l’Ave Maria di Schubert

La celebrazione si è chiusa con la voce solenne di Valeria Tornatore, accompagnata dalla pianista Cesarina Compagnoni, soprano del Macerata Opera festival, che ha intonato l’Ave Maria di Schubert. L’arcivescovo Massara ha annunciato che farà richiesta perché la statua della Madonna della Cona, ora custodita ad Ancona, torni in possesso dell’arcidiocesi di Camerino, per essere custodita nel locale museo. Qualche chilometro più in basso si è invece consumata la “guerra” odierna, con la chiusura della strada di accesso a Castelluccio, le auto rimandate indietro ed i locali di Visso e Castelsantangelo semi vuoti, tranne lunghe file di motociclisti, per cui il blocco non vale. Turisti in auto, provenienti da fuori regione che non sono riusciti a prenotare il parcheggio a Norcia, sono stati rimandati indietro. Il bus turistico messo in campo sul versante marchigiano da Contram ed Esitur, su richiesta dei comuni è stata la soluzione di emergenza messa in campo. Falcucci ha chiesto alla Provincia di Perugia ed al Comune di Norcia i documenti che hanno portato all’adozione delle ordinanze, per valutare un eventuale ricorso al Tar: «Non si può interrompere il diritto al transito, noi non siamo stati avvisati dalla Provincia e dalla Prefettura di Perugia. Le navette non sono state soddisfacenti per le nostre esigenze. C’è stata una grossa sofferenza delle attività commerciali, chiedevamo soltanto che ci fosse libertà di attraversamento. Noi abbiamo fatto i miracoli gli anni scorsi per portare insieme al presidente della Provincia i nostri corregionali umbri a Castelluccio, pensavamo che li facesse qualcuno anche con noi i miracoli, ma non è avvenuto».

 

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