Da Beniamino Gigli a oggi
Ecco il museo della musica

RECANATI - Dalla Eko al Gruppo Pigini fino a Musicultura, la città valorizza il suo "distretto del suono". Inaugurati oggi pomeriggio gli spazi nella struttura adiacente al teatro Persiani

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Il taglio del nastro

 

di Luca Patrassi

In attesa delle imminenti celebrazioni annuali delle parole di Giacomo Leopardi, oggi pomeriggio Recanati si è concessa l’inaugurazione in grande stile di un museo della musica nei cui spazi sono riusciti a mettere insieme la musica e il suono, vale a dire gli artisti e gli industriali che pure rappresentano marchi che hanno ancora oggi rilievo mondiale. «Siamo felici di poter offrire alla città e ai visitatori di Recanati il Mum il Museo della Musica – ha dichiarato all’inaugurazione il sindaco di Recanati Antonio Bravi – un gioiello tecnologico che affonda le proprie radici nel profondo legame del territorio con la musica, partendo dalle origini fino ad oggi, di pari passo con l’evoluzione del distretto musicale industriale delle imprese creative del territorio che hanno fatto la storia di ieri e di oggi della musica e del suono in Italia e nel mondo». «La citta della poesia e della musica si arricchisce con orgoglio di un nuovo Museo, unico nel suo genere nel panorama museale del nostro Paese – ha affermato l’Assessora alle Culture del Comune di Recanati Rita Soccio – un suggestivo racconto della storia del suono e della musica della città e delle eccellenze del suo territorio a cavallo tra la tradizione e l’innovazione che va a coronare l’ampia offerta culturale di Recanati». Presente l’intera Giunta.
Museo-della-musica-7-325x244La struttura, adiacente al teatro Persiani: ristrutturata con i fondi europei gestiti dalla Regione Marche e passati al Comune di Recanati che qualche anno fa aveva presentato una miriade di progetti, apparentemente fuori portata almeno per il rilievo economico, a sostegno della candidatura a Capitale della Cultura. Recanati non fu scelta come capitale della cultura ma quei progetti – come sottolineato oggi dall’ex sindaco Francesco Fiordomo – sono stati realizzati tutti. Ultimo quello di oggi, con un doppio evento, prima il taglio del nastro del museo e il successivo talk show a Palazzo Venieri. Taglio del nastro a cura del sindaco di Recanati Antonio Bravi che ha sottolineato l’impegno della giunta e l’importanza del Mum per la città e per la formazione delle giovani generazioni, tra i presenti alcuni degli imprenditori che hanno sostenuto l’iniziativa e tra questi Bruno Tanoni della  Fbt, Marco Ragni – che oltre a produrre tastiere, suona anche il pianoforte – della Fatar, Massimo Castagnari, Stelvio Lorenzetti della Eko, Giuseppe Casali del Gruppo Pigini. C’erano anche diversi assessori comunali e tra questi la responsabile delle attività culturali Rita Soccio, poi il consigliere regionale della Lega Renzo Marinelli ed infine, quanto alle associazioni musicali recanatesi, Riccardo Serenelli del Gigli Opera festival e Giacomo Galassi di Musicultura. La realizzazione del Mum è stata possibile grazie ai fondi europei e all’Art Bonus a cui hanno aderito le aziende recanatesi partner del progetto.
Museo-della-musica-4-325x214«I contenuti museali – rileva in una nota il Comune di Recanati – esprimono un racconto che affonda le radici  nel profondo legame del territorio con la musica, partendo dalle origini fino ad oggi. Musica, suono e industrie culturali e creative sono i contenuti narrativi e le suggestioni che il Mum offre nel percorso allestito da Silvano Straccini nello spazio attiguo al Teatro Persiani e al Museo Beniamino Gigli. Con un linguaggio semplice e fortemente didattico il visitatore è guidato a scoprire il legame di Recanati con la musica e il suono grazie alla descrizione dei prodotti delle principali aziende presenti e operanti sul territorio. Il risultato è un percorso di visita che guida il visitatore all’interno di uno strumento musicale, che è la città stessa, con pareti sinuose tipiche della cassa armonica di uno strumento e ambientazioni sonore e scenografiche in grado di catturare l’attenzione attraverso video, postazioni di ascolto e consultazione e “materiale tecnico didattico».
Museo-della-musica-9-325x220Determinanti per il loro contributo finanziario, le società mecenati Fbt, Fatar, Castagnari ed Eko Gruppo Pigini hanno fornito materiali propri indispensabili all’allestimento. A cavallo tra la tradizione e l’innovazione il Museo della Musica di Recanati rappresenta anche un ulteriore omaggio alla figura del grande tenore Beniamino Gigli, illustre cittadino recanatese e alla grande realtà musicale del territorio, Musicultura fiore all’occhiello del panorama musicale italiano. Il percorso di visita è introdotto da due filmati, il primo dedicato al racconto per immagini del legame tra la musica, Recanati e le aziende del territorio, il secondo è una time line della storia musicale di Recanati. Al Mum sono presenti quattro sezioni dedicate agli strumenti musicali e alle loro aziende produttrici recanatesi, eccellenze italiane famose in tutto il mondo.
Museo-della-musica-2-325x234Una postazione multimediale permette di comprendere l’evoluzione degli strumenti musicali e legarli all’azienda produttrice  recanatese. In ogni sezione è presente una teca espositiva esperienziale tattile in cui è possibile entrare  nel cuore degli strumenti musicali. L’ultima parte del Mum è dedicata alla didattica e alle attività operative dello spazio museale dotata di postazioni e apparati multimediali dove svolgere presentazioni e approfondimenti. Chiude il percorso un’innovativa sala di ascolto immersiva, un luogo di educazione e di sperimentazione dove esempi di musica mono, stereo, multitraccia e spaziale condurranno il visitatore all’ascolto. La giornata inaugurale del Mum si è conclusa nel cortile di Palazzo Venieri con un talk show diretto da Alvin Crescini e con le esibizioni di Gaudiano, vincitore dell’ultima edizione di Sanremo Giovani, della cantautrice Linda e di Roberto Lucanero all’organetto. Con l’apertura del Museo della Musica, Recanati sarà la prima città ad avere una sound identity e un logo sonoro, una “immagine sonora legata alla città e alla musica” appositamente creata da Paolo Bragaglia che ha curato nei dettagli ogni aspetto dell’esperienza sonora dello spazio museale.

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