Covid hospital, cassonetti all’ingresso
«Non possono starci per legge»

CIVITANOVA - La presenza dei raccoglitori della differenziata davanti alla "camera calda" non è passata inosservata. Natalia Conestà: «E' prevista una gestione specifica per i rifiuti di strutture che trattano malattie infettive. Non essendoci muri a dividere, c'è commistione con altri ingressi, compreso quello del centro commerciale»
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I cassonetti all’ingresso del Covid hospital

 

di Monia Orazi

Cassonetti bianchi e gialli per la raccolta differenziata fuori dall’ingresso della “camera calda”, lo spazio dove si entra con le ambulanze, del Covid hospital alla fiera di Civitanova. La loro presenza non passa inosservata a coloro che si trovano a transitare nella zona del centro commerciale o nello stesso parcheggio antistante la fiera, che per una parte è rimasto a libero transito, con uscita in via Costantino. Sembrerebbe persino banale parlare di cassonetti fuori da una struttura sanitaria, se non fosse che in quel posto proprio non ci dovrebbero stare.

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Natalia Conestà

La gestione dei rifiuti nei reparti di malattie infettive è soggetta a specifiche normative, che prevedono la loro raccolta in appositi recipienti ed avvolti da doppio imballaggio, per poi essere destinati all’incenerimento, senza la presenza di cassonetti o altri recipienti di raccolta esterni alla struttura. Basta fare una semplice ricerca sul web per sincerarsene.

«I cassonetti in quel luogo non dovrebbero proprio esserci – spiega Natalia Conestà, esponente di Demos e biologa specializzata in sanità pubblica con 30 anni di esperienza all’attivo in organizzazioni internazionali tra cui l’Oms – è prevista una gestione specifica per i rifiuti di strutture che trattano malattie infettive. Ospedali che si trovano in città hanno muri che li isolano dal resto dell’ambiente circostante e invece qua c’è commistione con l’ingresso al centro commerciale. Dalla stessa strada si accede al retro della struttura, dove avviene il carico e lo scarico merci. La struttura della fiera non è stata progettata per gestire i flussi di aria, tipici di un reparto malattie infettive, tutto questo rappresenta un punto critico importante, insieme al fatto che non vi è un inceneritore per materiale biologico nelle vicinanze. Non è raccomandato muovere materiale contaminante, perché si moltiplica il rischio di contaminazione».

La domanda su cosa ci facciano all’esterno della fiera quei cassonetti sorge spontanea, accompagnata dalla richiesta su che fine facciano quei rifiuti che vi potrebbero essere messi, che non possono essere immessi nel normale ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Normalmente il cassonetto bianco serve a raccogliere carta e cartone, il giallo per i rifiuti indifferenziati in cui va a finire di tutto, sottoposti a processo di selezione dagli operatori del Cosmari. A causa della pandemia, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha firmato nell’ottobre scorso l’ordinanza numero 38 in cui si stabilisce che i rifiuti provenienti da abitazioni in cui vi siano persone in quarantena obbligatoria, o positive al Coronavirus, sono destinati all’incenerimento senza trattamento preliminare. Una misura che vuole tutelare gli operatori addetti alla raccolta e la stessa comunità, da possibili rischi di trasmissione dell’infezione da Covid 19. Non si comprende dunque la ragione per cui fuori dal Covid center, che viene utilizzato come un reparto di malattie infettive, siano stati posti all’esterno dei cassonetti.

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