Interventi chirurgici da programmare,
verso la parità tra Macerata e Civitanova

SUMMIT tra i vertici dell'Area Vasta 3 e l'assessore regionale Saltamartini, la decisione è stata quella dividere in parti uguali le sedute operatorie. Intanto le liste d'attesa crescono sempre di più
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Il Covid center di Civitanova

 

 

di Luca Patrassi

L’incontro si è svolto ieri a Civitanova, città baricentrica come osservava tempo fa il primo cittadino Fabrizio Ciarapica nel sostenere il progetto di realizzazione del Covid Hospital. Riunione al Covid Hospital ma in discussione c’erano le sedute operatorie da programmare in Area Vasta 3, negli ospedali di Macerata (372 posti letto), di Civitanova (189) e di Camerino (89). Alla riunione erano presenti l’assessore regionale Filippo Saltamartini, la presidente della commissione regionale Sanità Elena Leonardi ed ovviamente i tecnici, vale a dire la direttrice generale dell’Area Vasta 3 Daniela Corsi, il direttore sanitario Carlo Di Falco, il responsabile del blocco operatorio, i chirurghi, gli anestesisti dei vari presidi ospedalieri. La direttrice dell’Av3 Daniela Corsi ha reso note le modalità di svolgimento delle sedute operatorie nei vari ospedali territoriali, dunque Macerata, Civitanova e Camerino. La Corsi ha motivato la decisione con la necessità di rispondere a una situazione di emergenza detta dal Covid che ha portato a una rivisitazione forzata della normale offerta sanitaria. Appena saranno pronti gli atti necessari, questione di giorni, se non di ore, si partirà con dieci sedute operatorie a Macerata, altrettante a Civitanova e quattro a Camerino.

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Daniela Corsi, direttrice dell’Av3

Sorpresa tra alcuni dei presenti, specie dopo la presa visione delle liste di attesa presenti a Macerata per interventi chirurgici di tipo A, di quelli quindi urgenti. Chirurgia ha una lista di attesa di 440 pazienti, Ginecologia 290, giusto per citarne alcune. Per la verità da Civitanova, nei giorni scorsi, si era levato qualche malumore sul fatto che le sedute operatorie siano sbilanciate su Macerata. Clima vivace, un medico civitanovese che si è rivolto al collega maceratese con “mi hai fregato 300 pazienti”, che sembra denotare concetti di assistenza sanitaria un pochettino datati. La decisione assunta dalla Corsi, con l’avallo presumibile della maggioranza di governo regionale, è quella di una parità di sedute operatorie tra Macerata e Civitanova, che ieri non ha reso note eventuali liste di attesa, e 4 a Camerino dove non ci sono i medici sufficienti in alcuni reparti. Si è passati cioè da una politica sanitaria che puntava all’ospedale unico provinciale, e su quel modello Asur (la stessa direzione di oggi) e Regione allora guidata dal centrosinistra avevano costruito i servizi sanitari, al decentramento ospedaliero. A Macerata però ci sono i riferimenti di Av3 per la Medicina nucleare, l’Emodinamica, la Gastroenterologia, la diagnostica di Pneumologia, l’Oncologia: ora, con diverse centinaia di pazienti in lista di attesa per interventi di tipo A, si riducono le sedute operatorie a Macerata e si implementano a Civitanova e a Camerino dove alcune specialistiche non ci sono. Sarebbe in discussione anche il mantenimento del partoanalgesia. Vero, c’è l’emergenza Covid ma ci sono anche centinaia di pazienti in attesa di interventi chirurgici di tipo A e dilatare ancora i tempi di esecuzione degli interventi presta il fianco a malumori, all’interno degli stessi ospedali. Figurarsi all’esterno.



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