«Esodo di infermieri dalle Rsa,
il sistema a rischio di collasso»

SANITA' - Gli enti gestori delle strutture per anziani e disabili lanciano l'allarme dopo le assunzioni del personale qualificato da parte dell'Asur. «Se non potremo assistere noi queste persone fragili dovrà farlo il sistema ospedaliero marchigiano»
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«In pericolo la tenuta organizzativa di Rsa, residente protette per anziani e per disabili con l’esodo del personale verso la sanità pubblica». E’ il grido d’allarme degli enti gestori marchigiani dei servizi di accoglienza residenziale e semiresidenziale di ospiti in situazioni di fragilità (anziani non autosufficienti, disabili, dipendenze patologiche, salute mentale): «C’è carenza di personale infermieristico per le recenti decisioni di Asur e delle varie Aziende ospedaliere». Asur ed Aziende Ospedaliere marchigiane hanno già assunto, e sono in procinto di assumere ancora, «personale che già opera nelle strutture residenziali per anziani, disabili e per questo diversi enti non sono più in grado di coprire i turni del servizio infermieristico in caso di assenze per malattie; altri enti stanno seriamente valutando l’ipotesi di procedere alla chiusura delle strutture, perché non in grado di rispettare gli standard previsti dalle norme. Questa situazione – già critica – diventerà insostenibile se Asur procederà alla preannunciata assunzione di altri 690 infermieri su tutto il territorio regionale, 240 dei quali per coprire il fabbisogno degli infermieri di comunità. Il vuoto che si creerà con questo esodo professionale, data la estrema difficoltà a reperire sul mercato del lavoro tali professionalità, rappresenterà un concreto pericolo di tenuta organizzativa delle strutture quali Rsa, Residenze Protette per anziani, per disabili, con la conseguente ed inevitabile implosione del sistema delle cure territoriali. Questo scenario deve essere assolutamente scongiurato in quanto determinerebbe effetti nefasti per tutto il sistema sanitario ed ospedaliero marchigiano che, con la chiusura delle Rsa o di strutture analoghe, sarà costretto ad assistere direttamente tali soggetti fragili». Gli enti gestori lamentano: «non è possibile che un ospedale impoverisca un territorio. Si tratta di una mancanza storica, ma se non si interverrà con forza ed urgenza immediatamente determinerà gravissime conseguenze nel breve, medio e lungo periodo, con il rischio di portare al collasso l’intero sistema». Gli enti gestori sottolineano le disposizioni impartite dal Ministero della Salute alle Regioni con una circolare del 25 marzo 2020: “E’, comunque, indispensabile potenziare il personale in servizio in queste strutture, anche attraverso i meccanismi di reclutamento straordinario già attivato per le strutture di ricovero ospedaliero, nonché la possibilità di ricorrere a personale già impiegato nei servizi semiresidenziali e domiciliari”. «Chiediamo con estrema urgenza che il presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini intervengano con la massima urgenza per affrontare insieme questo problema che, se ignorato, rischia di innescare processi a catena di difficile soluzione».

 

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