«Troppi malati, così torniamo arancioni
Tolentino rischia la zona rossa
a causa della variante inglese»

COVID - A dirlo l'assessore regionale Filippo Saltamartini durante l'assemblea per l'ospedale di Camerino: «Non vogliamo chiuderlo, ci confronteremo». La direttrice di Av3 Daniela Corsi: «Vi chiedo di comprendere, siamo in una fase di guerra, al picco dei contagi. Abbiamo intubato un ragazzo di 31 anni». Il sindaco Sandro Sborgia: «Vogliamo un impegno formale della Giunta»
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L’assessore Filippo Saltamartini con Daniela Corsi, direttrice dell’Area Vasta 3

 

di Monia Orazi

«Rischiamo di tornare in zona arancione, c’è un aumento di malati specie in provincia di Ancona. A Tolentino se sarà confermata la variante inglese, rischiamo di dover mettere la zona rossa» così l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini che ha lanciato l’allarme da Castelraimondo dove si è svolto un incontro, convocato dal consigliere regionale Renzo Marinelli per parlare della situazione dell’ospedale di Camerino.

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L’assessore Filippo Saltamartini

Sul presidio della città ducale ha detto: «Se sarà toccata una virgola di Camerino, io mi dimetto da assessore, Camerino non solo deve avere la funzionalità, con reparti e personale adeguato alle necessità dell’ospedale, vediamo il concorso per ortopedici dell’Area vasta 1 come va, per riuscire a reperire, come detto da Daniela Corsi, medici per Ortopedia. Non c’è nessuna pregiudiziale, non vogliamo chiudere l’ospedale di Camerino, dobbiamo trovare una vocazione aggiuntiva rispetto ai servizi che ha». L’assessore Saltamartini, che ha ricordato le sue battaglie da sindaco di Cingoli in difesa del locale ospedale ha preso l’impegno di tornare «tra due mesi, per discutere insieme del futuro della sanità di questo territorio, abbiamo stoppato l’ospedale unico, è un segnale preciso, quando vado a Macerata non è che mi guardino bene». All’incontro di oggi pomeriggio sono intervenuti anche la direttrice di Area vasta 3 Daniela Corsi, i consiglieri regionali Renzo Marinelli e Gianluca Pasqui, i sindaci di gran parte della zona montana, medici come Giambattista Catalini, primario di chirurgia.

Le richieste chiare erano state fatte dal sindaco di Camerino Sandro Sborgia: «Chiediamo che il reparto di Ortopedia torni a funzionare, c’è una situazione di necessità perchè sta iniziando dopo quattro anni la ricostruzione di quello che sarà il cantiere più grande d’Europa. Necesssario ci sia la Rianimazione. Chiediamo l’attenzione necessaria alla direzione generale: non si devono verificare situazioni per cui i medici vanno via. L’ospedale sta dando un forte contributo per la gestione della pandemia, vogliamo una rassicurazione per iscritto, un impegno formale della giunta regionale su cosa farà dell’ospedale di Camerino».

riunione-sindaci-camerinoA Sborgia ed altri sindaci ha risposto anche Daniela Corsi, da appena un mese direttrice dell’Area vasta 3, dopo anni in prima linea come medico rianimatore: «Vi chiedo di comprendere, siamo in una fase di guerra, siamo al picco di contagi, abbiamo intubato un ragazzo di 31 anni. Siamo in una situazione difficile e non so per quanto tempo. Ortopedia sto aspettando di attingere ai medici del concorso dell’Area vasta 1, non ho chiuso il reparto, ho spostato medici da Civitanova e Macerata per dare supporto. A Cardiologia ci sono sei medici, di cui due vengono al Covid hospital. Non ho nessuna intenzione di chiudere o depotenziare Camerino, il primario deve saper mantenere unita e coordinare la squadra, faremo partire il discorso della riabilitazione cardiologica. Per il Covid si è parlato di una rete di posti letto nelle altre aree vaste, l’Area vasta 3 ha il Covid hospital che viene visto come una manna dal cielo con 84 posti letto, noi medici non siamo stati coinvolti nella realizzazione, ce lo siamo trovato impacchettato. Nella seconda ondata per il covid hospital tutti i presidi dovevano dare il proprio contributo. Si sono ritirati tutti, ognuno ha pensato a casa propria, non si potevano ridurre le sedute. In Area vasta 3 non abbiamo potuto fare altro che mettere l’85 per cento di personale al Covid hospital. E’ la coperta corta, andiamo a seguire un piano pandemico già confezionato, che vedeva coinvolti gli ospedali di Camerino e Civitanova, che sono stati i primi ad essere attaccati. Per i medici si fa un unico concorso, hanno partecipato 40 anestesisti, ce ne fosse uno che ha scelto Area vasta 3. Con tale modalità di concorso vanno tutti a Torrette, Pesaro ed Ascoli».

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Angelo Napolioni

E’ intervenuto anche Angiolo Napolioni, del comitato cittadino di Camerino: «Ho intuito che c’è una strategia precisa, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Ho visto numerose soppressioni a Camerino, scuola infermieri, scuola ostetricia, tribunale, carceri. Questa è la molla che mi ha fatto scattare, sapevo che sarebbe stato fastidioso. Il comitato è apartitico e apolitico, manifesta l’esigenza prioritaria per questo territorio martoriato da due terremoti, in cui la popolazione invecchia, i giovani se ne stanno andando, ma si costruisce la Pedemontana. Il politico ha ricevuto una delega ad amministrare e tutelare gli interessi della popolazione».

 

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Luisella Tamagnini

Anche l’ex cardiologa Luisella Tamagnini ha fatto sentire la sua voce: «A Camerino l’Utic inaugurata nel 1990 era un’eccellenza. Era un’ottima struttura ma nel tempo, siccome era emersa l’intenzione di Macerata di fare le coronarografie abbiamo iniziato a portare le persone a Macerata, con medici che partivano con l’ambulanza. Molti hanno accumulato le ferie, è arrivato il primario nuovo che ci ha imposto di partire con l’ambulanza insieme al paziente. Qualcuno se lo chiede perchè i medici non vogliono venire a Camerino? Non erano medici, erano bestie da soma. Non possiamo dire bisogna aspettare, sono anni che aspettiamo e perdiamo pezzi. Non c’è scritto che Camerino deve essere Covid. Non serve l’incentivo ai medici, ma il tempo per le famiglie, c’è il rischio di compiere errori. Non è un discorso politico, ma organizzativo». Ha detto il sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli, ex medico, che si è visto chiudere ostetricia a San Severino: «I sindaci non si devono arroccare sulle loro posizioni, la giunta regionale si deve mettere a disposizione come sta facendo, occorre essere interessati a tutti gli ospedali del territorio, Matelica, Camerino quando serve. Non c’è una volontà di chiusura lo hanno detto in campagna elettorale e ripetuto qua. Se sul piano socio sanitario ci sarà scritto il contrario, sarò il primo a urlare».

 

 

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Renzo Marinelli

 

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