«Ortopedia resta con un solo medico:
un reparto d’eccellenza
rischia la chiusura nel silenzio»
CAMERINO - Il sindaco Sandro Sborgia lancia l'allarme: «Chiedo subito di ripristinare la piena funzionalità dell'unità operativa e soprattutto di tutto l’ospedale che, per ospitare i pazienti Covid a basso grado di intensità, di fatto non esiste»
di Monia Orazi
All’ospedale di Camerino da oggi nel reparto di ortopedia, resta in servizio un solo medico. Il dottor Nicola Di Palma, vincitore di concorso in Molise, da oggi è in ferie perchè aveva accumulato delle ferie arretrate, prima di prendere servizio nella nuova destinazione. Rimane così solamente il dottor Stefano Sfascia, che tra l’altro è l’assessore comunale alla sanità. A lanciare l’allarme è il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: «In ospedale resta in servizio un solo medico nel reparto di ortopedia, di fatto fermando uno dei reparti di eccellenza della struttura. Nel silenzio sta accadendo che il reparto di eccellenza che tanto lustro ha dato all’ospedale della città, per la grande capacità e professionalità dei medici che vi hanno operato, rischia la chiusura. Vogliamo che sia data una prospettiva di futuro al nostro ospedale, punto di riferimento per la zona montana.
Chiedo subito di ripristinare la piena funzionalità del reparto e soprattutto di tutto l’ospedale, che per ospitare i pazienti Covid a basso grado di intensità, di fatto non esiste». Incalza Sborgia: «Si continua a tenere chiuso l’unico ospedale della montagna, quando ci sono in essere una serie di convenzioni con le cliniche private, per ospitare pazienti Covid a bassa intensità. Ad ottobre avevo scritto al direttore generale Asur Nadia Storti chiedendo anche un’indagine su come è stato gestito dal 2015 al 2020 il reparto di cardiologia, ma di fatto non ho avuto risposta. Ho anche scritto al presidente della Regione, all’assessore alla sanità, al dirigente del servizio salute ed alla direttrice dell’area vasta 3». Nella struttura camerte sono operativi 17 posti letto per malati Covid a bassa intensità di cura e una serie di medici ed infermieri sono impiegati nel Covid center di Civitanova.


Per me che nel corso di questi ultimi anni ho avuto la fortuna di essere magistralmente curato e assistito nel nostro reparto di ortopedia, questa situazione di boicottaggio sembra paradossale.
Un reparto che, pur a costo di enormi sacrifici da parte del personale sanitario, è stato sempre all’avanguardia attirando costantemente anche pazienti da fuori regione.
L’azione di smantellamento in atto è un atto gravissimo e se questo governo regionale non vorrà invertire questa tendenza si macchierà di una ingiustizia deprecabile a danno di tutto un territorio già pesantemente provato da tante infauste calamità.
Voglio essere fiducioso che alla fine il buon senso e specialmente la buona politica sappia prendere la strada più giusta.