«Ricordatemi ogni tanto»
Inaugurata la mostra
dedicata a Ugo Caggiano
TOLENTINO - Taglio del nastro per l'esposizione permanente voluta dalla famiglia dell'artista recentemente scomparso. Sarà visitabile ogni terzo sabato del mese
E’ stata inaugurata sabato a Tolentino l’esposizione delle opere di Ugo Caggiano nello studio dell’architetto Cesare Salvatori. A omaggiare l’evento il collezionista Daniele Taddei e la famiglia dell’artista.
Di comune accordo la famiglia e l’architetto Salvatori, con la collaborazione di Daniele Taddei, hanno pensato di organizzare uno spazio espositivo dedicato all’Arte, all’interno dei locali dell studio. Si tratta di una rassegna di 13 opere, opportunamente selezionate, che raccontano il percorso di Ugo Caggiano a partire dagli anni 1970. I lavori rappresentano le ricerche, le sperimentazioni, le esplorazioni dell’artista, eseguiti con rara sapienza e maestria nei vari supporti come tele, stoffe, legni, carte, plastiche, realizzati con varie tecniche pittoriche, dagli oli alle tempere passando per i pastelli.
Molte le testimonianze dei presenti che hanno raccontato aneddoti e storie personali legate all’autore
La figlia Alessandra Caggiano ha raccontato: «Poco prima di lasciarci Ugo ci comunicò alcuni desideri, uno era quello di essere ricordato, “…Ogni tanto…” e da questa è nata l’esposizione di oggi».
L’architetto Salvatori ha proseguito: «Ho conosciuto Ugo nei primi anni ’80 quando i miei genitori mi portavano alla casa di campagna di Urbisaglia. Poi non ci si è più persi di vista e da studente di Architettura e da Architetto abbiamo sempre avuto degli scambi di opinione. Sono sempre rimasto affascinato dal suo modo di fare e raccontare il paesaggio, difatti provando a fare un confronto tra la sua arte e l’architettura lo definisco un decostruttivista, che ha smontato il paesaggio in elementi poi li ha rimontati e ricostituiti in un suo mondo fantastico».
Ha concluso Taddei: «Il mondo di Ugo Caggiano è fantastico e fantasioso senza mai mancare di quella immaginazione ludica, con celati rimandi al paesaggio, il nostro paesaggio, all’infanzia con la sua innocenza, libertà, ed incoscienza. In ogni lavoro di Ugo tutti questi aspetti vengono sintetizzati con forme, assemblaggi e colori che ti prendono per mano per viaggiare indietro nel tempo, a ricordare momenti felici, o, averli solo fortemente desiderati.
Sono memorie, esternano messaggi, ci offrono indicazioni e sollecitazioni per migliorare noi stessi, ad alimentare e sostenere quei valori come la libertà, il rispetto, la lealtà e la tolleranza, imprescindibili per una motivata esistenza».
La permanente Ogni tanto di Ugo Caggiano potrà essere visitata ogni terzo sabato del mese chiamando 349570731 o 3392277887
E’ morto Ugo Caggiano, pittore del fiabesco e del visionario








Chi non lo dimentica non ha bisogno di una mostra. Però, una esposizione rinverdisce i ricordi… Belli e cari, quando si parla di Ugo. Il mio rammarico è di non averlo intervistato tra le sue opere, negli ultimi tempi della sua vita, per una impossibilità a muovermi. Non sapevo della malattia e perdevo il mio tempo utile… Ma, Ugo senza la sua famiglia – sua moglie e i suoi figli – perde in umanità. “Se ti poni, o Signore, a considerare…” Esiste, però, l’Amore che copre tutto, che cancella il Male. Poichè è l’Amore che è vita, mentre il Male è morte. Sì, Ugo era immerso nell’Amore… Mai ho percepito dalle vibrazioni della sua voce che nel suo animo ci fosse odio, ostilità. A modo suo era un “tibetano”, perso nei suoi pensieri, nei suoi sogni, nelle sue visioni.
Cara Elsa, ricordo con mestizia e gioia quelle inaugurazioni in campagna, quelle cene abbondanti, con Ugo che suonava…
Eppure devo avere il coraggio di uscire, prendere l’auto e venire da Ugo. E di fronte alle sue opere parlare di lui con te, con le figlie e il figlio. Fissare l’immagine delle opere con il sonoro e ricordarlo, ricordarlo, ricordarlo… Poichè, anche così egli vive.