Macerata è tante città
Di Matteo Ricci, della pace e dell’arte
CARTELLI - Nuova segnaletica agli ingressi del capoluogo. Compaiono anche le cinque città gemellate
Da qualche giorno a dare il benvenuto a chi arriva a Macerata c’è una nuova segnaletica. Infatti, oltre alla storica dicitura, Macerata Città della pace, deliberata all’unanimità dal Consiglio comunale aperto sul tema del 31 marzo del 2003, ora sul cartello campeggia anche l’intitolazione Città di Padre Matteo Ricci così come deciso, sempre con consenso unanime, dall’assise cittadina nel 2016. «La nuova segnaletica arriva soltanto ora perché il Comune, prima di installarla, ha voluto aspettare l’ufficializzazione del gemellaggio con Taicang avvenuto grazie a una recente delibera del Consiglio comunale – si legge in una nota – Infatti, l’altra novità riportata sui cartelli riguarda l’indicazione delle città gemellate con Macerata elencate in ordine cronologico partendo quindi da Weiden, Issy Les Moulineaux fino a Floriana, Kamez e in ultimo Taicang. Altre due caratteristiche della segnaletica appena installata sono quelle che riportano l’indicazione di Macerata quale città d’arte, decisa dall’Amministrazione comunale, e infine Città amica del turismo itinerante che esalta la vocazione culturale e turistica – conclude l’Ente -. Un messaggio dunque che dà il benvenuto all’ingresso del capoluogo e che sottolinea i punti di forza della città: dalla cultura al turismo, dai gemellaggi ai valori dell’amicizia e della pace».

Non piu’ citta’ della Pace dove c’era tanto tempo fa’.
…Macerata, città della pace, eterna, e dell’arte, si, dello spaccio!! gv p.s.: e comunque è anche in buona compagnia!!
e dove sono la città dell’accoglienza e la città della resilienza? queste amnesie senileggianti del politicamente corretto rivelano una carenza di solarità…
Ce manca “COMUNE DENUCLEARIZZATO”
Una città non si identifica di certo con i suoi cartelli, ma almeno in parte con i suoi monumenti e con i suoi abitanti.
Macerata è “Città della Pace” da circa un quarto di secolo. In questo lasso di tempo non mi è mai capitato di leggere o ascoltare una sola domanda da parte dei miei concittadini inerente il perché di questa impegnativa intitolazione. Perché, dunque, “Città della Pace”? Nel 1795 Immanuel Kant scrisse un’opera di filosofia politica chiamata “Per la pace perpetua”, un vero e proprio trattato di pace di natura filosofica, non giuridica. Trasse ispirazione dalla Pace di Basilea avvenuta nello stesso anno, una pace che era di fatto una tregua viste le enormi differenze ideologiche tra la Francia Rivoluzionaria e la Prussia. Da questo evento storico il filosofo trasse un progetto per la Pace Perpetua basato su di una visione illuministica (e, dunque, fortemente ottimistica) della storia. Kant partì da una riflessione antropologica che, a mano a mano, lo portò a sperare – in maniera molto rigorosa e argomentata – nella realizzazione di una pace perpetua tra tutti i popoli. Naturalmente ho semplificato fin quasi a raggiungere la banalità ma mi permetto di consigliare a tutti la lettura dell’opera perché è incredibilmente attuale.
Nel 1995, in occasione del bicentenario dello scritto kantiano, il sottoscritto, imberbe consigliere comunale alla prima esperienza istituzionale, presentò una mozione in consiglio che, approvata, portò alla realizzazione di un convegno di respiro nazionale sulla “Pace perpetua” organizzato dai docenti della Facoltà di Filosofia dell’Università di Macerata. La nostra città è città della Pace in onore a Kant e alla sua opera. Siatene orgogliosi e non ironizzate con riflessioni e commenti inadeguati.
Per il dr. Alessandro Savi. Grazie della spiegazione. La cultura è un bene preziosissimo.
Grazie della spiegazione, savio Savi. Chissà quanto sarà stato contento il piccolo grande settantanovenne nel vedersi onorato addirittura da Macerata…
Penso che non si possa imporre di non ironizzare o non commentare, quando buona parte della politica oggi si nutre di “satira”. Mi sembra che certe imposizioni di pace o come si dice da qualche parte di armonia, a volte non a caso definite utopistiche, trovano realtà quando si sopprime chi non la pensa come noi… però così è troppo facile.
Appunto e non si capisce neanche il motivo di una così esclusiva parzialità verso un filosofo non proprio avvincente.
Perché non onorare Nietzsche con un Macerata città della solitudine o Heidegger con Macerata città dell’angoscia o Platone con Macerata città dell’Idea geniale o Freud con Macerata città psicopatica?
Visti i tanti commenti dei soliti noti, penso che manchi il cartello “Città delle chiacchiere inutili”
Per non parlare degli inutili silenzi…
Macerata è “Città della Pace” da un quarto di secolo, ma qualcuno se ne è accorto solo adesso.
Gli altri cartelli dovrebbero significare un minimo di vocazione turistica della città. Ma mi pare che inculcare in molti maceratesi la mentalità turistica è come cercare di convincere un vegano a mangiarsi una bella bistecca.
”Giovanni 2, 24-25
24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.”
Sogno una Macerata città della diffidenza per onorare Gesù…