Fase due e ricostruzione
alla Conferenza episcopale

RIUNIONE - I vescovi delle Marche si sono incontrati a Loreto. Tra i temi anche il report sul tribunale ecclesiastico. Sulla ripresa delle messe non ci sono certezze
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Dalla ricostruzione alla Fase 2, al tribunale ecclesiastico, i temi al centro della Conferenza episcopale marchigiana che si è svolta ieri a Loreto. Presenti i vescovi delle Marche. L’arcivescovo di Fermo, Rocco Pennacchio (la diocesi comprende 13 comuni del Maceratese: Civitanova, Corridonia, Gualdo, Loro Piceno, Mogliano, Montecosaro, Monte San Giusto, Monte San Martino, Morrovalle, Penna San Giovanni, Petriolo, Potenza Picena e Sant’Angelo in Pontano) ha relazionato sul recente confronto dei vescovi delegati delle regioni colpite dal sisma con Giovanni Legnini, nuovo Commissario straordinario per la ricostruzione. Il commissario ha rappresentato ai vescovi di voler semplificare il più possibile il percorso amministrativo, proposta accolta con favore dai vescovi preoccupati del protrarsi delle procedure per i lavori di recupero e ricostruzione delle numerose chiese ed edifici delle diocesi e delle parrocchie. L’arcivescovo di Ancona, Angelo Spina, parlando del Pontificio Seminario Regionale Marchigiano Pio XI dove, a causa della quarantena, sono rimasti in permanenza la Comunità educatrice e tutti i seminaristi in questi mesi. Il Seminario necessita di alcuni interventi sia per quanto concerne le strutture, sia per l’organizzazione della Comunità. La situazione amministrativa del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, di cui ha fornito ampia documentazione l’arcivescovo di Fermo, Moderatore del Tribunale. Egli ha consegnato ai Confratelli dati e osservazioni sull’attività svolta e sul rendiconto dell’anno 2019. Le cause pendenti a gennaio 2019 erano 210; presentate nel corso dell’anno 112 di cui 96 con rito ordinario e 16 con il rito breve secondo le recenti direttive della Santa Sede. Le cause terminate al 31 dicembre risultavano essere 119 di cui 105 con rito ordinario e 14 con quello breve. Sono state archiviate al 31 dicembre tre cause, mentre alla stessa data restavano pendenti 200. Su proposta di monsignor Pennacchio sono stati nominati come nuovo difensore del vincolo don Igor Olkhovskyi, sacerdote della diocesi di Kiev (Ucraina) e presente nella diocesi di Macerata da quasi otto anni, e come pro-Cancelliere don Francesco Zambelli, impegnato nella Curia Vescovile di Macerata come Notaio. Si è poi passati a discutere e ad approvare il bilancio consuntivo e preventivo della Cem tenendo conto delle difficoltà economiche create dalla crisi di questa pandemia che sembra preannunciare complesse e difficili conseguenze economiche per il prossimo futuro. A conclusione dei lavori, introdotta dal presidente della Conferenza episcopale, l’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia, i vescovi hanno parlato della Fase 2 della quarantena, che prevede per le comunità cattoliche la celebrazione dei funerali. «Non è possibile al momento prevedere ulteriori sviluppi per quanto riguarda la celebrazione delle messe e la ripresa della vita pastorale delle parrocchie, anche se la situazione viene costantemente monitorata. Manifestando solidarietà alle nostre comunità, in particolare ai sacerdoti che in questo periodo non facile continuano a restare in tanti modi vicino alla gente, i vescovi assicurano attenzione e sollecitudine pastorale, consapevoli della singolarità del momento storico che stiamo vivendo».

 



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