Ricotta: «Marchiori imposto da fuori
io scelto da 2.800 maceratesi»

IL COMMENTO del candidato di centrosinistra dopo l'annuncio della Lega che fa correre il consigliere comunale: «Con Forza Italia prese 53 voti, data la malaparata spera di salire sul carro dei vincitori». L'assessore regionale Angelo Sciapichetti: «Salvini è un marchese del Grillo 2.0. Agli alleati non resta che prendere o lasciare»
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Angelo Sciapichetti e Narciso Ricotta

 

di Federica Nardi

La Lega presenta il suo candidato Andrea Marchiori, interrompendo il tavolo delle trattative e il centrosinistra maceratese gongola. Dopo l’annuncio stamattina del Carroccio, il candidato Narciso Ricotta e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti commentano lo scossone degli avversari, con lo sguardo sulle elezioni di primavera. L’attesa ora è tutta rivolta alla reazione di ciò che resta del tavolo: gli alleati potrebbero optare anche per un altro candidato.

Ricotta, interpellato da CM, fa un’analisi più ampia rispetto alla novità di oggi. «Intanto io non ho visto il centrodestra oggi ma un pezzo del centrodestra…Questo centrodestra unito oggi non l’ho visto. Vedremo come andrà a finire. Secondo, io non mi candido contro Marchiori o il centrodestra io mi candido “per”. Per Macerata, per i maceratesi e per una crescita ulteriore».

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Paolo Arrigoni e Andrea Marchiori oggi durante la presentazione della candidatura

Sulle differenze tra lui e il candidato leghista Ricotta ricorda che «Marchiori è stato scelto da due non maceratesi, Patassini di Treia e Arrigoni di Lecco. Io sono stato scelto da 2.800 maceratesi con un percorso democratico. Penso che se il centrodestra avesse avuto il coraggio di fare le primarie probabilmente il risultato non sarebbe stato Marchiori. Forse Mosca o qualcun’altro. Un approccio completamente diverso…Marchiori si è candidato nel 2010 con la lista Menghi e aveva preso 43 voti. Io mi ero candidato con il Pd e ne avevo presi 237. Lui vista la malaparata si è candidato nel 2015 con Forza Italia e ha preso 53 voti invece di 43. Io nel 2015 ho seguitato a candidarmi con il Pd e ne ho presi 280, il più votato. Vista la malaparata anche con Forza Italia lui oggi approda alla Lega sperando di salire sul carro dei vincitori. Io in coerenza sono stato candidato del Pd alle primarie e le ho vinte con la partecipazione dei cittadini. Da parte sua vedo scarsa affidabilità e coerenza che sono invece il segno che distingue il mio operato in questi anni». In campagna elettorale, in ogni caso, «ci confronteremo serenamente – conclude Ricotta -. Il nostro lavoro come centrosinistra va inteso al plurale, perché esprimiamo una classe dirigente che il centrodestra dimostra di non avere. Penso che il centrodestra maceratese abbia perso l’occasione di un confronto con la città rimanendo succube di logiche estranee a Macerata che riguardano le elezioni regionali, gli equilibri partitocratici e personalistici. Quindi perdendo l’occasione di fare un buon servizio alla città e ai maceratesi. Noi vogliamo continuare sulla scia che ha portato Macerata tra le città migliori per qualità della vita e, se possibile, fare ancora meglio».

Sciapichetti sentenzia: «Salvini è un marchese del Grillo 2.0. In passato, per scegliere il candidato sindaco del proprio schieramento il vecchio centrodestra almeno provava a riunire i rappresentanti di tutti i partiti della coalizione intorno ad un tavolo e alla fine, insieme cercavano di individuare un nome e lo presentavano alla città – dice Sciapichetti -. Adesso, arriva Salvini a Pesaro e il giorno dopo la Lega tramite il suo pro-console annuncia urbi et orbi che Marchiori è il candidato sindaco per Macerata. Stop, fine delle trasmissioni. E gli alleati? A loro non rimane a questo punto che prendere o lasciare. Ricordate quando Alberto Sordi nel film Il marchese del Grillo rispondendo ad un gruppo di popolani diceva: “perchè io so io e voi non siete un…”. Ebbene Salvini ha mandato a dire ai partiti della destra maceratese e ai loro elettori la stessa cosa».

 



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