Troppi tatuatori abusivi:
«Rischi per i giovani»
MACERATA - Cna lancia la campagna per un albo professionale: «Con i social crescono gli improvvisati non più nascosti ma sprezzanti delle regole»
di Gabriele Censi
Una moda dilagante, tanto che ormai il 13% della popolazione italiana sotto i 12 anni ha almeno un tatuaggio. Ma nella crescita esponenziale del fenomeno “tattoo”, nonostante la recente regolamentazione, ci sono grossi rischi.
Lo denuncia la Cna che si fa portatrice delle istanze dei professionisti nel settore. Quelli che possono vantare una storia da pionieri e oggi chiedono con forza un albo professionale a tutela degli utenti contro l’abusivismo diffuso e difficile da controllare.
«Leggi e regolamenti non bastano – spiega Federica Carosi, responsabile Cna Benessere e Sanità – c’è la corsa ai prezzi più bassi con promozioni anche su Fb di abusivi, per questo lavoriamo alla formazione di un albo con esami e controlli, già nel 2015 abbiamo lanciato una campagna contro l’abusivismo nelle attività artigiane e un protocollo firmato da molti Comuni ma le forze dell’ordine hanno tanti limiti per intervenire in attività che si svolgono spesso in abitazioni private. Un abusivismo non più nascosto ma sprezzante delle regole. Serve sensibilizzare i cittadini perchè siamo in un campo che riguarda la salute».
Due dei pionieri nelle Marche, Christian Acciarri di Potenza Picena e Tiziano Ripanti di Ancona lanciano la campagna per un sindacato che li tuteli. Si sono conosciuti da appassionati di moto e hanno viaggiato per il mondo quando per trovare attrezzature e materiali si doveva andare ad Amsterdam o negli Usa: «Anche agli inizi – raccontano – avevamo una serie di regole ferree che si tramandavano e rispettiamo ancora, come non tatuare il viso se non a chi lo ha già fatto sul 70% del corpo o informarsi sulla salute dell’utente. Ma oggi con i social è una giungla e si rischia di non lavorare. Sotto certi prezzi significa usare materiali pericolosi con il marchio “Ce” che non è Comunità europea ma China Export». «I tatuaggi medicali ci sono vietati, – dice Acciarri – ma un medico non può fare anche un disegno artistico, bisogna unire le competenze». «La severità della legge è giusta ma con equilibrio, non è logico che chi ha la certificazione in un altra regione non la può usare qui, il mondo del tatuaggio è cosmopolita io vado spesso in altri Paesi ed ospito colleghi di fuori».
Christian e Tiziano sono professionisti riconosciuti anche all’estero ma amano raccontare un mondo romantico, come i viaggi di ricerca in Polinesia, che forse è stato travolto. Le dinamiche economiche come al solito non conciliano qualità e quantità. Ma Cna mette in campo anche il settore formazione con Elisabetta Capuano: «Bisogna sensibilizzare i giovani che sono spinti al risparmio e mettere in allarme i genitori sui rischi di un intervento sotto la pelle senza le giuste misure. Abbiamo foto di lavori fatti su una tovaglia di un tavolo di cucina neanche sparecchiato e poi si chiede di sterilizzare una spazzola in una parrucchieria…».



A mio modesto parere tutti i tatuatori sono abusivi (prova ne sia che il correttore del mio cellulare non accetta quel termine). Tutti, compresi quelli della Polinesia.