Strade e post-sisma, allerta antimafia
Cgil: «Soldi “raccolti” dall’entroterra
ma la base è sulla costa»

NEL RAPPORTO della Dia la preoccupazione per gli appalti della ricostruzione e per quelli delle infrastrutture viarie. Il segretario del sindacato Taddei: «L'auspicio è che il tavolo con la Prefettura porti il prima possibile a un protocollo per la legalità»
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Foto d’archivio

 

di Federica Nardi

Ricostruzione e appalti pubblici per la sistemazione delle strade nell’occhio dell’Antimafia. Lo rivela l’ultimo rapporto (relativo al secondo semestre 2018) pubblicato dalla Dia. Per quanto riguarda il territorio regionale emergono alcune importanti quanto preoccupanti novità: «L’attenzione delle consorterie (di criminalità organizzata, ndr) potrebbe rivolgersi anche al settore degli appalti pubblici, connessi alla ricostruzione dei centri abitati interessati dall’evento sismico del 2016 e ai progetti di potenziamento ed ammodernamento di importanti infrastrutture stradali – si legge nel rapporto -. A tal riguardo è opportuno sottolineare che il settore è oggetto di particolare attenzione da parte della Dia». Inoltre nella Provincia di Macerata (e nell’area di Fermo) «si registrano proeizioni del clan dei Farao-Marincola di Cirò». Uno dei clan nominati sul territorio regionale insieme alla ‘ndrina Grande Aracri (originaria del crotonese), i Gallace-Gallelli della ‘ndrangheta a San Benedetto e un’altra ‘ndrina, quella degli Ursino-Ursini nel Pesarese.

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Daniel Taddei

Per Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil, si tratta di «un’ulteriore conferma di quello che diciamo da mesi. Il problema non è più circoscritto all’emergenza del sisma ma sfocia nella ricostruzione. E sconfina inoltre anche rispetto al settore dell’edilizia, arrivando nell’agricoltura, nella logistica e anche in settori come quello tradizionale delle infustrie manifatturiere della costa. Se osserviamo i dati dei semestri precedenti vediamo un crescendo di informative della Dia. Quindi il fenomeno è in crescita. Ricordiamo che l’entroterra beneficerà di miliardi di euro tramite la ricostruzione e i Fondi sociali europei. Se osserviamo la costa, dove crescono i fenomeni di riciclaggio e attività illecita, sembra proprio che la costa sia la base mentre la “raccolta” avvenga nell’entroterra». Per Taddei è fondamentale anche il passaggio che riguarda gli appalti sulle strade: «La novità importante è che le preoccupazioni della Dia sono estese anche alle opere infrastrutturali stradali. Deve essere un’ulteriore campanello d’allarme dati gli investimenti enormi che riguardano anche il Maceratese». Per il segretario il segnale positivo è «il tavolo per la legalità avviato dalla Prefettura. L’auspicio è che a brevissimo porti alla stipula di un protocollo per garantire la legalità», conclude.

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