Salasso acqua a Civitanova
«Avvieremo le conciliazioni»
LE ASSOCIAZIONI dei consumatori hanno incontrato i cittadini: «Non crediamo che la posizione dell'Aato 3 sia ineccepibile, per noi la delibera approvata ad ottobre è tardiva per prevedere e applicare la retroattività della tariffa»
di Laura Boccanera
Delibera tardiva e mancanza di informazione, questi i grimaldelli sui quali far leva per reclamare contro il salasso delle bollette dell’acqua a Civitanova.
Ieri sera le associazioni dei consumatori Adiconsum, Federconsumatori, Adusbef, Adoc e Mdc hanno incontrato nella sala giunta alcuni cittadini per informare sulle azioni da intraprendere per avviare un percorso di conciliazione e, se inefficace, i ricorsi al giudice di pace. Le associazioni hanno fatto ieri un resoconto del tavolo aperto con l’Aato che continua ad asserire che la retroattività sarebbe legittima. Non ne sono convinte affatto invece le associazioni dei consumatori. «Il primo passo che abbiamo fatto è informare l’Authority, l’Arera delle proteste – hanno spiegato – visto che ancora non si è espressa sulla delibera dell’Aato. Non crediamo che la posizione dell’Aato 3 sia ineccepibile, per noi la delibera approvata ad ottobre è tardiva per prevedere e applicare la retroattività della tariffa. Per togliere ogni dubbio servirebbe il pronunciamento di un giudice di pace, ma il ricorso al tribunale, oltre che lento, spesso è antieconomico su questioni che, sebbene onerose per le famiglie, ammontano magari a qualche centinaia di euro. Quindi l’intendimento delle associazioni è quello di procedere per gradi: dapprima il reclamo all’Atac, poi se questo non dà risultati, avvieremo le procedure di conciliazione con l’Arera ed eventualmente, valutando caso per caso, ricorso al giudice di pace. Con questa procedura i tempi sono più corti. Entro 30 giorni l’Atac dovrà rispondere sul reclamo e entro 60 giorni l’Arera». E ieri sera, tra il pubblico c’era anche chi, per un’utenza domestica ha speso 1.300 euro. Ma tra i punti contestati dalle associazioni per i reclami anche il diritto all’informazione. «La mancata informazione è un danno per il consumatore – hanno aggiunto le associazioni – e anche l’Aato ha riconosciuto che il deficit c’è stato. A dire il vero i comuni dall’Aato sono stati informati e hanno ricevuto le previsioni di variazione e incidenza della tariffa, non vogliamo polemizzare, ma effettivamente Civitanova è stata meno attenta, altri comuni, dopo la riunione che ha approvato all’unanimità la delibera, ricevute le previsioni hanno cercato di dilazionare».
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