Bollette dell’acqua salate,
l’assemblea pubblica avvia raccolta firme
CIVITANOVA - Centrati ieri sera gli obiettivi e le iniziative da portare avanti per trovare soluzioni ai rincari. Due i binari di intervento: da un lato la politica chiederà che sia l'Atac a farsi carico dei 600 mila euro di maggiorazione della tariffa applicata retroattivamente per il 2018. Dall'altro le associazioni consumatori preparano il tavolo di conciliazione con Aato
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
Assemblea pubblica sull’acqua a Civitanova, individuati due possibili percorsi di intervento. Partita la raccolta firme che accompagnerà la richiesta di consiglio comunale con la quale i consiglieri di minoranza chiederanno che sia l’Atac a farsi carico del rincaro.

Associazioni per la tutela del consumatore al lavoro per la prossima riunione in Aato fissata per giovedì: «prima dei ricorsi, la negoziazione». Centinaia le telefonate e richieste di informazioni. Aula consiliare piena (anche se non c’è stata l’invasione che ci si aspettava viste le lamentele sul web e nei social) per l’assemblea sull’acqua pubblica dopo i rincari in bolletta previsti dalla nuova tariffa unica deliberata dall’Aato e applicata dall’Atac e che ha provocato rincari pesanti, una stangata a carico delle famiglie che hanno meno di 4 componenti. Ieri sera a relazionare sui passaggi cruciali e sui possibili appigli per contestare il salasso i consiglieri di opposizione Giulio Silenzi, Stefano Ghio, Stefano Mei, Tommaso Corvatta e Marco Poeta. Silenzi ha ricostruito l’iter che ha portato all’approvazione della tariffa, sottolineandone le criticità e le omissioni. In particolare ci si è concentrati sulla retroattività della misura e la variazione degli scaglioni di consumo senza che nulla fosse stato comunicato alla cittadinanza. Da qui la proposta: che per il 2018 Atac utilizzi l’utile di bilancio (500mila euro che la partecipata riversa nelle casse comunali) più circa 100 mila euro da prelevare dalla plusvalenza derivante dalla vendita di Gas Marca per coprire i 600 mila euro di rincaro per il 2018. Dal pubblico sono state sollevate alcune critiche a questa impostazione che non incide sull’abolizione dell’aumento, ma che copre solo i costi in più per le famiglie, ma «la strada dei ricorsi è lunga, questa è una soluzione rapida e possibile per evitare il salasso» – hanno spiegato i promotori dell’iniziativa. Anche perchè poi per il prossimo anno, a consuntivo, il salasso sarà ancora maggiore con un aumento per i civitanovesi pari a 800 mila euro.
La richiesta di un consiglio comunale urgente nel quale approvare l’indirizzo sarà corredato da una raccolta firme, partita già ieri sera e che nei prossimi giorni sarà portata nelle strade e nei quartieri per dare maggiore forza all’iniziativa. Ma i binari entro i quali ci si muove sono due, come ha illustrato Stefano Ghio: «da un lato quella che proponiamo è una soluzione politica, che può essere portata avanti da noi consiglieri, poi c’è il diritto individuale che permette a tutti di poter procedere coi ricorsi. Noi da parte nostra chiedevamo due cose, la prima che Ciarapica chiedesse a Fiordomo di riconvocare l’assemblea e ridiscutere, è chiaro che sarebbe stato in minoranza, ma politicamente avrebbe dimostrato di provare a difendere gli interessi dei civitanovesi. L’altra strada che rimane, la seconda via d’uscita nella logica della spesa pubblica è scegliere di fare uno spettacolo in meno e pagare i rincari delle bollette». Sulla responsabilità politica di Ciarapica e i suoi insiste Stefano Mei: «tutto l’iter è stato seguito da questa amministrazione – ha aggiunto il consigliere pentastellato – nessuno ha informato, sono passati i 60 giorni dalla delibera e neanche si può fare ricorso, il sindaco di Tolentino a a differenza di quello di Civitanova ha discusso ed è riuscito a spuntare una dilazione, con un aumento del 10% sul 25% del rincaro della tariffa». L’altra via possibile è quella mediazione: percorso che stanno tentando le associazioni a tutela dei risparmiatori. «La nostra impostazione non è quella di far decidere i tribunali su eventuali contenziosi, ma di trovare una strada di conciliazione. La sicurezza che il provvedimento sia legittimo non ce l’ha l’Aato e non ce l’abbiamo neanche noi. Al tavolo della discussione siamo andati contestando una serie di cose che ritenevamo poco chiare e ora aspettiamo di vedere cosa verrà fuori. La discussione è appena iniziata».





Anche se su tutte le pecche si farebbe una raccolta firme sempre avrebbero la possibilità di errare e se tanto mi dà tanto chissà in quanti errori continueranno a cadere e a perseverare. Semplice matematica e senza scomodare la logica. La logica ben altre pretese avrebbe.
Un’azienda che non riesce ad essere pagata dai clienti morosi non può rivalersi sui clienti virtuosi: questa è una pratica commerciale scorretta.