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Sae, Arcale denuncia:
chiesti 65 milioni di danni
Sciapichetti: «Richieste temerarie»

IL CONSORZIO che ha realizzato le casette per i terremotati cita in giudizio palazzo Raffaello, l’Erap, la Protezione civile. La richiesta milionaria legata ai ritardi di consegna delle aree e a mancati pagamenti. Presa in contropiede la Regione che da tempo aveva annunciato azioni legali. L’assessore: «Tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità con atti giudiziari del tutto infondati»
mercoledì 20 Marzo 2019 - Ore 11:28 - caricamento letture
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Da sinistra Giorgio Gervasi, presidente del Consorzio Arcale e il governatore Luca Ceriscioli nell’agosto 2017 durante una delle prime consegne delle sae a Pieve Torina

 

Danni per 65 milioni di euro: il consorzio Arcale (che in provincia ha realizzato la maggior parte delle soluzioni abitative d’emergenza per gli sfollati del sisma) ha citato in giudizio Regione, Erap, servizio Protezione civile e dipartimento nazionale di Protezione civile. La prima udienza, al tribunale di Roma, è fissata per il 4 giugno.

Il campo base di Arcale a Pieve Torina

La Regione ha incaricato un esterno, l’avvocato Vito Iorio, di seguire la causa. Un vero colpo di scena nell’ormai annosa querelle sulla realizzazione delle sae, per cui da tempo la Regione aveva annunciato azioni legali contro il consorzio per danno d’immagine e disagi causati ai terremotati a causa dei problemi tecnici delle strutture: soffitti marci, boiler mal funzionanti, ritardi contestati nella consegna. L’ultimo caso: il rivestimento di alcuni tetti strappato via dal vento con un’antenna che aveva rotto la parete di un bagno. Da ricordare anche le innumerevoli segnalazioni alla Cgil di Macerata dei lavoratori nei cantiere delle sae, che in questi anni hanno puntato il dito contro il sistema dei subappalti del consorzio, parlando di lavoro nero, caporalato, richieste di restituzione degli stipendi, infortuni non denunciati, mancanza di certificazioni antimafia. Arcale però ha spiazzato palazzo Raffaello. Viene contestato alla Regione il ritardato pagamento di un centinaio di fatture, e poi «penali illegittimamente apposte, maggiorate di interessi», e infine viene accusata la Regione di essere la causa dei ritardi nella consegna delle sae: il motivo sarebbe da ricercarsi «nella ritardata consegna delle aree, nella anticipata esecuzione delle opere di urbanizzazione di seconda fase e nel loro ritardato compimento e nei fermi di cantiere derivanti da provvedimenti del direttore dell’esecuzione senza sospensioni o proroghe dei termini contrattuali».

Angelo Sciapichetti

Angelo Sciapichetti, assessore regionale alla Protezione civile, commenta così la denuncia di Arcale: «Le richieste di Arcale sono temerarie e pretestuose. Intese solo ad evitare l’applicazione delle penali che la Regione ha applicato per i gravi ritardi e disservizi nella esecuzione della fornitura delle casette. Nonostante i mille solleciti da parte della Regione ad effettuare l’immediata consegna delle sae, il consorzio Arcale ha rallentato i tempi a causa della mancata assunzione di personale idoneo e nella misura necessaria, a causa della indisponibilità dei manufatti, ed ora pretende di sottrarsi alle proprie responsabilità agendo con atti giudiziari del tutto infondati».

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