In 400 per Matteo Renzi a Civitanova:
«Salvini? Una Chiara Ferragni mancata»

"L'ALTRA STRADA" dell'ex premier che questa sera ha presentato il suo libro al ristorante Orso. «Avrò perso consenso per la questione immigrazione, ma non ho perso la faccia di fronte ai miei figli. E faccio i complimenti al sindaco Romano Carancini per come ha gestito la situazione dopo i fatti di Macerata». Sul Ministro dell'Interno: «Prende dalla Rete le idee politiche, fino a qualche anno fa era comunista e odiava i napoletani»
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di Laura Boccanera

«Ho scritto questo libro non per chiedervi un voto, stavolta, ma per chiedervi un impegno, di non arrendervi, di salire sui pedali e dare il meglio di voi per l’Italia». Una folla di oltre 400 persone ha accolto fra gli applausi Matteo Renzi scrittore, oggi pomeriggio al ristorante Orso di Civitanova, arrivato per presentare il suo libro edito da Marsilio editori “L’altra Strada”.

8-325x217L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Cittadini in cammino” il cui nome sembra proprio il messaggio ultimo dell’ex premier, che invita tutti a mettersi in cammino, appunto, e non arrendersi a populismo e fake news, a ignoranza e approssimazione e andare avanti cercando un’alternativa, continuando a credere nel Paese. Arrivato con circa un’ora di ritardo, prima di andare ad Ancona, Matteo Renzi fa tappa a Civitanova.

Ad accoglierlo l’ex rettore Unicam Flavio Corradini e il parlamentare Mario Morgoni, organizzatori dell’incontro, i sindaci Francesco Fiordomo e Romano Carancini, la deputata Alessia Morani, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il segretario provinciale del Pd Francesco Vitali. Matteo Renzi scrittore non è molto diverso dal Matteo Renzi politico. Gioca su quelli che sa essere i suoi difetti, l’immodestia, la scarsa simpatia, ma rivendica con orgoglio provvedimenti e scelte fatte durante il suo governo. In mezzo non mancano le critiche all’attuale esecutivo, dalla Tav al reddito di cittadinanza, dalla gestione dell’immigrazione a Salvini. E l’altra strada che indica Renzi è quella di un’Italia che si rimette in moto camminando sulla volontà e sulla serietà delle persone competenti «perché i Salvini passano mentre i valori restano. E Salvini è una Chiara Ferragni che non ce l’ha fatta e prende dalla rete le idee politiche, fino a qualche anno fa era comunista e odiava i napoletani» e si dice preoccupato per «il clima d’odio, paura e terrore che si sta alimentando nel Paese». La metafora utilizzata nel libro è quella di Coppi e Bartali: Renzi ricorda un aneddoto della sua giovinezza quando cronista chiede a Gino Bartali se fosse stato lui a passare la borraccia a Coppi o viceversa.

IMG_8158-325x217Un enigma che non viene sciolto dal ciclista, ma che rappresenta per Renzi, a distanza di anni, l’immagine che fa da sfondo a tutto il libro: «L’Italia è il paese di Bartali e Coppi che nel momento della competizione più accesa sono capaci di un gesto di grande umanità, di fiducia, di solidarietà. Che poi non importa chi passa la borraccia, anche nel ricevere serve fiducia. E allora oggi voglio affrontare la politica così, senza alimentare divisioni e polemiche, salire sui pedali, dare la borraccia o prenderla, affinchè ciascuno di noi possa dare il meglio fino alla fine». In mezzo, fra applausi e camminando fra la platea Renzi parla anche della Tav e delle misure come reddito di cittadinanza: «Questo Governo è ridicolo – sottolinea –  abbiamo bisogno di persone competenti . Eravamo quelli antipatici e arroganti, beh signori miei,  meglio antipatici che incompetenti. Coi simpatici stiamo buttando via il paese».

E poi il problema dell’immigrazione, col riferimento anche ai fatti di Macerata e i complimenti al sindaco Carancini per come ha gestito i mesi di forte pressione derivanti dall’omicidio di Pamela Mastropietro e dal raid razzista di Luca Traini: «Io voglio tanto bene a Romano Carancini, sindaco di Macerata. E’ stato protagonista di un periodo difficile e fatemi dirgli grazie per come ha gestito quella situazione. Bisogna fare uno sforzo culturale, quando è successo che l’Italia ha perso il gusto di essere un produttore sano di bellezza ed è diventato un luogo di paura, ostilità e odio? Un Paese nel quale un migrante è diventato un pericolo. Il problema dell’Africa in realtà ancora non è stato neanche sfiorato. Poniamo a livello europeo un nuovo piano Marshall, il populismo non è una soluzione, io sono orgoglioso di aver dato sepoltura ai cadaveri in fondo al mare. La nostra cultura si basa sul culto dei morti, la civiltà nasce quando Priamo chiede il corpo di Ettore ad Achille, è Antigone che dà sepoltura al fratello e ne sono orgoglioso. Nel libro c’è anche una parte di autocritica, ma non sulla questione dei migranti, avrò perso consenso per questo, ma non ho perso la faccia di fronte ai miei figli e la dignità facendo morire delle persone in mare».

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Flavio Corradini e Matteo Renzi

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Romano Carancini, sindaco di Macerata

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