Rinasce l’agorà per i più piccoli,
l’asilo Green apre le porte
«Un ponte verso il futuro»
TOLENTINO - Oggi il taglio del nastro dopo l'abbattimento della vecchia struttura. Il sindaco Mauro Sclavi: «Una scelta fatta con i piedi per terra, che rappresenta una speranza di crescita e rinascita». Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci: «Investimento che facciamo per i nostri figli». La sottosegretaria della Giunta regionale Silvia Luconi: «Per le famiglie è fondamentale poter contare su un nido all’avanguardia»

Il taglio del nastro
di Francesca Marsili
«Sulle mura della vecchia struttura assieme ai genitori e agli insegnanti abbiamo scritto: “Per aspera ad astra”. Non avrei mai immaginato che quel messaggio oggi potesse essere così vero». Ricorda quel desiderio che oggi è realtà il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi per tagliare il nastro del nuovo asilo Nicholas Green, in via La Malfa che definisce: «La città dei bambini da zero a sei anni, un ponte verso il futuro». Dopo l’abbattimento della vecchia struttura, è stato ricostruito e ampliato grazie ai fondi Pnrr per un investimento di 3,3 milioni di euro. Ed è bastato spalancare le porte per vedere i bambini tuffarsi nel loro micromondo colorato, tra le lacrime di commozione di tutti coloro che hanno lavorato al nuovo asilo pronto a riprendere il servizio educativo da martedì prossimo.

Mauro Sclavi e Alessandro Gentilucci
Una festa a cui hanno partecipato tantissimi giovani genitori entusiasti de curiosi di scoprire la nuova struttura che approccia a un nuovo metodo educativo. Sclavi ha ripercorso il cammino che ha portato alla riapertura: «Arriva dopo tre anni: una scelta fatta con i piedi per terra, che rappresenta una speranza di crescita e rinascita». Sul progetto architettonico, ha spiegato: «L’idea era di far crescere i nostri bambini in un’agorà, in uno spazio sano e con un’educazione all’avanguardia che richiama lo stile Reggio Children, una filosofia educativa che siamo andati a conoscere proprio a Reggio Emilia. Non è copiare: è fare qualcosa che funziona».

Gli arredi del nuovo asilo
La ricettività passa dai 45 posti della vecchia struttura a 60, suddivisi in 53 per i bambini divezzi, tra i 24 e i 36 mesi, e 7 per i lattanti, tra 0 e 10 mesi. Quattro le sezioni dedicate ai più grandi, di dimensioni pressoché equivalenti, più un’aula riservata ai neonati, ciascuna pensata per un massimo di 14 bambini. «Oggi non si apre e non si inaugura una struttura – ha sottolineato il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci – si inaugura un percorso di comunità. L’asilo è coesione, speranza, rigenerazione, futuro: è l’investimento che facciamo per i nostri figli. Auguro ai bambini di gioire, formarsi, essere capaci di intraprendere relazioni interpersonali e di saper fare squadra, nella speranza che questo momento rappresenti per Tolentino un elemento di ripartenza, resilienza e di grande sviluppo».

A firmare il progetto è stato l’architetto Carlo De Mattia, che ha immaginato un edificio la cui pianta, vista dall’alto, ricorda due mani intrecciate: quella di un adulto e quella di un bambino, mano nella mano nel cammino della vita. Il progetto preliminare risale al 2020, come ha ricordato durante la cerimonia la sottosegretaria della Giunta regionale Silvia Luconi, all’epoca parte dell’amministrazione comunale: «Un’idea nata dalla volontà di partire non dallo spazio, ma dalla didattica, disegnando il nido “a partire” dai bambini e non semplicemente “attorno” a loro. Eravamo fiaccati dal Covid – ha ricordato Luconi – provati nelle energie e nelle relazioni, ma allo stesso tempo animati da un coraggio nuovo: la volontà di investire nel futuro, di credere che proprio nei momenti più difficili si debbano compiere scelte lungimiranti. Oggi più che mai, per le famiglie è fondamentale poter contare su un nido all’avanguardia. Un servizio educativo non è soltanto un luogo di cura: è un ambiente che accompagna la crescita, sostiene lo sviluppo e garantisce ai più piccoli la possibilità di esplorare, conoscere e costruire relazioni in un contesto sereno e protetto».

Silvia Luconi e Alessandro Gentilucci
La struttura si compone di più moduli affiancati, chiusi da un sistema di copertura a falde con altezze differenti, che richiama nel disegno il paesaggio collinare in cui Tolentino è immersa. Le aule si aprono verso l’esterno, in linea con una filosofia educativa che considera l’ambiente come un “terzo educatore”: bambini connessi con la propria comunità, la propria città, il proprio contesto. Non un metodo rigido da applicare, dunque, ma un approccio pedagogico da vivere ogni giorno. Ogni sezione è pensata come un percorso continuo, dallo spazio del sonno, il più raccolto e protetto, fino al giardino esterno, che a tutti gli effetti fa parte dello spazio didattico, passando per l’aula. Grandi vetrate permettono ai bambini di vedere sempre l’esterno, anche quando sono in classe, mentre i servizi igienici sono progettati a misura di bambino.

Una stanza del nuovo asilo Green
Al centro dell’edificio si apre una grande agorà luminosa, illuminata da due lucernai, pensata come cuore pulsante del nido e luogo di incontro, gioco libero e relazione tra le diverse sezioni. Particolare cura è stata dedicata anche al verde: le piante dei giardini esterni sono state scelte per stimolare i sensi dei bambini attraverso colori, profumi e materiali diversi da toccare, in modo che il contatto con la natura diventi parte dell’esperienza educativa quotidiana. Con fondi comunali, per circa 80mila euro, sono stati acquistati nuovi arredi ispirati all’approccio Reggio Children: un teatrino, un cubo di lettura, una piramide a specchio, un tavolo luminotecnico e altri strumenti pensati per stimolare l’esplorazione sensoriale dei bambini, il setting necessario per le attività educative.
L’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni ha concluso: «Ogni bambino è unico e possiede cento modi di pensare, giocare, esprimersi e amare. Osservazione, uso dei cinque sensi, studio e rielaborazione: sono queste le tappe del metodo Reggio Children che le educatrici approfondiranno da settembre quando partirà un percorso formativo, del valore di 12mila euro, avviato a seguito della visita di una delegazione».

Benedetta Lancioni
Il nuovo nido dispone di una mensa interna, che garantisce un alto livello di prodotti biologici, pensata per ospitare fino a 36 bambini insieme e affacciata anch’essa sull’esterno, e di una lavanderia interna gestita direttamente dal personale della struttura. Non mancano inoltre spazi di servizio come depositi per arredi e materiali didattici e un locale tecnico dedicato agli impianti, utili a semplificare la gestione quotidiana del nido. Sul fronte energetico, l’edificio è autonomo e di ultima generazione: riscaldamento e raffrescamento sono garantiti da un impianto radiante a pavimento alimentato da pompa di calore, con ventilazione meccanica e recuperatori di calore, mentre l’illuminazione è interamente a led e un impianto fotovoltaico contribuisce ai consumi elettrici. Una dotazione che permetterà di accogliere i bambini anche nei periodi più caldi. Non manca l’attenzione all’accessibilità, con soluzioni pensate per bambini e adulti con disabilità motorie, sensoriali o cognitive. Alla realizzazione dell’opera hanno lavorato: l’architetto Silvana Lisi come direttore dei lavori, Katiuscia Faraoni come responsabile Ufficio Lavori pubblici del Comune e Michele Bonfigli come coordinatore per la sicurezza. Lo studio di fattibilità tecnica ed economica è astato affidato allo Sstudio Dm Architects in collaborazione con Margarete Architetti. Il gruppo di progettazione definitiva a Ora studio.
