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L’ospedale unico divide,
Corvatta: «Macerata penalizza tutti»

CIVITANOVA - Il centrosinistra insorge per la delibera regionale. L'ex sindaco: «Dobbiamo ringraziare la miopia degli altri Comuni e l'incompetenza della nostra amministrazione». Il segretario dei dem Frinconi: «Tramonta la possibilità di avere il nosocomio a pochi passi dalla nostra città. Ciarapica passerà alla storia per averci fatto perdere questa occasione»
venerdì 28 Dicembre 2018 - Ore 19:08 - caricamento letture
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Tommaso Corvatta

 

«Ospedale unico, costa ed entroterra penalizzati». Il consigliere comunale di Civitanova Tommaso Corvatta interviene sul progetto del nuovo ospedale a Macerata dopo l’ok da parte della giunta regionale alla localizzazione del sito, spostato di qualche centinaio di metri rispetto al risultato del logaritmo che individuava la Pieve come zona baricentrica. Una soluzione che non piace a Corvatta. «Il progetto dell’ospedale unico, partito con le migliori intenzioni e degli ottimi propositi, giunge ad un compimento che penalizza praticamente tutti i cittadini della provincia – ha detto l’ex sindaco – in primo luogo i cittadini della costa ed i civitanovesi in testa, che pur abitando rispettivamente nella zona più densamente abitata e nel comune più popoloso, vengono incredibilmente penalizzati vedendo spostato l’accesso all’ospedale a più di mezz’ora di strada, ma vengono penalizzati anche i cittadini dell’area montana che apparentemente mantengono un nosocomio, che però inevitabilmente finirà per essere “mangiato” dall’ospedale alla Pieve e finiranno per avere solo un misero punto di appoggio come la costa. Veniamo penalizzati tutti in quanto nell’ultimo anno e mezzo nessuno ha più preteso che al sacrificio della perdita della vicinanza delle cure, corrispondesse un aumento della quantità e della qualità delle cure nel nuovo ospedale, cioè che questo acquisisse in cambio più competenze della somma degli attuali e più capacità di cura. E di tutto questo dobbiamo ringraziare certamente le velleità di Macerata, che ha fatto valere la sua maggiore capacità di fare il suo piccolo interesse, la miopia della maggior parte degli altri comuni che non hanno saputo esaminare con lucidità la situazione ma soprattutto l’incredibile incompetenza dell’amministrazione di Civitanova che non ha capito nulla di una partita così importante per la città da rischiare di bloccarne lo sviluppo per sempre, arrivando con il sindaco a gioire della scelta della Pieve. La città, tutta la zona costiera non merita questa fine, non è possibile rassegnarsi ad una tale distruzione di una parte così importante del benessere e dell’identità dei cittadini. Tutte le forze oneste e positive devono unirsi per trovare una soluzione, una via di uscita ad un progetto che oggettivamente penalizza tutti».

Guido Frinconi

Parla di «occasione storica persa» il segretario del Pd di Civitanova Guido Frinconi: «A fare le spese dell’immobilismo e dell’incapacità di Ciarapica, saranno i cittadini – ha detto – in mancanza di una nuova decisione della Conferenza dei sindaci, il via libera della Regione allo spostamento del sito della Pieve di Macerata come location già decisa dalla stessa Conferenza per la nuova struttura provinciale di primo livello dell’Area vasta 3, fa tramontare la possibilità di costruire l’ospedale a pochi passi dalla nostra città. Abbiamo detto, in tutti i modi, a Ciarapica che era necessario far riunire la Conferenza dei sindaci dopo un’alleanza con i rappresentati della montagna per modificare i criteri che hanno portato alla Pieve. Glielo ha detto anche il presidente Ceriscioli quando ha partecipato al Consiglio aperto sulla sanità e sull’ospedale dello scorso marzo. Ma Ciarapica niente. Non l’ha capito, o forse non l’ha voluto capire chissà per quale motivo. Ha insistito nel percorrere una strada sbagliata che non ha portato a nulla. O meglio ha portato l’ospedale a Macerata. E non provi ora Ciarapica ad addebitare a Ceriscioli o ad altri responsabilità che sono solo ed esclusivamente sue. Passerà alla storia per aver fatto perdere a questo comprensorio un ospedale di primo livello».



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