Macerata, 30 anni di trapianti:
«Un donatore può salvare molte persone»

SANITA' - L'ospedale cittadino ha contribuito molto al traguardo dei 1000 trapianti raggiunto quest'anno in regione. Oggi l'occasione per ripercorrere il percorso. Maccioni annuncia lavori per il reparto di Rianimazione
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Da sinistra Francesca De Pace, Alessandro Maccioni, Gianrenato Riccioni e Angelo Sciapichetti

 

 

di Federica Nardi

Trent’anni di trapianti a Macerata. Quello che oggi sembra la norma, nel 1988, quando nacque l’equipe dell’ospedale, era pura rivoluzione culturale. Il 30 novembre le Marche hanno raggiunto i mille trapianti effettuati. Nell’ospeda di Macerata, come spiegato dalla dottoressa Valeria Zompelli, sono state effettuate 43 donazioni multiorgano che hanno permesso ben 114 trapianti ad altrettanti pazienti in lista d’attesa. Ma manca ancora molto da fare per far stare sereni chi aspetta un trapianto salva vita. Nel frattempo Alessandro Maccioni, direttore dell’Area vasta 3, annuncia lavori in arrivo: «A Macerata avremo una nuova rianimazione, con due posti letto in più».

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Francesca De Pace

I numeri parlano chiaro: le Marche sono tra le regioni d’eccellenza per quanto riguarda il trapianto d’organi. Un risultato che oggi è stato celebrato in conferenza stampa da medici e dalle autorità sanitarie e regionali. Presenti infatti anche l’assessore Angelo Sciapichetti e il consigliere Sandro Bisonni. L’occasione: i 30 anni di donazione di organi e tessuti nell’ospedale di Macerata. I presenti per lo più ricordano tutti l’inizio del programma trapianti. Prima con il progetto Nord Italia transplant program e poi con la Rete nazionale trapianti. Da allora sono stati circa dieci gli espianti di cuore, tre di polmone, tre di pancreas, una 30ina fegato, e più di 60 rene. Francesca De Pace, dottoressa del centro regionale trapianti, ricorda che il programma «è stato uno sforzo che abbiamo tirato su da soli dal niente. Ed è un orgoglio. Mentre all’inizio era Ancona a farla da padrone, negli ultimi 10 anni dal territorio arrivano più del 50 percento dei donatori». Anche se, aggiunge bacchettando sia Maccioni che la Regione, «siamo troppo pochi. Fin’ora abbiamo fatto miracoli. Abbiamo possibilità di fare grandi cose ma mancano le persone».

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Gianrenato Riccioni

Ogni trapianto, come ricorda Gianrenato Riccioni, coordinatore dell’attività di espianto organi dell’ospedale di Macerata, «coinvolge oltre 160 professionisti. E’ un lavoro possibile solo se condiviso. Con la coscienza che un donatore può salvare la vita di molte persone». Anche se questa coscienza ancora manca. Come spiega Elio Giacomelli presidente provinciale dell’Aido: «a oggi è possibile indicare la propria disponibilità a essere donatori in Comune, quando si ritira il documento di identità. Ma tante persone ancora non rispondono. Altre ancora dicono no, e quel no è per sempre perché difficilmente torneranno per ricompilare e cambiare la risposta». Anche il direttore sanitario Massimo Palazzo sottolinea l’importanza di essere donatori (come lui): «Più ci sono donatori più diamo risposte umane e fortemente etiche. Ci sono trapianti come quello di cuore o fegato da cui dipende la vita delle persone». Maccioni, dopo aver ricordato il grande impegno delle strutture sanitarie durante l’emergenza neve e blackout dei giorni scorsi, ha anche annunciato nuovi lavori alla Rianimazione di Macerata. «Sarà un reparto nuovo. Durante i lavori le attività di rianimazione si sposteranno nel Pronto soccorso».

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Angelo Sciapichetti

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Alessandro Maccioni



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