Maglia nera al Parco dei Sibillini
per il consumo del suolo:
«E’ per le casette, ma sono provvisorie»
MONTAGNA - Dopo la diffusione dei dati relativi al rapporto Inspra Snpa l'ente interviene per chiarire la situazione

Le soluzioni abitative d’emergenza, le casette per i terremotati, fanno guadagnare al Parco dei monti Sibillini la “maglia nera” per il consumo di suolo. Il bilancio è del rapporto Inspra Snpa.

Oliviero Olivieri
Il presidente dell’ente, Oliviero Olivieri, non ha «niente da dire sui numeri e le cifre riportate, ma per fortuna viene poi chiarito che si tratta di 24 ettari di consumo di suolo in gran parte dovuti a costruzioni successive ai recenti fenomeni sismici. Lo ha specificato bene il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, chiarendo appunto che si è trattato di interventi necessari e indispensabili per garantire un alloggio a quanti hanno vissuto la tragedia del terremoto». Ricorda inoltre Olivieri «come molte decisioni urbanistiche dopo il terremoto siano state attuate dalla Protezione civile in deroga, prescindendo cioè dal nulla osta del Parco. Pertanto, le sae devono considerarsi costruzioni provvisorie, e il consumo di suolo va inteso non in senso definitivo. Il Parco – prosegue Olivieri – è stato spesso considerato, a torto, un deterrente alla ricostruzione, e trovarsi ora, invece, araldi del consumo di suolo suona davvero beffardo». Se seguire questa politica di gestione del territorio, conclude Olivieri, «significa vedersi attribuita la “maglia nera”, allora possiamo dire di indossarla con orgoglio».

Carlo Bifulco
Gli fa eco Carlo Bifulco, direttore del Parco: «La realtà è che noi abbiamo fatto la nostra parte, senza scendere a compromessi ma in modo intelligente e funzionale, affinché si creassero le condizioni migliori per garantire, nel rispetto delle normative di tutela ambientale, l’avvio della ricostruzione. Ma ciò non ci ha risparmiato da feroci polemiche come quando, insieme a Soprintendenza e Ministero Ambiente e Tutela Territorio e Mare, abbiamo dato parere negativo alla costruzione di nuovi parcheggi in zona B a Castelluccio. Eppure, solo il Parco, per quella decisione, è finito nell’occhio del ciclone».