Sisma, la denuncia della Cisl:
«La ricostruzione delle scuole è al palo»
TOLENTINO - Rocco Gravina, che segue 37 comuni del cratere, critica alcune scelte: «Si era detto di voler ripartire dall'istruzione, ci si riesce solo quando intervengono i privati. In tutto questo contesto, lascia perplessi la scelta della chiesa di San Giovanni a Macerata, come edificio simbolo su cui intervenire»

Rocco Gravina
«Nessuna delle scuole inserite nell’ordinanza 14 è ancora partita, soltanto quelle donate dalla solidarietà privata sono realtà, a settembre nessuna sarà pronta. Si era detto di voler ripartire dalle scuole, ci si riesce solo quando intervengono i privati. In tutto questo contesto, lascia perplessi la scelta della chiesa di San Giovanni a Macerata, come edificio simbolo su cui intervenire. Senza polemica su quale comune scegliere, rilevo che Macerata è ai margini del cratere, si sarebbe potuto intervenire su uno dei centri maggiormente colpiti, per dare un segnale di maggiore vicinanza alla popolazione». Sono le parole di Rocco Gravina responsabile Cisl Tolentino che segue 37 comuni ricompresi nel cratere. La sua è una critica alla gestione della ricostruzione post-sisma e in particolare mette nel mirino il fatto che per quanto riguarda le scuole, non sia partito ancora un cantiere. Solo edifici finanziati da privati. «La Regione ha individuato questo come edificio strategico (il riferimento è sempre alla chiesa di Macerata, ndr), ma vi sono centri rasi al suolo, altri che presentano vaste zone rosse, si doveva dare un segnale di vicinanza alla popolazione, che spesso non comprende certe scelte, ci si sarebbe dovuti confrontare con gli amministratori e spiegare le scelte – prosegue Gravina – quello che noi registriamo è che i cittadini percepiscono una maggiore attenzione verso altre zone e non verso il cratere». Il sindacalista ricorda quanto le scuole siano importanti per la ripartenza. «L’edilizia scolastica è strategica per il futuro di queste comunità colpite dal terremoto, si inaugurano scuole nate dalle solidarietà privata, che poi saranno adibiti ad altro, in attesa della riparazione o dell’edificazione di strutture definitive – aggiunge il sindacalista – Agli annunci non sono seguiti gli interventi previsti. L’unica nota positiva è che per almeno il 98 per cento del totale, gli organici scolastici saranno rifinanziati. Permangono alcune situazioni di criticità su cui stiamo incalzando, insieme alle altre organizzazioni sindacali. Da tempo denunciamo le complicazioni burocratiche sulla strada della ricostruzione, alla popolazione vanno dati segnali concreti e va coinvolta nelle decisioni. Se come per l’edificio simbolo si fanno le scelte più facili, non è un segnale per la popolazione che si vuole far ripartire e attrarre investimenti, nei centri più colpiti dal sisma».