La squadra di Visso cerca casa:
«Siamo ancora senza un impianto,
promesse non mantenute»
CALCIO - Il presidente dei gialloblu, Quinto Mattioli, lancia l'allarme: «Se non cambia qualcosa saremo costretti a gettare la spugna. Una chance sono i 50mila euro della regione Emilia Romagna»

Quinto Mattioli, presidente del Visso
di Michele Carbonari
«Siamo ancora senza un impianto dove giocare, se continua così saremo costretti a gettare la spugna a causa di promesse non mantenute». Così Quinto Mattioli, presidente del Visso calcio: a quasi due anni dal sisma, la squadra del piccolo paese dell’entroterra ancora non ha un campo per giocare le partite interne. L’impianto di Visso non è disponibile: occupato dalle casette. L’alternativa più percorribile è riqualificare la struttura della vicina Ussita, ma diversi sono i lavori da svolgere visto che l’impianto è abbandonato (porte da calcio rotte, cancello d’ingresso sfondato e manto erboso rovinato dai cinghiali) e in zona R4. Un punto di partenza per effettuare la sistemazione, però, potrebbe essere il fondo di circa 50mila euro raccolto dalla regione Emilia Romagna.
Su questo punto il presidente Mattioli e la dirigenza gialloblu passano la palla al sindaco e neo senatore Pazzaglini, a loro avviso poco attento alla questione. «Purtroppo questi soldi ancora non sono arrivati. Il responsabile di questa raccolta fondi ha inviato un documento al sindaco, il quale lo ha ricevuto ma non compilato e rimandato indietro, passaggio necessario per poter inviare i soldi – dice il massimo dirigente gialloblu -. Il nostro sogno sarebbe quello di avere un campo a Visso, anche per dare la possibilità ai piccoli che piano piano stanno tornando dalla costa di avere uno spazio in cui stare insieme e giocare. Questo però è pressocchè impossibile. Per questo la nostra intenzione è di utilizzare questo fondo per sistemare l’impianto di Ussita. Nel tempo, oltre ad essere stati rifiutati dal nostro sindaco, non abbiamo ricevuto attenzioni neanche dal comune di Ussita. Infatti, c’era la possibilità di usufruire di soldi della regione Marche per effettuare dei lavori al campo. Ho chiesto di incontrare tre volte il vecchio Commissario, ma non ne ha voluto sapere. In ogni caso, le operazioni dovrebbero durate sette o otto mesi, per questo anche per la prossima stagione ci ritroveremmo senza un campo. Abbiamo inviato la domanda di ripescaggio per la Seconda categoria, ma non sappiamo se riusciremo a fare la squadra. Tengo a ringraziare il sindaco di Pieve Torina, il quale ci ha dato la disponibilità, per la passata stagione sportiva, di utilizzare la loro struttura per gli allenamenti».

La squadra del Visso
Negli ultimi campionati il Visso ha ottenuto risultati soddisfacenti: ad inizio del 2016 ha conquistato la Coppa Marche della provincia di Macerata, perdendo poi la finalissima a livello regionale. La stagione seguente, nonostante il devastante terremoto, ha vinto il torneo di Terza approdando in Seconda. Insomma, una squadra in salute e di livello per la categoria, che però ha dovuto salutare dopo una stagione complicata e tribolata, comunque portata a termine dignitosamente disputando le partite casalinghe al campo dei Pini di Macerata. A questo punto però, la dirigenza gialloblu vorrebbe riportare la squadra vicino al proprio territorio. «Io penso che lo sport dovrebbe essere una presenza costante nella vita dei giovani in quanto educa all’impegno, al sacrificio, alla vittoria e alla sconfitta. Purtroppo, se la situazione non cambia, saremo costretti a gettare la spugna a causa di promesse a cui abbiamo deciso di continuare a credere. Tra esse la sistemazione del campo di Ussita e un aiuto economico per fronteggiare la stagione appena conclusa. Fino alla definitiva condanna del calcio a Visso, dopo più di venti anni di attività – continua il presidente Mattioli -. Comunque vorrei ringraziare la Federazione, che in queste due stagioni ci è stata vicina donandoci piena disponibilità ad utilizzare i vari impianti sportivi. Poi la Svila, la Nerea e tutte le piccole imprese del territorio che ci hanno dato una mano. Infine i ragazzi e il mister per l’impegno e la responsabilità che hanno profuso per questa società e per questo progetto di rilancio che rischia di non esistere più».