Decreto sisma, slitta la conversione
Sul tavolo nuovi emendamenti

RICOSTRUZIONE - Mentre il governo ancora non ha trasformato in legge i provvedimenti sul terremoto, il Pd ha proposto altre aggiunte come una nuova rateizzazione per la busta paga pesante e fondi per lo sviluppo dei piccoli comuni. Il deputato Morgoni: «Aspettiamo Lega e M5s alla prova dei fatti»

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A sinistra Mario Morgoni e Francesco Verducci

 

Slitta ancora la conversione in legge dell’ultimo decreto sul sisma. Un centinaio gli emendamenti presentati dal Pd. A quelli già annunciati nelle scorse settimane sulla ripetizione dell’una tantum e altre misure di sostegno ai terremotati, si aggiungono altre proposte. In primis, quella sulla busta paga pesante (rateizzarla in 120 rate invece di 60, con una restituzione solo del 40%). Poi istituire un fondo speciale per lo sviluppo dei piccoli comuni (10 milioni di euro nel 2017, 15 milioni di euro, ogni anno dal 2018 al 2023) e infine destinare il 4 percento degli stanziamenti bilancio a un programma di sviluppo per le aree terremotate.

Le misure, che andranno al vaglio della Commissione speciale, sono state presentate oggi dai parlamentari del Pd Mario Morgoni e Francesco Verducci. «Nei prossimi giorni – dice Morgoni -, la Commissione speciale al Senato procederà all’esame di questi emendamenti e non prima della prossima settimana, a causa dei vari rinvii e delle indecisioni del governo, il provvedimento arriverà in aula. Per i parlamentari del Pd, come nel passato anche se oggi dai banchi dell’opposizione, vi è piena continuità d’impegno a servizio del territorio e nella ricerca di soluzioni praticabili ai problemi dei cittadini». Gli interventi per le aree terremotate e relativi finanziamenti coprono un ampio spettro di problemi: dal lavoro al turismo passando per un’ulteriore sospensione dei mutui. Il Pd vorrebbe estendere il finanziamento per la ricostruzione anche alle case danneggiate sia nel 1997 che nell’ultimo sisma, ma che non sono rientrate nel decreto. La legge infatti prevede il finanziamento solo se l’ulteriore danneggiamento comporta un rischio per la pubblica incolumità o causa inagibilità indotta a immobili vicini. L’idea invece è di considerare solo l’ulteriore danno e di ripararlo. Tra gli emendamenti anche due particolarmente attesi e già presentati nelle scorse settimane: quello per eliminare la doppia conformità, che sta tenendo bloccati centinaia di progetti per la ricostruzione a causa dei piccoli abusi passati e quello per far uscire dall’abusivismo chi si è costruito un riparo d’emergenza (casette su ruote, camper o container) dopo il sisma, in attesa della ricostruzione. «Aspettiamo Lega e 5stelle alla prova dei fatti – conclude Morgoni -. Dopo aver votato contro la maggior parte dei provvedimenti per i terremotati, si sono riempiti la bocca di ricostruzione in campagna elettorale».

(Fe. Nar.)

Busta paga pesante, parlamentari dem: «Decreto in extremis per colpa di Lega e M5s»


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