Ingabbiata dalla burocrazia,
la denuncia di una barista terremotata:
«Rischio di chiudere in piena estate»
FIASTRA - Roberta Blanchi ha preso in gestione il bar Fiastra, da metà marzo attende l'autorizzazione per realizzare una pensilina e allargare il locale: «Questa struttura mi serve per lavorare, come l'aria per respirare. Quanto devo aspettare ancora?»

Roberta Blanchi
«Rischio di dover chiudere in piena stagione estiva e sto già perdendo dei soldi perché, sapendo che l’autorizzazione sarebbe arrivata entro pochi giorni, ho dovuto comunicare ai Monopoli la chiusura della tabaccheria. Così ho già perso un giorno di incasso e chissà quanti ne perderò». E’ lo sfogo di Roberta Blanchi, terremotata di Fiastra. Nonostante la voglie e la tenacia di ripartire, è ancora ingabbiata e bloccata dalla burocrazia. Con il marito, tra l’altro erano stati tra i primi a sposarsi nel piccolo Comune dopo le scosse del 2016, aveva vinto il bando del Comune per la gestione del bar Fiastra, delocalizzato per il sisma. Il locale è piccolo, appena tre metri tavolini per un totale di circa 10 metri quadri. Così a metà marzo aveva fatto richiesta per ottenere le autorizzazioni, compresa quella paesaggistica, per costruire una pensilina prefabbricata e allargare così il locale. Una procedura semplificata, ma ad oggi ancora non ha ricevuto nessuna risposta. E la stagione estiva è ormai alle porte.

Il bar di Fiastra
«I termini per il parere della Sovrintendenza per l’autorizzazione paesaggistica sono scaduti il 21 maggio, quindi in teoria è scattato il silenzio assenso – spiega la donna – . Da quel giorno l’Unione Montana Marca di Camerino ancora non si decide a inviarmi l’autorizzazione. Si tratta di una struttura prefabbricata, di soli 20 mq, presentata con la procedura che denominano “paesaggistica semplificata”, ma dal 21 maggio ancora nulla si muove. La scorsa settimana mi avevano “promesso” che avrei avuto i documenti il 31 o al massimo il 1 giugno. Oggi richiamo e niente, non si sa quando se ne riparlerà. Nel frattempo la stagione sta iniziando e a me, questa struttura serve per lavorare, come l’aria per respirare». Da qui lo sfogo. «Vorrei capire – continua Blanchi – per qualche motivo ci vuole così tanto, se ci sono difficoltà per portare avanti anche pratiche semplici, significa che c’è carenza personale? In un momento in cui i privati cercano di risollevarsi, è giusto che gli uffici facciano l’ordinaria amministrazione in tempi ragionevoli, altrimenti per le pratiche più complicate quanto dovrebbe volerci?».
(redazione CM)