Inagibilità B e sgombero per lavori,
la Protezione civile scioglie il nodo:
«Il cas spetta anche a loro»
SISMA - Dopo le richieste dei comitati in meno di 24 ore è arrivata la risposta di Borrelli. Sospiro di sollievo per centinaia di famiglie

L’incontro tra i comitati dei terremotati, il commissario alla Ricostruzione Paola De Micheli e il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli
di Federica Nardi
Si prospettava un salasso per centinaia di famiglie ma la Protezione civile nazionale, dopo le segnalazioni dei comitati dei terremotati, ha chiarito in meno di 24 ore ogni dubbio: il contributo di autonoma sistemazione spetta anche a chi, con una casa o appartamento dichiarato “inagibile con provvedimenti”, deve trasferirsi altrove mentre la casa viene sistemata. Basta avere in mano il provvedimento dell’ufficio ricostruzione dove è indicato che, per i lavori, la casa va sgomberata. A quel punto il sindaco deve firmare un’ordinanza e assegnare il Cas per il periodo di tempo tra il trasloco e il rientro definitivo.

Francesco Pastorella al convegno del 25 maggio
Un nodo molto più che interpretativo per le famiglie con case agibili ma danneggiate e con i lavori in partenza. Sono centinaia infatti, forse anche di più perché non esistono stime ufficiali al momento, le persone che in questi due anni hanno vissuto nelle loro abitazioni dopo le prime messe in sicurezza in seguito al sisma. Con l’accelerata data dal commissario alla Ricostruzione Paola De Micheli, i progetti si stanno trasformando in cantieri che, a seconda del danno, possono durare da pochi giorni a diversi mesi. Ma non c’era nessun aiuto esplicitamente previsto per chi, nel frattempo, avrebbe dovuto trovarsi a tutti gli effetti un’altra casa. Il problema era chiaro anche ai comitati. Per questo il coordinamento guidato da Francesco Pastorella, dopo aver anticipato alcune questioni durante un convegno del 25 maggio a Roma, ha incontrato sia Borrelli che De Micheli ieri pomeriggio, avanzando diverse proposte di emendamento all’ultimo decreto sul sisma. Per i cas a chi deve lasciare casa durante i lavori di sistemazione però non c’è stato bisogno di attendere molto, perché l’interpretazione fornita dalla Protezione civile nazionale già è operativa.
Le altre richieste dei comitati, che potrebbero trasformarsi in provvedimenti, sono: sgravi fiscali per le imprese che assumeranno terremotati, l’assegnazione del contributo trasloco anche per non residenti, l’inclusione della metratura sviluppata dai muri a sacco nel contributo ricostruzione, il finanziamento aree camper per i non residenti, alcune facilitazioni per i familiari di vittime del sisma (ad esempio nei concorsi pubblici e per il supporto psicologico), il blocco dei procedimenti penali per chi, per non allontanarsi dalle case danneggiate, si è costruito casette di legno o ha acquistato casette mobili (che al momento sono considerate abusive). Il lavoro dei comitati proseguirà nei tavoli di lavoro tra politici, terremotati, sindacati, ordini professionali, associazioni di categoria, Protezione civile e governo per gestire in modo partecipato le prossime fasi della ricostruzione.