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La Lega: «Conquistata Macerata,
i cittadini sono stanchi
di questa falsa accoglienza»

IL DOPO VOTO - Il segretario locale del Carroccio Stefano Migliorelli commenta lo storico risultato ottenuto, parlando dei terribili fatti di cronaca che hanno sconvolto la città e rispondendo all'articolo di ieri di Cronache Maceratesi. Ecco il suo intervento integrale e la nostra risposta
martedì 6 marzo 2018 - Ore 20:37 - caricamento letture
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Matteo Salvini indossa la maglietta “Macerata cambia musica” durante in un comizio all’Abbadia di Fiastra

 

Sul risultato elettorale della Lega a Macerata, balzata in città dallo 0,6% a oltre il 20% in cinque anni, interviene il responsabile della segretaria locale Stefano Migliorelli rispondendo all’articolo di ieri di Cronache Maceratesi (leggi). Pubblichiamo integralmente il suo intervento e in calce la nostra risposta.

L’avvocato Stefano Migliorelli, coordinatore della Lega di Macerata

«Giovanni De Franceschi con il suo articolo del 5 marzo su Cronache ha voluto sottolineare come i maceratesi si siano spinti a votare in massa la Lega di Salvini “nonostante il folle raid razzista di Luca Traini”. Inoltre, dopo aver evidenziato che “una delle roccaforti rosse della regione è divenuta la città del Carroccio” – riferendosi alla nostra città – ha concluso funestamente scrivendo: “Che l’anno zero abbia inizio”. Al De Franceschi sembra sfuggire qualcosa di evidente, in particolare che la proposta di “rivoluzione” della Lega si sostanzi nel porre in atto decisioni politiche normali, pienamente conformi a ciò che la gente si aspetta. Si mira, cioè, esclusivamente a quella che da tempo viene indicata quale “rivoluzione del buonsenso”. Ma andiamo per gradi. E’ innegabile che in Macerata, nelle  settimane antecedenti il 4 marzo, si sia discusso principalmente dei noti fatti di cronaca che hanno avuto risonanza mediatica nazionale ed internazionale. Questi i fatti gravissimi di cui Macerata e provincia sono stati teatro. L’uccisione di Pamela Mastropietro e l’emersione di una realtà orribile – criminale e culturale – governata dalla mafia africana (in particolare nigeriana) che, mediante lo spaccio di sostanze stupefacenti, aggredisce la nostra gioventù più debole sfruttandola sessualmente e/o trasformandola in orde di piccoli spacciatori. Orrore questo che ha raggiunto il suo apice con la scoperta delle mutilazioni sul corpo della povera Pamela e, a quanto pare, con il riscontro di atti di cannibalismo che appartengono alla cultura africana più abbietta e sconosciuta. L’arresto del pachistano Muhammad Riaz per l’uccisione della figlia diciannovenne Azka Riaz avvenuta in territorio di Trodica di Morrovalle. La povera Azka doveva testimoniare contro il padre per i maltrattamenti in famiglia da lei subiti. Maltrattamenti derivati dall’opposizione del padre alla volontà della figlia di vivere all’occidentale! Muhammad Riaz ha sostenuto che giunto nei pressi di Trodica aveva fatto scendere la figlia dall’auto (in tratto di strada costeggiato da campagna) a causa di problemi al motore della vettura. Ha sostenuto di non conoscere il motivo per cui il corpo della figlia si trovasse sull’asfalto. Ha sostenuto che nessun trauma riscontrato sul corpo della vittima gli sia attribuibile. A nessuno però è potuto sfuggire che Azka sia morta uccisa e che il padre non tollerasse la sua decisione di vivere secondo la cultura del paese che la stava ospitando. L’atto criminale e xenofobo di Luca Traini a Macerata. Ha sparato in luoghi pubblici mirando al colore della pelle. Si è discusso delle sue “motivazioni”, della rabbia che nutriva nei confronti degli spacciatori, della volontà di “vendicare” la povera Pamela Mastropietro. Sul punto però il giudizio della comunità è stato di condanna unanime: mirare al colore della pelle significa compromettere ogni valore della nostra cultura. Significa “odiare il genere umano”. Significa commettere un atto contro ciò che in questo mondo ci unisce: la nostra umanità. Tutta la cittadinanza ha discusso su questi casi e a nessun maceratese è sfuggito da quale parte sia il Bene e dove si annidi il Male. Non è stata una questione di colore politico. Prendersi la mente, il corpo e la vita di una nostra ragazza con fini sessuali, omicidi e cannibalisti da centrafrica è stato identificato come male assoluto. Maltrattare e picchiare una giovane ragazza pakistana perché vuole vivere secondo la cultura del paese che la ospita, per poi trovarla morta pochi giorni prima della sua testimonianza, ha costituito per tutti un avvenimento “orribile”. Sparare sul colore della pelle manifestando l’odio più assurdo nei confronti del genere umano è stato indicato da tutti quale “male” nella sua forma più odiosa.

Il neoeletto alla Camera Tullio Patassini con Salvini e Pasqui a Camerino

Eppure qualcosa di inaspettato e che non ha potuto non lasciare sconcertati è avvenuto: la gente nel condannare l’azione criminale di Traini ha voluto sottolineare come il suo gesto abbia dato “voce” ad una disperazione latente, “corpo” ad una volontà di reazione, “sostanza” alla ribellione di tutti avverso ciò che le attuali leggi e disposizioni impongono alla collettività in materia di immigrazione, cultura e sicurezza. Ciò è innegabile. Persino nei servizi televisivi i maceratesi non si sono sottratti dal manifestare questi sentimenti così diffusi. Così diffusi ma anche così inascoltati dall’odierno governo cittadino, tanto che l’amministrazione ha cercato di affrontare il fenomeno tentando di attribuirlo ad un deriva “xenofoba” e persino “fascista”. Eppure a tutti noi non sfugge che il cittadino maceratese non è divenuto intollerante. Nessun maceratese in cuor suo ha preso le distanze dai principi cristiani della carità e dell’accoglienza, principi che da sempre informano il cuore e l’anima della nostra comunità. Ed allora? Semplicemente il maceratese, così come tanti altri cittadini italiani, non ce la fa più. Non riesce più ad affrontare un fenomeno migratorio “non sostenibile”, voluto e/o accettato dalla classe dirigente in forza di biechi interessi politici ed economici. Interessi politici ed economici del tutto indifferenti allo scempio della nostra cultura e delle nostre radici e che mettono in pericolo la nostra sicurezza. Eh si! Non bisogna dimenticare infatti che proprio in quei giorni la guardia di Finanza contestava al Gus (Gruppo Umana Solidarietà) e all’Acsim (Associazione Centro Servizi Immigrati Marche) di non essere in realtà enti senza scopo di lucro ma di frodare il fisco per vari milioni di euro sfruttando proprio fondi pubblici. Insomma veniva ufficializzato ciò che tutti sapevano: l’accoglienza degli extracomunitari costituisce un affare milionario e l’amministrazione cittadina sull’altare di tali interessi ha assistito passivamente all’espropriazione di fatto di intere aree  frequentate da spacciatori, molti dei quali ex “accolti” in dette “associazioni” truffaldine. Proprio come i carnefici della povera Pamela. In questi ultimi anni vicino al crescente malcontento il cittadino maceratese ha avuto modo di osservare l’attività politica della locale sezione della Lega con particolare apprezzamento per la presenza tra la gente con vari gazebo. Attività politica non limitata al tema dell’immigrazione non sostenibile ma sicuramente caratterizzata anche da questo argomento, specie per le conseguenze su criminalità e tutela della nostra cultura.

Il commento di oggi di Giuliano Pazzaglini, neoletto della Lega al Senato

Tutto ciò, oltre la grande validità della proposta politica salviniana su temi sociali ed economici e pure considerata la grande qualità dei candidati proposti,  ha portato il 21,38 dei maceratesi a votare Lega ed oltre il 37% a votare per i nostri rappresentanti al parlamento. E sia chiaro che a nessuno è venuto in mente di associare gli atti criminosi commessi dal Traini con l’attività politica della Lega di Macerata. Di tale divergenza sono stati testimoni tutti i cittadini che hanno vissuto in prima persona le modalità di proposizione delle idee Lega tra la gente e se, non bastasse, l’attività della Procura, che ha accertato come gli atti posti in essere dal Traini siano stati avulsi dai contatti avuti con la Lega e frutto solo della degenerazione in odio e “pazzia” di circostanze del tutto personali attinenti la propria sfera emotiva. Di fatto il 21,38% dei maceratesi – in data 4 marzo – ha testimoniato in tal senso. Quindi, caro De Franceschi, nessuna contraddizione nel voto espresso dai cittadini di Macerata. Soprattutto nessuna deriva verso sentimenti di intolleranza, ma grande apprezzamento per la proposta politica Lega, per i candidati nominati e per l’attività posta in essere dalla locale sezione. Che poi sia “l’anno zero” in un certo senso lo speriamo. Speriamo che il centrodestra con a capo il nostro Salvini riesca a trovare i numeri per governare, per cambiare leggi che il cittadino sente ormai inadeguate e per mettere in atto la Rivoluzione del Buonsenso».

Matteo Salvini durante una visita a Macerata

LA NOSTRA RISPOSTA – Gentile avvocato Migliorelli, la ringraziamo innanzitutto per la sua lettera. Ma crediamo che abbia frainteso il senso dell’articolo in questione. Nessuno si è mai permesso di accostare il folle raid razzista di Luca Traini con l’attività politica della Lega. E’ un fatto però che fosse iscritto al partito e si fosse candidato alle ultime amministrative di Corridonia proprio con il simbolo del Carroccio, così come è un fatto che fosse un fan di Salvini. Fermo restando, che questo non può in alcun modo essere considerato un fatto imputabile né alla Lega, né tantomeno al suo leader. E’ un fatto e tale resta. Ma è il tentativo neanche troppo velato di giustificarlo che non può essere accettato. E questo tentativo ce lo conferma lei stesso, contraddicendosi. Prima afferma che sul punto “il giudizio della comunità è stato di condanna unanime”, che è stato identificato come il “male assoluto”. Salvo poi, poche righe dopo, arrivare a dire che la gente nel condannare “l’azione criminale di Traini ha voluto sottolineare come il suo gesto abbia dato “voce” ad una disperazione latente, “corpo” ad una volontà di reazione, “sostanza” alla ribellione di tutti avverso ciò che le attuali leggi e disposizioni impongono alla collettività in materia di immigrazione, cultura e sicurezza”. Ecco i “però” che non sono giustificabili, ecco gli accostamenti che non possono in alcuno modo essere accolti, e che noi come giornale, abbiamo sempre cercato di denunciare. Arrivare a dire che il gesto di Traini ha dato “voce” a una ribellione verso le politiche di accoglienza riteniamo sia altamente pericoloso. Parlare dell’orrenda fine di Pamela, tra l’altro infarcendola di particolari fantasiosi e mai confermati (e più volte smentiti) dagli inquirenti come quelli del cannibalismo, e accostarla ai problemi nella gestione dei flussi migratori, a nostro avviso significa strumentalizzare. I carnefici restano tali qualunque sia il colore della pelle, i neri non sono peggiori dei bianchi quando commettono un omicidio. E viceversa. La vittima ha la stessa dignità da qualunque Paese provenga. Detto questo, non mettiamo in dubbio che la politica dell’accoglienza è stata un fallimento fino adesso. Una responsabilità però da imputare a tutte le forze politiche che hanno governato negli ultimi decenni il Paese, Lega compresa, gentile avvocato. E a livello locale, ovviamente, una responsabilità imputabile a chi ha governato la città nell’ultimo ventennio: il centrosinistra. Sugli affari milionari che possono celarsi dietro l’accoglienza poi abbiamo dedicato ampio spazio su queste pagine. Fermo restando, che la giustizia ancora deve fare il suo corso su questo fronte. Quindi in definitiva, quello che volevamo sottolineare con quell’articolo è che i terribili fatti di Macerata non hanno potuto non incidere sul risultato ottenuto dalla Lega in città. In che misura è impossibile dirlo. Ma di certo hanno spostato gli equilibri, soprattutto l’arresto di tre nigeriani con l’accusa di omicidio come d’altronde anche lei evidenzia. Questo senza negare che gran parte del merito di uno storico balzo in avanti vada attribuito al messaggio che Salvini è riuscito a far passare in questi anni. E la chiusa con la frase “che l’anno zero abbia inizio” era riferita proprio a questo nuovo scenario inedito che si è venuto a creare dopo il responso delle urne. Ma le assicuriamo che, purtroppo, una strisciante deriva di intolleranza in città c’è stata eccome.

(foto Cronache Maceratesi)

 

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