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Elezioni, flop del Pd:
Manzi, niente bis in Parlamento
Comi, addio sogni di gloria?

BATOSTA - Mentre il segretario nazionale del Pd si dimette, quello regionale è tra gli esclusi dalla Camera. Così anche l'ex deputata maceratese che invita il suo partito alla riflessione per i nuovi scenari
lunedì 5 marzo 2018 - Ore 19:37 - caricamento letture
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Da sinistra Matteo Renzi e Francesco Comi

 

Il Pd si ferma al 21,30% di preferenze nelle Marche e il risultato deludente, o meglio la sconfitta (così l’ha definita il segretario nazionale Matteo Renzi) miete vittime eccellenti tra i suoi candidati. Primo tra tutti il segretario regionale del Pd Francesco Comi che ancora non ha scritto nè detto niente. Il tolentinate era in lista per la Camera nel collegio pesarese dietro ad Alessia Morani e per lui i giochi sembrano finiti anche se bisognerà attendere il responso della corte di Appello tra venerdì e lunedì.
Stop all’esperienza parlamentare anche per la maceratese Irene Manzi deputata per 5 anni e ora fuori dagli scranni. «Ho aspettato qualche ora per scrivere queste parole perché tante sono le emozioni e le sensazioni che provo in questo momento. L’amarezza per la sconfitta. La delusione per il risultato del Partito Democratico. La gratitudine per chi mi ha sostenuto in queste settimane e per chi oggi mi ha chiamata per esprimermi vicinanza e amicizia».

Irene Manzi ieri al seggio

Prosegue su facebook Irene Manzi: «La consapevolezza di una fase politica nuova che si apre con il 4 marzo, differente per temi e contenuti da ogni altro passaggio precedente, che richiederà l’impegno per la costruzione di uno spazio politico che dovrà impegnare il Pd nei prossimi mesi, riflettendo su cosa è accaduto e sugli scenari che si aprono. Chi ha vinto dovrà governare e cercare di interpretare quello che il voto degli elettori ieri ha espresso. Perché questa è la democrazia.». Manzi ringrazia tutti e guarda al futuro: «Ricomincio da qui. Con lo sguardo dritto e aperto nel futuro».

Tra gli esclusi nelle Marche anche l’ex ministro Marco Minniti che correva anche lui nel collegio di Pesaro e l’ex rettore Unicam Flavio Corradini, scelto da Matteo Renzi per il collegio di Macerata. In forse  ma molto probabile Mario Morgoni: senatore nella scorsa legislatura dovrà attendere la distribuzione dei seggi nazionali per conoscere il suo destino.

E se nelle Marche il Partito Democratico ha fatto le spese con l’ascesa del Movimento 5 Stelle e della Lega, la situazione non è meno grave ai vertici democrat. Nel pomeriggio si è infatti  dimesso il leader Matteo Renzi: «Come sapete e come è doveroso, mi pare che abbiamo riconosciuto con chiarezza che si tratta di una sconfitta netta, una sconfitta che ci impone di aprire una pagina nuova all’interno del Pd. E’ ovvio che io debba lasciare la guida del Partito Democratico». Renzi ha anche chiuso la porta a possibili alleanze di governo: «Avevamo detto no a un governo con gli estremisti, non abbiamo cambiato idea. Terminata la fase dell’insediamento del Parlamento – ha detto ancora – e della formazione del governo, io farò un lavoro che mi affascina: il senatore semplice, il senatore di Firenze, Scandicci, Insigna e Impruneta».

Il post di Irene Manzi su Facebook

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