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“Macerata resti accogliente”

LE REAZIONI - La presidente del''associazione Alzheimer Uniti Italia Manuela Berardinelli: «Allargare le braccia e non cadere nella tentazione di serrarle». Istituto Morbiducci: «Uno dei punti più oscuri della nostra storia». L'Allenza delle Cooperative Marche: «Conseguenza del quotidiano stillicidio di parole razziste e violente»
lunedì 5 febbraio 2018 - Ore 14:19 - caricamento letture
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Uno striscione ieri ai Giardini Diaz

Numerose reazioni e commenti ai fatti di sangue degli ultimi giorni a Macerata anche di associazioni del territorio: 

Manuela Berardinelli, presidente dell’associazione Alzheimer uniti Italia

 

La dichiarazione del presidente Alzheimer Uniti Italia Manuela Berardinelli: “Quanto sta accadendo alla nostra città sgomenta ed addolora ciascuno di noi. Macerata è una città che ha fatto dell’accoglienza la sua peculiarità nei secoli. Siamo una comunità ospitale, da sempre. A partire dall’assistenza data ai malati durante la peste del 1300 fino al periodo della seconda guerra quando ci fu l’occupazione da parte dei tedeschi. Non abbiamo bisogno di dimostrare la nostra capacità di essere ospitali e generosi, parlano i nostri comportamenti quotidiani. La cittadinanza maceratese adesso è impaurita e disorientata, ma non vacilliamo nella convinzione di ciò che siamo, l’intelligenza del cuore, quella che guarda alla persona senza alcuna distinzione, tanto meno il colore della pelle, ci appartiene per dna. La cattiveria non conosce etnia, è del genere umano esattamente come la bontà. Quello che è accaduto alla povera ragazza è atroce e mi toglie il sonno, ma l’efferatezza di tale crimine non ha nulla a che vedere con il colore della pelle. I criminali al mondo purtroppo esistono esattamente come i benefattori. Di certo non si può negare però nel nostro Paese un disagio sociale forte rispetto al tema della sicurezza, lo Stato deve assumersi la responsabilità di non riuscire a gestire una problematica seria. E’ evidente che c’è un’assenza di politica reale e regolata sull’immigrazione. Ma la reazione a tutto ciò, al fatto terribile di Pamela, non può, non deve essere assolutamente l’odio. Non dobbiamo permettere che un clima da far-west dove ciascuno pensa di fare giustizia da solo trionfi. Dico a tutti noi che è il momento di stringerci, di riflettere su un dolore che deve unirci non dividerci con polemiche strumentali. Abbiamo scelto Macerata come Alzheimer Uniti Italia per il progetto pilota della “Comunità amica della persona con demenza” per la sua caratteristica all’accoglienza, tra l’altro confermata in questo anno e mezzo di sperimentazione, non ci siamo mai pentiti di averlo fatto perché la risposta è stata corale, oltre ogni aspettativa. Non disperdiamo questo patrimonio, non permettiamo a niente e nessuno di contaminare il nostro senso profondo di rispetto della persona. Il logo che rappresenta il progetto della Città amica della persona con demenza è un abbraccio ed è esattamente questo l’invito che rivolgiamo a tutti: di allargare le braccia e non cadere nella tentazione di serrarle. A nome mio personale e dell’associazione che rappresento esprimiamo alla famiglia di Pamela il profondo cordoglio ed il dolore per la terribile tragica perdita, manifestiamo inoltre la più ferma condanna ai fatti accaduti il 3 febbraio esternando il nostro sostegno e la vicinanza alle persone ferite”.

Interviene anche l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Morbiducci”:  “Vendetta razziale, raid xenofobo, azione terroristica non dissimile da quelle organizzate dall’Isis: comunque lo si voglia chiamare, quello che è successo nel centro di Macerata, con la sua scia di sangue e di orrore, non è il gesto di un folle o di un disadattato, ma il frutto di un clima sociale e politico spaventosamente deteriorato e avvelenato da impulsi neofascisti, da terminologie di guerra e da farneticazioni sulla razza. Quello stesso clima che aveva spinto le forze democratiche a costituire nell’autunno scorso la rete antifascista maceratese. Con l’episodio di Macerata, la campagna razzista ha scavalcato il terreno della propaganda, generando una vera e propria azione terroristica: un pericoloso salto in avanti della destra fascista e xenofoba, un allarmante passo indietro della nostra civiltà democratica. A Macerata- com’è stato giustamente scritto- siamo caduti in uno dei punti più oscuri della nostra storia recente. E quanto è successo nella nostra città potrebbe accadere altrove e dovunque. Per rispondere a questa deriva, insieme alla mobilitazione immediata di tutte le forze democratiche, occorrono risposte culturali e formative adeguate. L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Morbiducci” di Macerata, che da anni è impegnato nella costruzione di strumenti per leggere storicamente e moralmente il presente, intensificherà la sua presenza nelle scuole e nel territorio per la formazione delle nuove generazioni alla cittadinanza democratica e per la creazione, attraverso essa, dei veri anticorpi contro il fascismo e la xenofobia”.

L’Alleanza delle Cooperative Italiane Marche: La cooperazione marchigiana si stringe attorno a tutta la comunità maceratese offesa e ferita dal gesto di terrorismo fascista che l’ha colpita. L’atto è la conseguenza del quotidiano stillicidio di parole razziste e violente che stanno lentamente avvelenando la convivenza civile delle nostre città. A Macerata è stato compiuto un atto politico che è in continuità con le scritte apparse sui muri di Ascoli Piceno “Acli: l’accoglienza è il vostro progetto? Chi scappa dalla guerra non merita rispetto” e gli auguri di morte al sindaco di Pesaro per non aver concesso locali per un incontro pubblico. Gli spari di Macerata sono il risultato di una cultura violenta, razzista e mortifera contro la quale è indispensabile attivare le migliori energie presenti tra i cittadini e le cittadine, le associazioni, le organizzazioni e le istituzioni per garantire una vita degna a tutti. Un impegno che l’Alleanza delle Cooperative Italiane rinnova in questo difficile momento per le nostre comunità”.

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