Follia razzista, Paolo Diop:
«Gesto da condannare
ma la politica abbassi i toni»

MACERATA - Il responsabile Immigrazione di Movimento nazionale sul gesto del 29enne: «Andrò a trovare i feriti in ospedale. Non ero in città ieri quindi mi sono salvato. Spero si torni presto alla normalità». Martedì fiaccolata con Alemanno contro la violenza. IL VIDEO
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Paolo Diop, responsabile per l'immigrazione Movimento nazionale
Paolo-Diop

Paolo Diop

 

di Federica Nardi

«Sono in una posizione difficile», ammette Paolo Diop. Maceratese, di origini senegalesi. Da aprile è responsabile dell’Immigrazione del partito di Alemanno, Movimento nazionale, che martedì sera sfilerà in città per una fiaccolata contro la violenza. E’ stato simpatizzante anche di Matteo Salvini, leader di quella Lega Nord che l’anno scorso candidò a Corridonia proprio Luca Traini, il 29enne che ieri ha aperto il fuoco in diversi punti del capoluogo con il dichiarato intento di “ucciderli tutti”. Tutti, i neri. Come Diop, che mentre parla si trova in corso Cairoli, una delle tappe della follia razzista di Traini. Sono stati 6 i feriti dal 29enne, tutti di colore, prima che arrestasse la sua furia al monumento della Vittoria dove si è fatto trovare imbardato nel tricolore e con il braccio destro alzato per il saluto fascista. 

Che cosa ha da dire su quanto successo ieri a Macerata?

«Da condannare sicuramente il gesto. Esprimo la mia vicinanza alla comunità africana di Macerata e ai cittadini maceratesi che in questi giorni sono stati sconvolti. Faremo una fiaccolata martedì alle 21 a Macerata contro ogni tipo di violenza. Sono vicino alle persone ferite, le andrò a trovare in ospedale. Spero che questa situazione si calmi e che possiamo tornare alla normalità che questa città merita».

Cosa dice a Traini?

«A lui niente. Dico solo che bisogna stoppare le violenze. Fermare il tono politico per un po’ e tornare tutti un po’ a ragionare in maniera lucida».

Ha sentito qualcuno del partito?

«Ho sentito Alemanno che probabilmente verrà martedì a Macerata».

Una condanna al razzismo?

«Bisogna essere sempre contro ogni tipo di discriminazione sociale, assolutamente».

Ieri ha avuto paura?

«Non ero a Macerata per fortuna quindi mi sono salvato, diciamo. La paura è normale che ci sia in questi giorni e spero che vada via presto».



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