Armi ai vigili,
bocciata l’idea di Ciarapica:
«Solo fumo negli occhi»
CIVITANOVA - Levata di scudi contro la proposta del sindaco, arrivata dopo le aggressioni subite dalle agenti durante i servizi di contrasto al commercio abusivo. Corvatta, Ghio e Pintucci della Cgil puntano il dito contro l'amministrazione, accusata di superficialità

di Laura Boccanera
«Confusione nel corpo dei vigili, armarli è solo fumo negli occhi». «Con Ciarapica non esiste limite alla propaganda, dal 2006 i vigili possono disporre di spray e bastone estensibile». «Quanto accaduto ha precise responsabilità politico-amministrative». Non si arresta lo sdegno a Civitanova per l’aggressione alle tre vigilesse, le voci che si sommano a quelle dei sindacati intervenuti nei giorni scorsi sono quelle dell’ex sindaco Tommaso Corvatta, del consigliere Ghio e infine di Matteo Pintucci della Cgil. Dell’inefficacia dell’armamento è convinto Corvatta: «Chi può veramente credere che nella lotta agli schiamazzi notturni, o nel contrasto all’abusivismo sia utile armare i vigili? E poi,anche se l’amministrazione iniziasse ora la relativa pratica amministrativa , l’effetto non si vedrebbe prima di un anno, con quali costi poi? Tra il costo dell’acquisto, il costo dell’addestramento dei vigili, quello della predisposizione del locale armeria è facile ipotizzare che si possano spendere almeno centomila euro: e quanti sono i casi in cui l’arma sarebbe veramente utile? Attualmente – sottolinea Corvatta – è evidente la confusione nell’azione dei vigili mentre gli stessi sono comandati dall’amministrazione a compiti gravosi a cui sono chiamati anche i trimestrali. In queste condizioni Ciarapica vuole imporre la pistola agli agenti: è facile immaginare che i pericoli per gli agenti stessi e per tutti noi siano di gran lunga maggiori dei benifici. Sulla sicurezza l’amministrazione Ciarapica è in preda ad una vera e propria ansia da prestazione. Ha promesso di tutto e di più in campagna elettorale e cerca di mantenere le promesse nonostante abbia fatto due scelte strategiche sbagliate: rinunciare al comandante-dirigente e puntare quasi tutto solo sulla repressione».
Stefano Ghio ricorda invece che è ancora in vigore la delibera con la quale nel 2009 si armarono i vigili con spray urticante e bastoni. «Tale regolamento – spiega – risulterebbe in vigore eppure in sei mesi il sindaco non ha disposto in conseguenza demandando il tutto ad un nuovo regolamento. Avrebbe potuto farlo e non lo ha fatto. Esiste un limite alla propaganda? Con Ciarapica evidentemente no. Sono ormai due mesi che ho depositato alla segreteria della commissione consigliare competente una proposta di regolamento di polizia urbana quale atto presupposto per l’attivazione piena del decreto Minniti che dà strumenti ben più efficaci di quelli che oggi il sindaco fa finta di adottare. Non ci sarebbe voluto molto a produrre una diversa bozza di documento da discutere in Commissione e quindi in Consiglio, ma forse questa amministrazione ha avuto nel frattempo altre priorità non perfettamente in sintonia con il diritto dei cittadini di sentirsi sicuri. Faccio presente che le cose stanno peggiorando, la legalità sta fatalmente regredendo approfittando della superficialità e la non sistematicità con la quale vengono affrontati i problemi. Spero che ad un certo punto il sindaco si sveglierà, smetterà di sognare ed ascolterà veramente le voci della città lavorando per essa e dando finalmente l’esempio su come si debbono rispettare le regole per favorire la cultura della legalità».
«Grave errore organizzare un servizio contro l’abusivismo in questo modo – sostiene la Cgil – le vigilesse da sole in borghese senza la possibilità di coordinarsi con il resto del corpo, senza coordinamento con le forze dell’ordine e senza reale preparazione, solo per assecondare un programma elettorale troppo incentrato sul tema sicurezza senza valutare le reali competenze dei sindaci e la necessità del coinvolgimento di altri soggetti pubblici in materia, rischia ora, alla prova dei fatti, di concretizzarsi in soluzioni posticce ed improvvisate. Invitiamo l’amministrazione a riflettere sulle responsabilità organizzative di quanto accaduto affinché non abbiano più a ripetersi simili spiacevoli episodi, prima di parlare di pistole e manganelli, su un tema delicato come la sicurezza dei cittadini, tema finora sottovalutato anche dalle precedenti amministrazioni e mai affrontato in modo serio, professionale e al di fuori delle facili strumentalizzazioni da campagna elettorale, riteniamo doverosa un’analisi rispetto a quanto non ha funzionato. Una città di oltre 40.000 abitanti – conclude Pintucci – non può fare a meno di un comandante dirigente con titoli adeguati e necessaria competenza professionale, perché mettere nelle condizioni di dimettersi il dirigente già assunto con regolare procedura e ritornare a soluzioni organizzative già sperimentate in vent’anni di gestione disastrosa? Perché mortificare così il corpo municipale dei vigili che aveva sperato in miglioramento del servizio?».
Aggressioni ai vigili, Ciarapica all’attacco: «E’ ora di armarli»



Pintucci fai bene ad alzare le mani. Arrenditi se devi riparlare dell’inefficienza da 80.000 euro imposta da Corvatta in quanto suo amico da bar e da mare in quel di Portorecanati. Se li paghi lui i suoi amichetti. Il primo problema per i vigili era quello di rimandarli in strada dopo che erano stati in parte destinati alla segreteria del supercomandante di cui non si sentiva la necessità e non si sente la mancanza. Tutto questo chiacchericcio non serve a niente. Basta usare un po’ di testa per sapere cosa c’è da fare. Basta usare la non difficile formula aritmetica del 1+1 fa due et voilà, les jeux sont faits rien ne va plus. Comunque sempre del parere di fare un mercato aperto a tutti, a livello mondiale con falsi, veri e bugiardi presso lo stadio come nelle più civili città italiane ed estere se ce ne sono.
Se questi benpensanti si trovassero come alcuni cittadini si trovano senza alcuna difesa di fronte alla violenza, questi benpensanti, mentre si cagano sotto, vorrebbero che ci fosse un vigile, o un carabiniere, armati a difenderli.
Io voglio che i vigili siano armati, come le forze dell’ordine, perché possano difendermi.
Oddio, preferirei andare in giro con una pistola alla cintura, ma non è possibile. Fare, però, l’agnello sacrificale per l’imbecillità di teorici della fratellanza e della solidarietà, o del multiculturalismo, io proprio non me la sento.